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lunedì 28 agosto 2017

CABALA, GNOSTICISMO E MARTINISMO (Le conferenze pubbliche del Convento Martinista 2017)


In data 20, 21 e 22 Ottobre 2017 si terrà a Montecatini Terme il Convento del Sovrano Ordine Gnostico Martinista. Il tema trattato è :

"L'ALBERO DELLA VITA E I SUOI RIFLESSI NEI RITUALI IN GRADO DI ASSOCIATO INCOGNITO"
. 

Nei vari gradi di appartenenza, saranno analizzati gli strumenti e i simboli che compongono il viatico di reintegrazione proposto dal martinismo.

A lato del Convento, riservato ai fratelli e alle sorelle martinisti che si accrediteranno presso la segreteria, sono previste le seguenti pubbliche conferenze ad accesso libero:



Venerdì 20 0TTOBRE e.v. alle ore 21,15 PRESSO L'HOTEL MIRO' a Montecatini Terme, viale Bicchierai 82, la nostra Associazione ha il piacere di proporvi un’interessantissima serata in compagnia di FILIPPO GOTI che parlerà sul tema:

“IL MITO GNOSTICO: ABISSI E VETTE DEL RITORNO AL PLEROMA”.

Sabato 21 0TTOBRE e.v. alle ore 21,15 PRESSO L'HOTEL MIRO' a Montecatini Terme, viale Bicchierai 82, la nostra Associazione ha il piacere di proporvi un’interessantissima serata in compagnia di PINO FERRI che parlerà sul tema:

“STORIA E METASTORIA DEL MARTINISMO”.


Domenica 22 0TTOBRE e.v. alle ore 10.00 PRESSO L'HOTEL MIRO' a Montecatini Terme, viale Bicchierai 82, la nostra Associazione ha il piacere di proporvi un’interessantissima mattinataLA CABALA DAL MACROCOSMO AL MICROCOSMO”.







Per informazioni: eremitadaisettenodi@gmail.com

sabato 17 dicembre 2016

SEFER YETZIRAH – Libro della Creazione (commento al primo capitolo

Premessa

Il Sefer Yetzirah di cui viene esposto un sintetico commento del Primo Capitolo appartiene alla tradizione della Cabala “Ebraica” con tutte le implicazioni che ne derivano.
E’ opportuno precisare che il commento che segue del testo è basato sulla convinzione dell’autore che il Sefer Yetzirah sia un testo meditativo con marcate implicazioni magiche, ipotesi che a suo avviso sono confermate da alcune tradizioni talmudiche (IV°-V° secolo d.C.) secondo cui il libro poteva essere utilizzato per “realizzare creature viventi” come ad esempio un Golem.
L’autore ritiene che “I metodi del Sefer Yetzirah sembrano includere la meditazione ed è altamente probabile che il libro venne originariamente scritto come un manuale di meditazione”.
Di conseguenza il suo convincimento è che “…il contenuto del Sefer Yetzirah sembra essere un manuale di istruzioni che descrive precisi esercizi di meditazione. Esistono alcune prove del fatto che questi esercizi intendevano rafforzare la concentrazione dell’iniziato e che erano particolarmente utili nello sviluppo di poteri telepatici e di telecinesi”.Il testo è ricco di esercizi di meditazione che possono essere svolti, ad eccezione di quelli per i quali l’autore consiglia di  astenersi o di affidarsi ad una guida esperta.
 
CAPITOLO I
Il Signore delle Schiere
Il Dio d’Israele
Il Dio vivente
Re dell’universo
El Shaddai
Pietoso e  Misericordioso
Sommo ed Eccelso
Dimorante nell’eternità
Il cui nome è Santo
Egli è elevato e santo
E ha creato il Suo universo
Con tre libri (Sepharim)
Con il testo (Sepher)
Con il numero (Sephar)
E con la comunicazione (Sippur).
L’intero capitolo è dedicato all’”Iniziazione” delle 10 Sefirot che non vengono chiamate con i nomi che noi comunemente conosciamo (Keter, Chokmah, Binah, Chesed, Gevurah, Tiferet, Netzach, Hod, Yesod, Malkut) bensì con altri termini.
Tutte le parti in grassetto sono tratte dal testo.
1 : 1
Con 32 sentieri mistici di Sapienza
Incise Yah
In questo primo paragrafo è esposta la pluralità della Creazione in contrapposizione all’Unità più assoluta del Creatore.
Nella Creazione si conta e si numera pervenendo alla formazione di 32 sentieri  che trovano manifestazione in 10 cifre (Sefirot) e nelle 22 lettere dell’alfabeto ebraico.
Nel testo è esposta nella sua essenzialità la struttura della creazione e il brano può essere letto in questo modo:

Con 32 sentieri mistici di Sapienza                  (Chokmah la Mente Pura
                                                                             E Indifferenziata)
Incise Yah                                                          (Incise il Creatore)               
        Il Signore delle Schiere                  (Tutte le 10 Sefirot)
         Il Dio d’Israele                                         (Binah)
         Il Dio vivente                                             (Yesod)
         Re dell’universo                                      (Malkut)


          El Shaddai                                                   (Yesod)
         Pietoso e  Misericordioso                         (Chesed-Gheburah
Tiferet- Netzach-Hod)
         Sommo ed Eccelso                                    (Binah- immanenza di Dio)
         Dimorante nell’eternità                          (Chokmah-  trascendenza di Dio)
         Il cui nome è Santo                                  (Keter – trascendenza massima di Dio)
         Egli è elevato e santo                              (Ayn Sof – Essere Infinito)

E ha creato il Suo universo                              
Con tre libri /Sepharim)                          (concetto implicito di   Sefirah)
Con il testo (Sepher)                         (Lo spazio – forma fisica)
Con il numero (Sephar)                          (Il tempo)
E con la comunicazione (Sippur).          (La comunicazione)


Lo schema vuole dire che “L’impulso della creazione prima andò verso il basso, attraverso le 10 Sefirot, e poi risalì verso l’alto, ritornando all’Infinito. Soltanto allora la Creazione potè avere luogo.” Pertanto il movimento della Creazione è di discesa da Chokmah fino a Malkut (da Dio all’Universo), e di risalita da Malkut a Keter fino ad Ayn  Sof  (Dall’Universo a Dio)
Con 32 sentieri mistici di Sapienza
Tutto viene desunto dalla Torah.
I 32 sentieri, ovvero i vari aspetti particolari della Creazione o i diversi stati di coscienza, sono espressi nelle 32 volte in cui il nome di Dio Elohim appare nel racconto della Creazione (primo capitolo della Genesi).
L’espressione “Dio disse” compare dieci volte e questi sono i Dieci Detti (le parole) con i quali fu creato il mondo e questi Dieci Detti corrispondono alle dieci Sefirot mentre le altre 22 volte in cui compare il nome di Dio nel primo capitolo della Genesi corrispondono alle 22 lettere dell’alfabeto ebraico.
Le tre volte in cui troviamo l’espressione “Dio fece” corrispondono alle tre Lettere Madri (alef, mem, shin), le sette volte in cui viene ripetuto “Dio vide” corrispondono alle sette lettere doppie (bet, ghimel, dalet, kaf, peh, resh, tav), le restanti dodici volte in cui compare il nome di Elohim corrispondono alle dodici elementari (Heh, Vav, zayn, chet, tet, yod, lamed, nun, samekh, ayin, tzade, kof).
Ogni sentiero definisce un aspetto particolare della Creazione che trova corrispondenza nel corpo dell’uomo in quanto in esso sono riflesse tutte le forze della Creazione.
Sentieri
L’autore definisce i sentieri “un percorso individuale, un sentiero tracciato da ciascuno per il proprio uso personale. Si tratta di un sentiero nascosto, senza segnaletica o indicazioni, che si deve scoprire da soli e percorrere con i propri mezzi”.
Mistici
I sentieri sono nascosti, segreti e trascendentali e la loro manipolazione secondo gli insegnamenti forniti dal Sefer Yetzirah può produrre il miracolo del passaggio dal rivelato e manifesto a ciò che è segreto e immanifesto. Un esempio di manipolazione consiste nei modi differenti in cui si possono pronunciare e sonorizzare le varie lettere dell’alfabeto ebraico con particolare riferimento alle tre lettere madri.
Sapienza
Dal punto di vista kabbalistico Sapienza (Cokhmah – il Padre) è la Mente pura e indifferenziata, il pensiero puro che non si è ancora frammentato in idee, il pensiero che sta al disopra di tutte le divisioni, il pensiero “Unico”. Sapienza è “la pura forza mentale che trascende il tempo. A livello di Sapienza, passato, presente e futuro non sono ancora stati separati”
L’antitesi di Sapienza è Comprensione (Binah – La Madre), livello subito al di sotto di Sapienza, livello nel quale le idee si separano, vengono analizzate e possono essere comprese. Comprensione è il livello della divisione dove le cose vengono delineate e definite come oggetti separati. Comprensione è la “forma”, è il plurale, pertanto il nome divino ad esso associato è Elohim in quanto implica una pluralità di forze. In tutto il primo capitolo della Genesi viene infatti utilizzato il nome Elohim in quanto l’atto della Creazione implica l’intervento di molte forze.
I 32 sentieri, espressi come lettere e numeri, rappresentano la divisione e la pluralità e sono tutti manifestazioni di Comprensione (Binah).
Il Padre (Chokmah) è la forza creativa non canalizzata. Questa forza è attiva soltanto se viene “delineata, racchiusa e incanalata dall’utero femminile (La Madre-Binah). E’ per questo motivo che il Sefer Yetzirah definisce le lettere primarie “Madri”.
Incise
Il Creatore utilizzò i 32 sentieri per incidere in modo da creare il Suo universo.
Incise, ovvero rimosse del materiale, fece spazio, creò uno spazio vuoto in cui deporre la Creazione. Quello spazio vuoto non esisteva, pertanto il Creatore ha operato una contrazione (Tzimtzum) e in quel vuoto inciso nella Luce Superna ebbe luogo tutta la Creazione. Tutto era nella mente di Dio, tutto era ancora a livello di Chokmah.
Il passaggio viene così descritto dall’autore:
“Il vuoto fu fatto attraverso i 32 sentieri, poiché le lettere e le cifre sono gli elementi base dell’informazione. Sebbene lettere e numeri casuali non veicolino davvero l’informazione, la loro esistenza rende possibile quella dell’informazione. Lo Spazio Vacante è pertanto uno stato in cui per l’informazione è possibile esistere, ma nel quale questa possibilità non è stata ancora realizzata.
Successivamente queste lettere furono combinate in parole, formando i Dieci Detti della Creazione. Ciascuno di questi detti portava l’informazione nello Spazio Vacante, tramite la quale in esso potè avvenire la Creazione.
Pertanto l’ordine fu prima l’incisione e poi la creazione. Per questo motivo il Sefer Yetzirah afferma che il Creatore -incise… e creò il Suo universo-”.
Incise Yah
Dopo aver creato lo Spazio Vacante vennero create le Sefirot che corrispondono ai Nomi Divini. Il primo nome creato è Elohim il quale è associato a Binah.
L’autore ritiene che in questo punto viene data una istruzione per la meditazione nel senso che il termine “incidere” significa formarsi una chiara immagine mentale del nome in modo da poter meditare su di esso poiché attraverso la meditazione si può “creare un mondo”.
Yah
Questo nome normalmente è associato a Sapienza quindi a Chokmah.
Yah, il Signore
In ebraico, è scritto YH  YHVH (Yod He  Yod He Vav He).
Con queste sei lettere Dio ha creato tutte le cose.
“Confida in Dio per l’eternità delle eternità, poiché con YH  YHVH Egli formò universi” (Isaia 26:4)
Il Signore delle Schiere
“YHVH delle Schiere” rappresenta tutte le Sefirot rivelate all’uomo poiché il Tetragrammaton ne definisce la totalità.
“YHVH delle Schiere” è il sintagma della rivelazione “è lo stato in cui Dio Si associa agli esseri che sono inferiori a Lui, precisamente alle Sue “schiere”.
Dio d’Israele
Qui Dio è Elohim e pertanto è Binah.
Il Dio Vivente
E’ la Sefirah di Yesod il Fondamento, la forza creativa essenziale, ciò che è in azione e procrea.
Re dell’Universo
E’ il modo in cui Dio Re dell’Universo si associa a Malkhut (Regalità).
Malkhut è l’unica Sefirah che entra in contatto diretto con gli stadi inferiori della Creazione. E’ lo stadio più basso e si applica sia al procedimento di discesa che a quello di risalita. (Da Sapienza si scende fino a Malkut e da lì si risale per tornare a Sapienza).
El Shaddai
E’ la Sefirah di Yesod vista nel movimento di risalita, del procedimento verso l’alto attraverso il quale l’uomo si avvicina al Divino.
Pietoso e Misericordioso
Sono le Sefirot Chesed (Amore), Gevurah (Forza), Tiferet(Bellezza), Netzach(Vittoria) e Hod (Splendore) attraverso le quali Dio esprime al mondo la Sua Misericordia.
Sommo ed Eccelso
Si riferisce alla Sefirah Binah.
Da questo punto in poi le denominazioni sono ricavate tutte dal versetto “Perché così dice (Dio), Sommo ed Eccelso, dimorante nell’Eternità, e il cui Nome è Santo: Io dimoro elevato e santo…” (Isaia 57:15).
Con tre libri
Da questo punto in poi il testo inizia a spiegare il significato della parola “Sefirah” che è il termine con il quale nell’ebraismo ci si riferisce alle “emanazioni divine che formano le basi della creazione”.
Di questi tre libri si dice che sono:
-         “testo, numero, e comunicazione”
-         “qualità, quantità e comunicazione”
-          “Universo, Anno e Anima ovvero rispettivamente Spazio(Universo), Tempo(Anno) e dimensione spirituale (Anima)”
-         “Forma delle lettere (Sepher), Valore numerico (Sephar), Pronuncia e Nome delle lettere (Sippur)”
Le dieci Sefirot definiscono 5 dimensioni:
-         3 dimensioni spaziali (Sepher) : Altezza – Profondità – Larghezza
-         1 dimensione temporale (Sefar) : la quarta dimensione
-         1 dimensione spirituale (Sippur) : la quinta dimensione.
Questi tre libri determinano i tre modi con cui si possono rappresentare i 32 sentieri che, ricordiamo, sono costituiti dalle 10 Sefirot e dalle 22 lettere dell’alfabeto ebraico.
Il primo modo consiste nel rappresentarli con la forma di un “testo”, mediante la scrittura o formata anche da diagrammi. In questo caso ci si riferisce al termine Sepher.
Il secondo modo consiste nell’esprimere i 32 sentieri come “sequenze numeriche e diramazioni di questi sentieri”. In tal caso ci si riferisce al termine Sephar.
Nel successivo versetto 1:2 il S.Y. espone chiaramente la sequenza numerica affermando che i 32 sentieri sono costituiti da 10 Sefirot e 22 lettere a loro volta classificate in 3 lettere Madri, 7 lettere Doppie e 12 lettere Elementali o Semplici.
Il terzo modo in cui può essere rappresentata la disposizione dei 32 sentieri fa riferimento al potenziale racconto che si può sviluppare dalla relazione tra i diversi sentieri, riferendosi pertanto al livello di “comunicazione”, al suono e alla voce e conseguentemente al termine Sippur.
Il livello di comunicazione e di ricezione di informazioni indica sia l’aspetto spirituale che i vari stati di coscienza che possono essere percepiti nel percorrere i vari sentieri.
I tre aspetti descritti (Sepher-Spazio, Sephar-Tempo e Sippur-Spirito ) sono inoltre evidenti nelle 22 lettere dell’alfabeto ebraico in quanto esse hanno una forma fisica ed occupano uno spazio (formano ad esempio il libro o parole), hanno ognuna un valore numerico (sono quindi numero e sequenza-tempo) e danno vita a suoni differenti e i modi differenti con cui viene pronunciata la lettera danno luogo al racconto e quindi alla comunicazione (aspetto spirituale).
Di fondamentale importanza è la distinzione dei 5 gruppi fonetici nei quali sono classificate le lettere in quanto ogni gruppo fonetico produce un suono ed un’articolazione differente.
I 5 gruppi fonetici sono: gutturale, labiale, palatale, linguale e dentale.
I tre aspetti sopra descritti , spazio-tempo-comunicazione sono compresi in ognuna delle 10 Sefirot che, nella qualità di “Libro” registrano le informazioni.
L’autore precisa infatti che “Viene quindi incisa sulle Sefirot una registrazione permanente di tutto ciò che ha avuto luogo in tutta la Creazione”.
Sephirah significa anche numero quindi anche pluralità. Il Creatore, che è l’Unità Assoluta, creando le Sefirot crea il concetto di numero in modo che “ogni evento e azione vengono misurati e pesati dalle Sefirot, e viene concepito e calcolato un responso appropriato”.
La parola “Sephirah” contiene anche il concetto di racconto, informazione e comunicazione poichè le Sefirot collegano Dio con la Sua Creazione e nel contempo sono i mezzi con cui l’uomo comunica con Dio.
Le Sefirot possono essere utilizzate come mezzi di comunicazione ma non devono essere adorate o pregate.
Le Sefirot nel loro insieme formano un albero per mezzo del quale si può avvicinare l’Infinito.
Questo primo versetto del Sefer Yetzirah presenta “le radici che definiscono le Sefirot” ed è molto importante comprendere queste radici che sono appunto il testo, il numero e la comunicazione in quanto in esse sono racchiuse le chiavi dei metodi e delle istruzioni impartite dal Sefer Yetzirah e rivolte a coloro che intendono utilizzare il testo come un manuale per la meditazione.
L’autore sintetizza i tre aspetti richiamati con le seguenti significative parole:
“Per influenzare qualunque cosa nell’universo fisico ci si deve servire della forma delle lettere. Questo significa che nella corrispondente tecnica meditativa si contempleranno determinate lettere visualizzandole come se fossero scritte in un libro. Il metodo prevede di fare in modo che ogni particolare combinazione di lettere riempia l’intero campo visivo, eliminando dalla mente tutti gli altri pensieri.

Infine, se si desidera influenzare il regno spirituale, si devono utilizzare sia i suoni delle lettere che i loro nomi. Questa tecnica, che descriveremo, si utilizza nella formazione di un Golem”. 

ASPASIA GRANDE MAESTRO AGGIUNTO

www.martinismo.net
eremitadaisettenodi@gmail.com


venerdì 23 settembre 2016

Adattamento Cabalistico del PADRE NOSTRO di Papus (note di Elenandro XI)

Oh Dio creatore che sei in Ain-Soph(1) che il tuo verbo Kether(2) sia santificato.
Che Tiphereth(3), splendore del tuo regno emani i suoi raggi.
Che I'Ave, la tua legge ciclica regni in Malchuth(4) come regna in Kether.
Dona ogni giorno a Neschàmah (11) I'illuminazione di una delle sue 50(8) porte di Binah(5).
Opponi la misericordia infinita di Chesed(6) alle scorze che ho creato alla mia immagine allorché misconoscendo una delle 32(7) vie di Chocmach(9) emanò il rigore di Ruach(10) verso i miei fratelli.
Preserva Neschamah dalle tradizioni di Nephesh(12) e liberaci da Nahasch(13).
Perché tu sei il principio, El(14) lo splendore creatore, Iod(17) la matrice, Mem(15) negli Elohim(16).
_____________________________________________________________________________
(1) Ain-Soph (L'Essere e il Niente) concettualmente indica tutto ciò che per l'uomo è inconcepibile, in quanto posto oltre la manifestazione. Tutto ciò che è posto oltre la ragione, la fantasia, e l'immaginazione umana. Tutto ciò che non è concretizzabile, e tutto ciò che non ricade nella sfera dialettica e razionale è AIN SOPH. Anche l'idea stessa di Dio, è estranea ad AIN SOPH AUR, in quanto è plasmata su ciò che concretamente attribuiamo a Dio, attraverso la fede, la speranza, e l'illusione. Lo Zimzum è l'atto di amore attraverso cui Ain Soph si ritirò in se stesso dando vita al Tempo (prima e dopo), e allo Spazio (l'assenza di Ain-Soph).
(2) Kether o Grande Anziano, raccoglie in "numero ed in potenza" tutte le sefirot che da essa emanano, possiamo vedere quest'opera anche come una progressiva scomposizione di Kether, alla stregua di un raggio di luce che passando da un cristallo, si scompone nella pletora dei colori. Kether rappresenta l'Unicità, a se stante, ma anche la volontà di manifestazione da parte dell'Ente Superiore, che lo riassume nel suo verbo di potenza. Questa sephira è chiamata anche Corona: perchè come una corona adorna la testa dell'Adam Terreste, ricordandoci la regalità che dobbiamo nuovamente riconquistare.
(3) Tiphereth Assieme a Kether ( la corona ), a Yesod e a Malkuth, Tiferet è posta lungo lo sviluppo del pilastro centrale dell'Albero della Vita. Osservando la struttura di questo glifo,la posizione di Tiferet ne indica le qualità "mediatrici" fra le sefirot superiori, e le sefiort inferiori. A livello microcosmico essa rappresenta il punto più elevato (abside) dove può giungere la percezione umana, tramite l'ausilio dei sensi sottili. Il nome associato ad essa è spesso Bellezza, intesa come espressione del sottile equilibrio che essa sa donare all'albero sephirotico. Nella cabala cristiana è spesso associata al Cristo, trovando spiegazione "anche" di questo passo evangelico:

Giovanni 14:8 Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».

Giovanni 14:9 Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?

(4) Malchuth è la decima ed ultima sefirot dell'Albero della Vita. Raccoglie da Yesod, quando espresso da ogni altra Sephira. E' ciò che si è formato, il Regno, la manifestazione ultima e densa, in cui si ode il lontano e labile richiamo di tutte le altre Sefirot. E' il mondo dell'azione, dove il Filosofo e l'Eroe incarnando una delle qualità salienti potranno intraprendere l'ardua risalita dell'albero.
(5) Binah è la comprensione . Questa Sephira è posta in alto a sinistra rappresenta ogni Archetipo Femminile (Madre, Morte, Amante, ecc..). E' la Grande formatrice dove Chockmah troverà raccolta per la propria saggezza. Venendo a seguito di Chockmah essa ne è fecondata, e quindi consapevole dell'accettazione del compito in essa depositato: la manifestazione e il suo dispiegamento.
(6) Chesed è la quarta sefirot, rappresenta l’ Archetipo dell’ Amore. Il puro amore concettuale, che si accompagna ad ogni manifestazione. Pensiero, Volontà, Formazione, trovano coagulo nell'amore per ciò che deve essere manifestato. Un'Amore puro che tutto arde, che tutto brucia, che tutto plasma.
(7) 32 L'indicazione dei 32 sentieri dell'Albero della Vita, si ricava dal Sefer Yetzirà, e dal Pardes Rimonim di Rabbi Moshè Cordovero.
I Sentieri rappresentano l'aspetto dinamico della creazione.
1) INTELLETTO MERAVIGLIOSO (SEKHEL MUFLA). 2) INTELLETTO RISPLENDENTE (SEKHEL MAZHIR). 3) INTELLETTO SANTIFICATO (SEKHEL MEQUDASH).4) INTELLETTO FISSATO (SEKHEL QAVUA). 5) INTELLETTO RADICATO (SEKHEL NISHRASH). 6) INTELLETTO DELL'ABBONDANZA TRASCENDENTE (SEKHEL NIVDAL). 7) INTELLETTO SEGRETO (SEKHEL NISTAR) 8) INTELLETTO COMPLETO (SEKHEL SHALEM). 9) INTELLETTO PURO (SEKHEL TAHOR). 10) INTELLETTO SFAVILLANTE (SEKHEL MITNOTZETZ). 11) INTELLETTO DOPPIAMENTE SCINTILLANTE (SEKHEL METZUCHTZACH). 12) INTELLETTO CHIARO (SEKHEL BAHIR).13) INTELLETTO ORGANIZZATORE DELL'UNITÀ (SEKHEL MANHIG HA-ACHUD). 14) INTELLETTO ILLUMINANTE (SEKHEL MEIR). 15) INTELLETTO CHE SOSTIENE (SEKHEL MAAMID). 16) INTELLETTO ETERNO (SEKHEL NITZCHI). 17) INTELLETTO DEL SENTIMENTO (SEKHEL HA-HERGESH) 18) INTELLETTO della CASA DELL'ABBONDANZA (SEKHEL BAIT HA-SHEFA) 19) INTELLETTO DEL MISTERO DI TUTTE LE OPERE SPIRITUALI (SEKHEL HA PEULOT HA-RUCHANIOT KULAM). 20) INTELLETTO della VOLONTÀ (SEKHEL HA-RATZON). 21) INTELLETTO DESIDERATO E RICERCATO (SEKHEL HA-CHAFUTZ VE-HA-MEVUQASH). 22) INTELLETTO FEDELE (SEKHEL NEEMAN). 23) INTELLETTO SOSTENENTE (SEKHEL QAIAM). 24) INTELLETTO DELL'IMMAGINAZIONE (SEKHEL DIMIONI).25) INTELLETTO della PROVA (SEKHEL NISSIONI). 26) INTELLETTO RINNOVANTE (SEKHEL MECHUDASH). 27) INTELLETTO PALPABILE (SEKHEL MURGASH).28) INTELLETTO NATURALE (SEKHEL MUTBA). 29) INTELLETTO MATERIALE (SEKHEL MUGSHAM). 30) INTELLETTO GENERALE (SEKHEL KLALI).31) INTELLETTO CONTINUA (SEKHEL TEMIDI). 32) INTELLETTO ADORATO (SEKHEL NEEBAD).
(8) 50 e' il numero con cui lo Zohar identifica i cancelli della comprensione. 50 sono le domande di Giobbe, ma anche il numero di volte con cui l'Esodo è menzionato nei ciqnue libri attribuiti a Mosè
(9) Chocmach è la Saggezza, rappresenta la volontà che si concretizza nel compito, in attesa di incarnarsi nella formatrice Biinah. Rappresenta e Suggella ogni Archetipo maschile(Padre, Protettore, Portatore del Logos). E' la saggezza ridotta alla pura essenzialità, di una volontà in essere non corrotta, né corruttibile.
(10) Ruach è lo spirito, viene detto che La ruach dell'uomo e la stessa ruach di Dio
«In principio, Dio creò il cielo e la terra. La terra era sterminata e vuota, le tenebre erano sulla faccia dell’abisso e lo spirito, ruach di Dio si librava sulla superficie delle acque. Dio disse: “Sia Luce”. E luce fu» (Genesi 1:1-3).
(11) Neschàmah è la parte elevata dell'anima, si riferisce all'espirazione/inspirazione divina (genio-nume), o supercoscienza, intelletto divino, ed è associato con il regno di Atziluth.
«Il Signore Dio formò l’uomo di polvere della terra, gli ispirò nelle narici il soffio vitale, nishmat-chaiim, e l’uomo divenne essere vivente» (2:7).


 
(12) Nephesh è il soffio vitale (anima inferiore)
«Brulichino le acque di un brulicame di esseri viventi, nefesh chayà» (1:20).
(13) Nahasch è il serpente tentatore, che si annoda lungo l'Albero della Vita. Non è un caso che il valore numerico di Nahasch è lo stesso del Messia/Riparatore.
In Isaia, 27,1 si parla dell’esistenza di due serpenti:“il serpente diritto e il serpente piegato” “nachash bariach ve nachash aqalaton”
In alcune tradizioni gnostiche veniva individuato come il Liberatore, e in alcune scuole iniziatiche rappresenta il Gemello del Cristo.
(14) El è il Dio creatore "Colui che ha vita in sé"
(15) Mem è la seconda delle tre lettere Madri. Essa è legata all'acqua. Il valore numerico è 40. Graficamente ha due forme, una aperta e una chiusa. La forma aperta rappresenta la Gloria divina manifestata ( Mosè ), la forma chiusa la gloria divina racchiusa nell'uomo ( Messia ). Mosè dona al popolo di Dio la Legge, il Messia dono al popolo di Dio l’interpretazione della Legge. 40 ricorre nella Bibbia: il divulgo, la permanenza di Mosè sul Monte Sinai, 40 anni nel palazzo del faraone, 40 alla guida di Israele. La Mem rappresenta l’immanenza di Dio nella creazione ( Makom ): Si rivela e si occulta in essa.
(16) Elohim è un plurale della parola "divinità". Sono i formatori della manifestazione, incarnado una specifica azione, potenza, volontà di El.
« «Dio disse: facciamo l'uomo, che sia la nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza […]" […] "ecco, l'uomo è diventato come uno di noi"» »
(Genesi 1,26 - episodio della cacciata di Adamo ed Eva dal giardino dell'Eden)

(17) Iod lettera ebraica il cui valore è 10, rappresenta l'Essere e il Niente. E' il granello iniziale su cui trova basamento l'intero dispiegamento polare della manifestazione. L'unità minima ed indivisibile, perennemente eguale a se stessa che tutto racchiude. YOD è la prima lettera nel Tetragramma h-w-h-y.

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Le Tre Lettere Madri, Operando



Vogliamo continuare ad esaminare elementi di operatività legati alle Tre Lettere Madri, e come queste possono essere associate a parti del corpo umano. Onde così evitare ogni separazione fra Operatore ed Opera, e comprendere come ogni operatività abbia come inizio e fine l’operatore stesso, e non azioni che altrimenti si perderebbero nell’indistinto. Lungi da suggerire che quanto seguirà è l’unica possibile disposizione delle Tre Lettere Madri in relazione alla tripartizione del corpo umano, vogliamo solamente evidenziare come nell’Antichità era il cuore il centro del pensiero e non la testa, e solo in tempi moderni quest’ultima è stata associata a fulcro volitivo. Confondendo pensiero superiore, con pensiero inferiore (espressione reattiva agli stimoli del mondo dei fenomeni). Così come la Triade Alchemica Mercurio, Zolfo e Sale; così le tre lettere Madri Mem, Schin ed Aleph. Così la prima triade governa il ternario riassumendolo ed impegnandolo, così attraverso le tre lettere madri e la loro permutazione abbiamo la chiave di codifica-decodifica della manifestazione. Il dispiegamento polare della manifestazione (Sale), è la forma che assume l’elemento mercurio, sottoposto all’azione rettificatrice dello zolfo.




Così come il mercurio rappresenta le energie vitali destinate comunque a manifestarsi, nella loro eterna azione esondante, guidate dalle fasi lunari, dall’eterno ciclo della natura. Esso sta alla base della nascita, della crescita, della riproduzione, ed infine del declino e della trasformazione. A tali forze dobbiamo associare la lettera Madre Mem, che già nella sua forma aperta verso il basso vuole ricordarci il defluire di queste incontenibili energie legate al vitale. Quale zona se non quella del Plesso Solare, con le sue importanti ghiandole sessuali (riproduzione), organi dedicati al filtraggio del sangue (purificazione), drenaggio delle acque (separazione), ventre (assimilazione e trasformazione), per collocare la lettera Mem. Lettera Mem a rappresentare sia Archetipo delle acque spirituali superiori, prima della separazione “Fiat firmamentum in medio acquarum et separet aquas ab aquis; quae superius sicut quae inferius et quae inferius sicut quae superius.” Lettera Mem a rappresentare il Genio tutelare e rettificatore delle nostre acque interiori, sia esse rappresentate dai fluidi, sia dal tessuto sanguineo, sia dalla semenza. L’Opera attraverso la Scin deve essere rivolta al risveglio del Fuoco Interiore. Di quella scintilla interiore della stessa natura e sostanza della Monade. Particola perenne ed indeformabile, che sempre arde, non rinunciando ad emettere calore e luce. Quale il luogo ad essa deputato se non il Plesso Cardiaco, che gli Antichi avevano eletto a vero punto di irradiazione del pensiero ?! “Et perpetrando miracula rei unius.” La Scin rappresenta tre fiamme che ardono incessantemente; un’unica fiamma in triplice manifestazione (Pater – Filius – Spiritus). Una fiamma per dissolvere il grossolano, una fiamma per rinnovare la natura, una fiamma trasmutare la natura. Così la Scin che posta nella centralità, nel nodale viatico di ogni via interiore, deve ardere in continuazione onde le acque siano nobilitate, prima di raggiungere i centri superiori. Dove collocare Aleph se non nella zona intracigliare, già la forma ricorda quella di una X, simbolo che proprio sulla fronte si tracciavano alcune antiche comunità cristiane; e che richiama a noi la fissazione. Così come il Sale elemento necessario ad ogni forma, affinché mercurio e zolfo, o meglio il mercurio sottoposto all’azione dello zolfo, abbiano coagulazione in una forma. “Sol eius Pater est, Luna Mater et ventus eam gestavit in Utero suo; ascendit a terra ad coelum et rursus a coelo in terram descendit” La Mem deve essere il Lume Tutelare a cui consacrare la purezza dei nostri elementi. La Scin deve essere il Lume Tutelare a cui consacrare la trasmutazione dei nostri elementi. L’Aleph deve essere il Lume Tutelare a cui consacrare ogni volontà organizzatrice dei nostri elementi. Quanto sopra è l’universo e le relazioni in cui l’Operatore andrà a porre in essere la sua azione, dove la volontà del Bagatto, tramite la sapienza antica della Papessa (Mercurio), cercherà di acquisire il dominio dell’Imperatore (Fuoco) sui quattro elementi, onde essere Pontefice (Sale) ed imporre ad ogni coppia di opposti novella forma. Possiamo proporre delle semplici pratiche, in quanto solo attraverso ciò che è semplice può trovare misura e forma ciò che è complesso. Dopo adeguato rilassamento, ci porremo nella posizione del cadavere. Immagineremo nella zona legata al Plesso Solare, un cerchio blu, il cui contenuto fluido leggermente ma incessantemente si muove. Esso è l’eterno fluire delle acque, di cui in massima parte siamo composti, ma anche a simbolo della nostra emotività, e delle profondità della nostra psiche. Memori dell’antica sapienza giovannita: Giovanni 4:13 Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; Giovanni 4:14 ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna». Essa troverà utilizzo come formula di apertura del nostro lavoro. Imprimeremo nel cerchio la Mem iniziando della stessa la mantralizzazione. Successivamente immagineremo nella zona legata al Plesso Cardiaco, un triangolo rosso da cui si solleveranno delle fiamme luminose. Esso è la costante azione del fuoco, unico elemento capace di mutare la sostanza degli elementi su questo piano. Memori dell’antica sapienza giovannita:

Giovanni 15:6 Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Che troverà utilizzo come formula di apertura del nostro lavoro. Imprimeremo nel triangolo la Schin, mantralizzandola nel modo più opportuno. Infine nella zona intracigliare, immagineremo un punto argenteo, nel suo ritmico pulsare. Esso è la volontà formatrice, ciò che indirizza ogni dispiegamento. Ancora una volta faremo affidamento al Vangelo di Giovanni: Giovanni 1:1 In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Costruendo con il nostro pensiero la Aleph che ritmicamente emerge e si immerge nel punto pulsante. E’ possibile alternare sette cicli di mantralizzazioni su ogni Lettera Madre, in modo da creare una sorta di catena vibrazionale; un ciclo di azione e reazione, quasi a rappresentare la perenne azione dell’Opera, che si sviluppa sul piano lunare, per poi accedere a quello solare, ma senza abbandonare il primo. E’ utile osservare che tale azione può avere come prospettiva sia l’azione di risveglio dei meccanismi sottili che dovrebbero governare la nostra macchina umana, ma che a causa degli automatismi ipnotici della nostra natura inferiore sono inerti. Sia azione di riequilibrio energetico e purificazione delle zone sottoposte all’Opera così come sopra esposta. Con la finalità di un poderoso ed integrale rito di purificazione, atto a debellare ogni larva astrale, che come un parassita si annida in questi centri sottili (plesso solare, plesso cardiaco, zona intracigliare), causando ossessioni e ipnotismi di vari natura, e varia perniciosità. Tutto ciò altro non è che riorganizzazione dell’uomo, in chiave simbolica. 

Elenandro XI Superiore Incognito Iniziatore - Sovrano Ordine Gnostico Martinista
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Le Tre Lettere Madri, brevi riflessioni ed introduzione di Opera



Egli fece il vuoto sostanziato e fece il niente dall'essere; e scolpì colonne grandi con il Soffio che non si può afferrare. E' questo il segno (Aleph in tutto e tutto in Aleph): Egli distese, disse e fece tutto il creato e tutti i linguaggi dal nome unico e il segno della parola di ventidue cose in un solo corpo.
Tre Madri Aleph, Mem, Scin; il loro fondamento il cavo dell'innocenza e il cavo del peccato, e il linguaggio termine ondeggiante fra i due. Tre Madri Aleph, Mem, Scin. Segreto grande, meraviglioso e occulto e magnifico e suggellato con sei anelli: ed escono da essi Aria, Acqua eFuoco, e da essi sono nati i Padri e dai Padri le generazioni. Sappi, giudica, medita come il Fuoco porta l'Acqua.
Tre Madri Aleph, Mem, Scin. Egli le incise, le scolpì, le purificò, le pesò e le permutò, e formò per mezzo di esse tre Madri Aleph, Mem, Scin nell'Universo, e tre Madri Aleph, Mem, Scin nell'Anno, e tre Madri Aleph, Mem, Scin nell'Organismo, maschio e femmina.
Tre Madri Aleph, Mem, Scin, Fuoco, Spirito e Acqua. Le generazioni dei Cieli il Fuoco, le generazioni dell'Aria lo Spirito, e le generazioni della Terra l'Acqua; Fuoco di sopra, Acqua di sotto, Spirito termine ondeggiante fra i due: e da loro procedettero i Padri e da loro fu fatto il Tutto.
Tre Madri Aleph, Mem, Scin nell'Universo: Soffio, Acqua e Fuoco. I cieli furono fatti in principio con Fuoco, la Terra fu fatta con l'Acqua e l'Aria con il Soffio ondeggiante fra i due.
Tre Madri Aleph, Mem, Scin nell'Anno: Freddo, Caldo e Temperato. Il Caldo fu fatto con il Fuoco, il Freddo fu fatto con l'Acqua e il Temperato con il Soffio ondeggiante fra i due.
Tre Madri Aleph, Mem, Scin nell'Organismo maschio e femmina: Testa, Ventre e Busto. La Testa è fatta con il Fuoco, il Ventre è stato fatto con l'Acqua e il Busto è stato fatto con il Soffio ondeggiante fra i due.
Egli fece regnare il segno Aleph sul Soffio e legò a lui una corona e purificò questo con questo e formò con essi l'Aria nell'Universo, il Temperato nell'Anno e il Busto nell'Organismo, maschio in Aleph Mem Scin e femmina in Aleph Scin Mem.

Egli fece regnare il segno Mem sull'Acqua e legò a lui una corona e purificò questo con questo e formò con essi la Terra nell'Universo, il Freddo nell'Anno e il Ventre nell'Organismo, maschio in Mem Aleph Scin e femmina in Mem Scin Aleph.

Egli fece regnare il segno Scin sul Fuoco e legò a lui una corona e purificò questo con questo e formò con essi il Cielo nell'Universo, il Caldo nell'Anno e la Testa nell'Organismo, maschio in Scin Aleph Mem e femmina in Scin Mem Aleph. (dal Sepher Yetzirah - cap. 2)


Introduzione
Quanto sopra è un breve estratto dal Libro della Formazione o Sepher Yetzirah. Testo che la tradizione cabbalistica attribuisce ad Abramo, il mitico patriarca del popolo ebraico che sottomettendosi al volore del Dio Tetragrammatico, che gli chiede di sacrificare il suo secondo genito Isacco, stabilisce un'alleanza fra la Divinità Manifesta e la sua discendenza.
Lo Sefer Yetzirah è una narrazione, spesso oscura e contraddittoria, che tratta di Cosmogonia, dei dinamismi che hanno portato al dispiegamento polare della manifestazione.
Esso rappresenta il Libro fondamentale, l'architrave, della speculazione Cabbalistica; è infatti dalla sua ricca mitologia, e dalla prosa immaginifica che i vari pensatori e scuole hanno attinto per elaborare le proprie visioni, elucubrazioni, e proposte attorno al percorso di ricongiungimento dell'Uomo con il Divino, e del Divino con l'Uomo.
Con ogni probabilità fu scritto in Palestina tra il Terzo e il Quarto secolo dell'era cristiana; raccogliendo numerosi spunti neoplatonici e pitagorici, fornendo quindi una chiave di lettura alternativa alla letteralità del testo biblico. In questa ottica possiamo leggere l'attribuzione ad Abramo del testo, come il tentativo della tradizione rabbinica e dei cabalisti moderati di suggerire la non assurdità della Legge e della Sottomissione, in una sorta di doppia messaggio: da un lato la lettera scritta e dall'altro la lettera vivificata dallo spirito. E' però utile sempre rammentare, che tale possibilità/occasione si coglie solamente uscendo dalla dimensione totemica/patriarcale tipica dell'ebraismo in quanto cultura del rapporto carnale fra un Dio e un Popolo; ed ingresso in un modello platonico/pitagorico di appartenenza spirituale. A supporto di questa lettura abbiamo la tradizione orale dei midrashim, che narrano di un Abramo in crisi spirituale e che decide di esplorare le scienze occulte, per saziare il suo desiderio del divino.
Personalmente intravedo in questo testo, come nella Cabala, la necessità di un popolo alla mistica e all'immaginifico; letti come reazione ed anelito alla libertà dello spirito rispetto alle imposizioni della Legge e della Letteralità.
Le Tre Lettere Madri.
Nella tradizione cabbalistica l'alfabeto ebraico è diretta espressione divina, e non dell'uomo.
E' detto: Egli incise, li scolpì, li purificò, li pesò, li permutò l'uno con l'altro, formò con essi tutta la creazione e tutto ciò che è destinato a divenir creato.(ndr le lettere dell'Alfabeto). Prima di andare a dare sommaria esposizione delle tre lettere madri, vorrei ricordare come sia sempre utile separare la fantasia (che spesso sconfina con la faciloneria), dalla realtà storica. Infatti la forma dell'ebraico antico non è stata immutabile. Dobbiamo considerare la scoperta di un proto-alfabeto che scippa alla vergata divina l'alfabeto stesso; consegnandolo agli uomini ( ho letto di un cabbalista romano che sostiene che ciò non sia vero, e che se anche lo fosse dimostrerebbe solamente che i saggi hanno nascosto per millenni il vero alfabeto ). Inoltre dobbiamo rammentare come durante la prigionia in Babilonia l'alfabeto sia andato perduto nella sua canonizzazione, a tal proposito riporto integralmente quanto esposto da Renè Guenon: "in effetti l'alfabeto essendo andato perduto all'epoca della cattività di Babilonia, quando Esdra volle ricostituire il testo della Torah, si servì di una scrittura caldaica, o più esattamente assira, che è la scrittura ebraica detta quadrata, ancora oggi impiegata. Il nuovo alfabeto ebbe 22 lettere come l'antico, ma le corrispondenze furono modificate e divennero quelle che si ritrovano nel Sefer Yetzira [...]. Ecco ora quali sono le modifiche di cui stiamo parlando. Si è scambiata la "MEM" e la "SAMEK", "SCIN" e "TAW", in modo da sostituire la parola "Ast" (Asoth), formata dall'insieme delle tre lettere costitutive (cioè madri, ndt), per "Ams" [...]; si è scambiata ugualmente GHIMEL e DALET, PHE e HAIN...." (cfr. R. Guénon, "L'Archeometra", Ed. Atanor, pagg. 19, 20 )


Aleph è la prima delle tre lettere Madri.
Essa è legata all'aria.
Il valore numerico è 1.
Graficamente ricorda una croce, ad indicare il centro da cui si diramano le quattro direzioni, i quattro mondi della manifestazione, e le quattro porzioni dello spazio.
La lettera Aleph rappresenta Dio creatore. La Torah trova inizio con la Bet, il cui valore è 2. Poiché Dio creatore è la creazione, anche se la creazione non è il Dio Creatore. Il primo uomo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio, trova la radice del proprio nome in Aleph.
La lettera Aleph è composta da due Yod ( segmento superiore ed inferiore, e una Vav obliqua ). Il valore di queste tre lettere è 26 ( 10+10+6), identico valore del Tetragramma.

Mem è la seconda delle tre lettere Madri.
Essa è legata all'acqua.
Il valore numerico è 40.
Graficamente ha due forme, una aperta e una chiusa. La forma aperta rappresenta la Gloria divina manifestata ( Mosè ), la forma chiusa la gloria divina racchiusa nell'uomo ( Messia ).
Mosè dona al popolo di Dio la Legge, il Messia dono al popolo di Dio l’interpretazione della Legge.
40 ricorre nella Bibbia: il divulgo, la permanenza di Mosè sul Monte Sinai, 40 anni nel palazzo del faraone, 40 alla guida di Israele.
La Mem rappresenta l’immanenza di Dio nella creazione ( Makom ): Si rivela e si occulta in essa.

La Shin è la terza delle tre lettere Madri.
Essa è legata al fuoco.
Il valore numerico è 300.
Graficamente la lettera Shin ricorda: le fiamme che divampano sulla terra, mosse dal soffio che proviene da Est. Il fallo che si erge dal ventre. I fiori che si innalzano sul campo. Il trilume, e le tre forze ( positiva, negativa, e neutra ), il cui dinamico equilibrio tutto compone. L'invocazione e l'evocazione dello Spirito Divino, in quanto ricorda colui che leva le mani al cielo, e la sua testa in mezzo.
La Shin è l’azione divina. La Shin rappresenta il potere divino ma anche la corruzione, questo perché se l’uomo è impuro non sarà egli detentore del fuoco, ma semplice arbusto fra le fiamme.

Permutazione.

Tre Madri Aleph, Mem, Scin. Egli le incise, le scolpì, le purificò, le pesò e le permutò, e formò per mezzo di esse tre Madri Aleph, Mem, Scin nell'Universo, e tre Madri Aleph, Mem, Scin nell'Anno, e tre Madri Aleph, Mem, Scin nell'Organismo, maschio e femmina.
Come abbiamo avuto modo di leggere nel breve estratto dal Libro della Formazione, esso indica che la manifestazione è frutto della permutazione delle Lettere Madri. La Permutazione è uno strumento meditativo e contemplativo che incontriamo nella Cabala Operativa, in virtù del saggio Abulafia che:
E incomincia col combinare questo nome, e cioè YHWH, all'inizio da solo, e a esaminare tutte le sue combinazioni, e a farlo muovere e girare come una ruota. (Abulafia, Hayyè Ha-Nefes, Ms. Munchen 408)

Essendo l'ebraico antico una lingua consonantica, dove ad ogni lettera corrisponde anche un numero e un concetto, esso ben si presta alla permutazione delle singole parole. Attraverso tale espediente, Abulafia ricercava sia segreti concetti nascosti nel nome di Dio, sia vere e proprie chiavi meditative capaci di far accedere a nuovi stati di conoscenza e coscienza. La maggior parte delle parole sono composte da tre lettere (come tre sono le lettere madri; lasciando al lettore altre più stringenti considerazioni) , alcune parole ( chiamate Porta ) da due. Attraverso la permutazione abbiamo 3X2X1=6 combinazioni, equivalenti alle sei sephirot centrali.... Da Yesod inclusa, a Binah esclusa. Essenzialmente e una ricerca delle parole sacre occulte, quelle che stanno dietro il velo dell'apparenza.

Tale utilizzo delle Lettere Madri ricorda molto il concetto di bija mantra, intesi come essenzialità vibrazionali, la cui modulazione ha dato vita alla manifestazione, e influisce sulla struttura microcosmica dell'adepto (seme inteso come elemento vitale). Nella Tradizione Orientale esiste una molteplicità di bija mantra, associato ad una manifestazione del divino e un centro sottile dell'uomo. Sicuramente quelli maggiormente conosciuti sono:
Om legato alla sfera mentale, che corrisponde all'Ajna Chakra.
Lam legato alla sfera terra, che corrisponde a Muladhara Chakra.
Vam legato alla sfera acqua, che corrisponde a Swadhisthana Chakra.
Ram legato alla sfera fuoco, che corrisponde a Manipura Chakra.
Yam legato alla sfera aria, che corrisponde a Anahata Chakra.
Ham legato alla sfera etere, che corrisponde a Vishuddhi Chakra.
Oltre alla tradizione orientale vorrei porre l'attenzione del paziente lettore sul prologo del Vangelo di Giovanni:
Giovanni 1:1 In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

Giovanni 1:2 Egli era in principio presso Dio:

Giovanni 1:3 tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

La rottura fra la "Genesi Giovannita" e la Genesi VeteroTestamentaria è evidente; la seconda esprime una creazione legata al fare; mentre la prima indica un processo di emanazione legato alla sfera intellettiva al Nous. La similitudine (Logos= Lettere Madri) del Vangelo di Giovanni e il Sepher Yetzirah è chiara; come è ovvio che se influenza vi è stata il debito investe il secondo e non il primo: vista la primogenitura del Vangelo di San Giovanni. Del resto entrambi, seppur in ambiti diversi, testimoniano il riscatto, la rottura, l'emancipazione degli uomini legati al simbolo, e alla ricerca spirituale, nei confronto del Dio della Legge Tetragrammatico. Non si spiegherebbe altrimenti la necessità di una "seconda" Genesi legata al pensiero e al suono, come del resto l'articolazione sonora creatrice dello Sepher Yetzirah.
Elementi di Pratica
Abbiamo avuto modo di vedere come il concetto di suono permutatore che crea, è patrimonio comune di diverse tradizioni emanative. Il suono è la manifestazione del pensiero, e avendo a riguardo all'Ente o Potenza prima questo potere non è vincolato dalla forma, ma è esso stesso formatore. E' importante la tecnica vibrazionale, oppure la comprensione del significato di ciò ceh intendiamo far vibrare ? A mio avviso siamo innanzi ad una duplice necessità che deve essere soddisfatta in entrambi i suoi termini. La tecnica vibrazionale è fondamentale per imprimere direzione e sostanza al suono formatore: sostanza e direzione volte all'interno dell'operatore che diviene a questo modo il campo ove produrre effetti. La comprensione del significato è rivolta ad una globale aderenza fra Operatore e Principio Archetipale su cui intende operare (Aria, Acqua e Fuoco). La soddisfazione di queste due necessità porteranno ad essere cosa unica, determinando la dissolvenza della mente stessa; cogliendo così i benefici degli affioramenti che a poco a poco spingeranno la forma a risoluzione. 
Lasciamo quindi al genio e alla propensione del singolo se utilizzare le terne sopra indicate in chiave cardiaca o teurgica, limitandoci solamente a far notare come la peculiare forma e il suo combinarsi fanno di ciò che è stato ottenuto dei simboli ( o piacendo dei glifi ) il cui costante tracciarsi nel tempio mentale porta alla loro vivificazione.
Promettendo ben presto di continuare e completare le riflessioni di cui sopra, ringrazio per la pazienza dimostrata.

ELENANDRO XI SUPERIORE INCOGNITO INIZIATORE - SOVRANO ORDINE GNOSTICO MARTINISTA
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