giovedì 22 dicembre 2016

PAPUS al Centenario del passaggio all'Oriente Eterno

Montecatini Terme, 14-16 ottobre 2016, Congresso del Sovrano Ordine Gnostico Martinista - Pubblica conferenza nel centenario del passaggio all’Oriente Eterno di Gérard Encausse, detto Papus –Intervento del G.M.A dell’Ordine, Iperion S:::I:::I:::

Carissimi fratelli, carissime sorelle,
un secolo fa, e precisamente il 25 ottobre 1916, avveniva il passaggio oltre il velo di Gérard-Anaclet-Vincent Encousse, conosciuto da tutti con lo pseudonimo di Papus.
Come martinisti non possiamo fare a meno di commemorare la sua memoria in quanto, se esiste una struttura iniziatica martinista, diffusa in tutto il mondo, se esistono delle logge, se esiste una gerarchia iniziatica su tre gradi, se vi è un rito di iniziazione che ci congiunge realmente, e non virtualmente, ad una catena iniziatica, se esiste il nostro Ordine, il Sovrano Ordine Gnostico Martinista, se oggi siamo qui riuniti e abbiamo la certezza di sentirci parte di un Tutto che va al di sopra della nostra capacità di percezione, in quanto Immanifesto, ebbene, se esiste tutto ciò, questo lo dobbiamo al nostro Fratello e Maestro Passato Papus.
Papus è stato un personaggio poliedrico sia nella vita ordinaria sia in campo esoterico: personalità dalle mille risorse, stratega imprevedibile nelle scelte di alleanze, affascinatore di folla nelle sue conferenze e uomo avvincente nelle relazioni, ricercato per la sua erudizione e allo stesso tempo osteggiato per timore della sua supremazia culturale, sensibile e inclemente nei suoi giudizi verso i personaggi del tempo.
A prima vista, secondo una communis opinio, Papus può sembrarci contradditorio, a parere di alcuni, anche cinico.
Solo per comprendere come fosse differente il modo di essere percepito dai suoi amici, a volte diventati suoi detrattori, riporto due brevi descrizioni. La prima è di Victor-Emile Michelet[1] che conobbe Papus già da studente e, dopo averlo paragonato a Cagliostro e al conte di Saint-Germain, così lo descrive: “Questo grosso ragazzo sorridente, di cui gli scuri occhi maligni, risalenti verso le tempie, illuminavano i rotondi zigomi candidi nel viso bonario, fu ad un tempo l’animatore appassionato ed il latente distruttore del movimento occultista al quale votò i suoi sforzi”. La seconda descrizione è di Emile Gary[2]: “… figlio di un avventuriero guascone e di madre spagnola, gitano lui stesso, con il volto mongolo, bruno e colorito, traboccante di vita, con il mento biforcuto e dalle forti labbra carnose, dagli occhi alla cinese neri e acuti sui quali si fissava a volte un piglio crudele; era un essere di dedizione e combattività, con il genio per l’associazionismo, un capo di orde e realizzatore”.
Durante il suo breve passaggio terreno - infatti muore a solo 51 anni –Papus ha mantenuto fermo di fronte a sé un solo, unico e immutato obiettivo, quello di fare della sua vita una missione: illuminare quante più persone possibili avviandole allo studio e alla pratica di ciò che lui chiamava la Scienza delle Scienze, cioè la Scienza Occulta che in qualche modo andrà a costituire le fondamenta e la base teorico-pratica della sua prima, unica e immortale creatura: l’Ordine Martinista.
Di conseguenza, possiamo dire, senza timore di essere smentiti, che il padre del Martinismo moderno e contemporaneo non può che essere Papus, almeno per quanto concerne la sua parte organizzativa e strutturale, salvo poi entrare nel merito della docetica e dei rituali, molti dei quali sono stati introdotti dallo stesso Papus.
Tutto quanto sappiamo di Gérard Encausse o Papus ci è stato riferito e scritto[3] da suo figlio Philippe (1906 –1984), fino a un decennio fa unico biografo ufficiale del padre. Vale la pena di ricordare che alla morte di Papus, Philippe aveva appena dieci anni. Tuttavia, nel 1995, è stata pubblicata, in Francia, una nuova e più imparziale biografia di circa 400 pagine[4], in cui vengono in parte narrati dei fatti inediti, tralasciati nelle precedenti opere biografiche ad opera di Philippe Encausse.
Non si può conoscere appieno la figura di Papus se non la si inquadra nel contesto storico e culturale in cui egli opera. È notorio che Papus nasce in Spagna il 13 luglio 1865, in Galizia, a La Coruña, città portuale nord-occidentale, affacciata sull’Oceano Atlantico, a meno di 80 chilometri da Santiago di Compostela. Sua madre, Irene Perez-Vierra è castigliana e suo padre Louis Encausse, proviene dagli Alti Pirenei francesi con una formazione in studi paramedici. Quando nasce Gérard, il padre Louis è in piena fase di elaborazione del Generatore Encausse, una sorta di vasca da bagno in legno, riscaldata ad alta temperatura, per l’assorbimento di medicinali attraverso la pelle. Proprio per cercare di commercializzare questa sua invenzione Louis, sua moglie e il piccolo Gérard di circa quattro anni, si stabiliscono a Parigi, nel quartiere di Montmartre. Gérard frequenta a Parigi il collegio Rollin dove stringe amicizia con Emile Gary de Lacroze e Georges Polti, due studenti che diverranno fra i primi collaboratori della rivista L’Initiation, pubblicando a puntate la Teoria dei temperamenti umani.
Philippe Encausse, scrive che il padre Gérard, nel 1882, all’età di diciassette anni fu iniziato all’insegnamento di Saint-Martin da Henri Delaage (1825-1882), ma è nel 1885, quando Gérard, studente in medicina, si trasferisce in un alloggio indipendente,che ha inizio la sua vera passione per l’occulto divorando le opere di Josef Hoene-Wronski ed Eliphas Lévi. Nel 1887, a 22 anni, è accettato nella Società Teosofica e pubblica sul numero di maggio della rivista teosofica Le Lotus, due articoli a firma Papus, nome del genio della medicina del Nyctemeron di Apollonio di Tiana. Nello stesso anno e sulla stessa rivista, pubblica la prima traduzione in francese del Sepher Yetzira.
Sempre in questi anni,Papus coltiva anche interessi letterari frequentando le riunioni del circolo artistico Chat Noir, in cui incontra autori come Paul Vivien, Catulle Mendès, Victor-Èmile Michelet e Emile Goudeau[5]. Nel frattempo la piccola camera di studente di Gérard, ogni domenica mattina, si trasforma in un calderone in ebollizione[6]ospitando un piccolo cenacolo di giovani: oltre ai vecchi amici di collegio, vi sono il poeta Victor-Èmile Michelet e gli studenti di diritto Julien Lejay e Lucien Chamuel. Nel luglio 1888, Papus abbandona la Società Teosofica per l’eccessiva ingerenza di dottrine orientali[7] ed è pronto ad impegnarsi in prima persona, ad appena 23 anni, nel panorama occultistico parigino e finanche francese. Infatti, ad ottobre del 1888, vede la luce il primo numero della rivista L’Initiation, nome probabilmente ripreso da un elogio in prosa composto da Lucien Chamuel, detto Mauchel, dedicato a Papus.
Nel primo numero della rivista L’Initiation, Papus esordisce con un articolo dal titolo Il Simbolismo nella Frammassoneria in cui evidenzia come tale struttura non abbia più alcun interesse per i simboli quale tramite per lo sviluppo interiore; sempre sulla stessa rivista Julien Lajay pubblica un articolo su Louis-Claude de Saint-Martin, Joséphin Peladan un estratto del suo romanzo Istar e i vecchi amici del collegio Rollin, Gary e Polti, cominciano la pubblicazione a puntate della Teoria dei temperamenti umani. Sul numero successivo de L’Initiation, troviamo già la pubblicazione dell’introduzione al libro di Stanislas de Guaita, Il Serpente della Genesi. Sul numero di gennaio del 1889, per la prima volta compare, sulla copertina della rivista, in alto a sinistra, il pantacolo martinista. La rivista, venduta ad un franco, è suddivisa in tre sezioni: la prima è quella Iniziatica. A seguire vi sono la parte Filosofica e Scientifica e quella Letteraria. L’uscita della rivista L’Initiation non è ben accolta dalla Società Teosofica che nel bollettino Le Lotus ne dà una notizia abbastanza acida, definendo Papus, in modo dispregiativo un volgarizzatore dell’occultismo[8]. Papus si impegna a far cessare la pubblicazione della rivista Le Lotus, e contribuisce in prima persona ad una rivista teosofica francese alternativa: l’Hermès, destinata a scomparire anch’essa. Successivamente, i rapporti di Papus con la Società Teosofica si deteriorano definitivamente tanto che sul numero di novembre del 1890 scrive “La Francia non conterà presto più membri di questa Società”.
Nel febbraio 1889, un editoriale de L’Initiation, precisa lo scopo dei redattori, rimandando il tutto al concetto di Unità: tutte le dottrine, tutte le religioni non sono che sfaccettature di una Scienza Unica, di cui la rivista L’Initiation e Papus in primis, ne sono gli unici portavoce. L’editoriale appena riferito è importante perché, per la prima volta, compaiono i nomi dei redattori con le cariche a loro attribuite[9]: in particolare, il nome di Papus appare ora contraddistinto dalle lettere SI (Superiore Incognito), ognuna seguita da tre puntini.
Nel novembre del 1889, comincia la sua collaborazione alla rivista L’Initiation il primate della Chiesa Gnostica Jules Stany Doinel, conosciuto come Tau Jules sulla rivista e Tau Valentin per questioni inerenti la Chiesa Gnostica. Lo stesso ordinerà Papus, vescovo di Tolosa col nome di Tau Vincent e la sua compagna, Anna de Wolska, col nome “Sophia di Varsavia”.
È Jules Doinel, utilizzando lo pseudonimo di Jean Kostka, che ci racconta nel suo libro Lucifer Démasqué che la prima loggia martinista fu installata in Rue Pigalle alla fine del 1887, verosimilmente nell’appartamento a quei tempi occupato e condiviso da Stanislas de Guaita e Joséphin Peladan. La struttura definitiva dell’Ordine Martinista prese forma definitivamente nel marzo del 1891 con la costituzione del Supremo Consiglio dell’Ordine Martinista, composto da dodici membri: Gerard Encausse (Papus), Yvonne Le Loup (Sedir), Stanislas de Guaita, Josephin Peladan, Pierre Augustin Chaboseau, Paul Adam, Charles Barlet, Paul Julien Lejay, Lucien Mauchel(Chamuel), Maurice Barres, Georges Montiere, Henry Delaage.Peladan e Barres, di religione cattolica,ne risentirono la pressione, si dimisero e furono sostituiti da Marc Haven e V. E. Michelet.
Nel dicembre del 1889, Papus fonda il Gruppo Indipendente di Studi Esoterici (G.I.E.E.) avente come scopo quello di promuovere le scienze occulte e in particolare, quello di formare membri istruiti da destinare alla Rosa+CroceKabalistica, al Martinismo e ad altre strutture iniziatiche. Nella prima conferenza del GIEE, tenuta il 18 dicembre del 1889, Papus affronta il tema della donna all’interno delle strutture iniziatiche, affermando: “Sono le donne che ci condurranno alla fede nel Principio Primo, attraverso tutto ciò che suggerisce il loro cuore. È a loro che appartiene il XX secolo”. Fra i tanti esoteristi presenti, vi era anche la sua compagna del momento Anna de Wolska, una giovane donna di origine polacca, Superiore Incognito, che all’interno del GIEE assumerà la carica di responsabile del Gruppo d’Azione nei centri di intellettualità femminili.
Il primo maggio del 1890, Lucien Chamuel, per assecondare i desideri di Papus, fonda in Rue de Trévise la Libreria del Meraviglioso in cui vengono realizzati oltre ai locali della libreria, anche quelli per una biblioteca, per una sala conversazioni e per una sala conferenza da 180 posti. Presso la libreria viene subito trasferita la sede de L’Initiation e Anna de Wolska, chiamata anche la diaconessa dell’occultismo, si occupa della gestione della biblioteca. Papus vi installa la sede dell’Ordine Martinista e del Gruppo Indipendente di Studi Esoterici (GIEE) e qui comincia i primi cicli di conferenze, tenuti da lui e dagli altri appartenenti al Gruppo, ogni mercoledì e venerdì pomeriggio, dalle cinque alle sette. Ben presto da questo centro si irradiano un numero impressionante di logge, non solo in Francia, ma in tutto il mondo, il cui sviluppo è reso possibile anche per il ricorso ad iniziazioni d’onore e iniziazioni d’ufficio. Pare che la prima estensione estera dell’Ordine Martinista sia stata demandata all’argentino dottor Girgois il quale, nel 1890, fonda ben cinque logge a La Plata, vicino Buenos Aires.
Papus si laurea in medicina il 7 luglio 1894, 29 anni, con una tesi dal titolo L’anatomia filosofica e le sue divisioni, con un saggio di classificazione metodica delle scienze anatomiche in cui espone la teoria della tripartizione a tutti i livelli: nell’uomo, nella natura e nell’universo. L’anno successivo il 23 febbraio 1895, Papus si sposa, non con la sua compagna di sempre, Anna de Wolska, ma con la vedova e ricca ereditiera Argence Mathilde Inès Nahida Inard presso la cui casa trasferirà la redazione della rivista L’Initiation, il suo studio medico e vi terrà le riunioni con i suoi collaboratori, ogni martedì pomeriggio. Fu Mathilde a far conoscere a Papus il guaritore Philippe Vachod, noto come Maitre Philippe, vicino di casa dei genitori di Mathilde.
Papus subisce il fascino di Maitre Philippe e da questo momento il corso della sua vita ne risulterà condizionato. L’ascendente di Philippe su Papus non è gradito a tutti gli appartenenti al GIEE, in particolare irrita Stanislas de Guaita. Scrive in proposito Victor-Emile Michelet: “Stanislas de Guaita si esasperò quando vide il suo amico passare dal rigore ermetico a una mistica fluttuante dietro al taumaturgo Philippe”. Dopo l’incontro con il taumaturgo e mistico Philippe, Papus aggiunge agli obiettivi dell’Ordine Martinista quello di costituire una cavalleria cristiana laica di Nostro Signore Gesù Cristo.
Nel 1897, in Italia, nelle Marche, viene installata la Rispettabile Loggia Madre “Cerere” retta dal fratello Eleazar Morail S.I.. Nell’estate del 1897, viene fondata la prima loggia martinista in Russia, ad opera della musicista Olga de Mussin-Pushkin, nome iniziatico Hathor, sebbene firmasse i suoi articoli su L’Initiation come Estrella e Petia. È Olga-Hathor che segnala a Papus l’italiana Maria Rosa Tommasi, iniziata il 30 ottobre 1899 col nome mistico di Dottor Chesed, la misericordia della Cabala, la quale il 25 novembre dello stesso anno fonda a Milano la loggia Heve.
Nel 1898 e 1899, Papus presenta diverse volte la domanda per entrare nella massoneria francese, ma la sua domanda di ammissione viene puntualmente respinta. Sarà infatti iniziato,alla fine del 1899, in una loggia massonica londinese del Rito di Swedemborg, direttamente da John Yarker e ciò gli consente di aprire una propria loggia a Parigi, il Tempio di Perfezione INRI.
Il Supremo Consiglio dell’Ordine Martinista, nel 1899, viene riorganizzato con l’istituzione di quattro comitati permanenti: il comitato centrale diretto da Papus, il comitato per le relazioni esterne diretto da Sedir, il comitato degli insegnamenti iniziatici diretto da Barlet e il comitato delle logge diretto da Rosabis.
Nell’inverno del 1900, Papus è in Russia con la moglie Mathilde, su invito di Olga-Hathor, dove intrattiene rapporti con nobili vicini allo zar, Nicolaj e Petr Nicolajevic, cugini dello zar e Geoges Mikhailovici quali, pare, siano stati in questa circostanza iniziati al Martinismo. A fine gennaio del 1901, Papus si reca nuovamente in Russia e questa volta viene introdotto alla presenza della coppia imperiale. Sarà comunque Maitre Philippe ad avere maggiori rapporti con la corte russa chiamato, per i suoi poteri di taumaturgo, ad intervenire sullo zarevic Alessio, malato di emofilia. Ma i suoi suggerimenti andarono ben oltre. Infatti, in seguito a ingerenze riguardanti la gestione interna dell’impero si vennero a creare vari dissapori, nei suoi confronti, da parte dei consiglieri di corte, tanto da richiedere allo zar il suo allontanamento.
In occasione dell’Esposizione Universale, tenuta a Parigi nel 1900, Papus, con l’aiuto del Dottor Blitz, indice il Congresso Spiritista e spiritualista internazionale, comprendente quattro sezioni: la sezione spiritista, la sezione magnetica, la sezione teosofica e la sezione ermetica, quest’ultima presieduta da Maitre Philippe e avente Papus come segretario.
Sempre nel 1900, Papus mette a punto un apparecchio fotografico a lampo di magnesio che lascia traccia su carta, precursore della fotocopiatrice, in grado di scoprire le frodi commesse da falsi medium. Ma l’eredità di inventore acquisita dal padre non si ferma qui. Papus presenterà un progetto per la costruzione di un treno a pattini, mosso da un’onda hertziana eccitatrice, che scivola su rotaie a tazze d’acqua, e a seguire presenta dei brevetti per una lampada per taxi, per un antifurto per casa, e altro ancora. Nel 1911 riceverà una medaglia d’argento per la continuità delle sue invenzioni.
Nel 1902, Papus destituisce il Dottor Blitz dalla sua carica di Sovrano Delegato Generale per gli Stati Uniti in quanto autonomamente aveva deciso di ridurrei poteri iniziatici accordati alle donne. Nell’occasione, Papus ribadisce che “le donne sempre devono essere trattate sul piede di parità assoluta con gli uomini, in tutte le formazioni regolari dell’Ordine” e quindi nomina, in sostituzione di Blitz, proprio una donna, Margaret Peeke, moglie di un pastore protestante.
Il 1904, muore la madre di Papus, il 1905 muore Maitre Philippe e il 1907 muore Louis Encausse, padre di Papus.
Dal 1902 Papus, in seguito ad una crisi coniugale, decide di non convivere più con Mathilde da cui, comunque, non divorzierà mai. Negli anni seguenti Papus comincia a frequentare la vedova Jeanne Charlotte Charlatte Robert, conosciuta durante esperimenti di magnetismo ed ipnosi, e da tale frequentazione viene al mondo, nel 1906, un figlio maschio a cui viene attribuito il nome del maestro spirituale di Papus: Philippe Robert, teneramente chiamato Lili dal padre, che solo in seguito, in età adulta, riuscirà a prendere il cognome paterno Encausse.
Negli anni seguenti, Papus viene spesso chiamato a tenere conferenze e a scoprire eventuali frodi utilizzate da medium o spiritisti.
Nel 1908, organizza la Conferenza Massonica Internazionale a Parigi, e in tale occasione Theodor Reuss (1855-1923) lo nomina Gran Maestro per la Francia del Sovrano Gran Consiglio Generale del Rito di Memphis-Misraïm.In cambio, Papus aiuta Reuss a formare l'Ecclesia Gnostica Cattolica, il braccio ecclesiastico dell'OTO (Ordo Templi Orientis). Probabilmente, nella stessa occasione, Reuss gli conferisce il X grado dell'OTO.
L’Ordine Martinista, dal 1905, è ormai gestito da Charles Detré, detto Teder, le cui disposizioni non incontrano il favore di tutti i martinisti. Marc Haven, Barlet e Sedir prendono, per motivi differenti, altre strade. Nel 1913, appare, fuori commercio, Il Rituale dell’Ordine Martinista, preparato da Teder sotto la direzione del Supremo Consiglio dell’Ordine, unitamente al Regolamento amministrativo delle logge regolari e delle delegazioni. Papus redige, in appendice, la Bibliografia del martinista. Il rituale di Teder non raccoglie un favore unanime, specialmente da parte dei martinisti della prima ora, i quali vi intravedono numerose ingerenze massoniche.
Verso la fine dell’estate del 1914, con l’inizio della I Guerra Mondiale, Papus è richiamato nell’esercito come medico. È inviato al fronte e posto a capo di un’ambulanza e di un cospicuo numero di infermieri. Anche in questa occasione emerge l’inventiva di Papus che progetta una barella da trincea per il trasferimento rapido dei feriti. Inoltre, propone un sistema di protezione degli infermieri e la dotazione radio per le autoambulanze. A causa dei suoi problemi di salute, nel febbraio del 1915 Papus è richiamato dal fronte e inviato al collegio Rollin che nel corso della guerra era stato trasformato da scuola in ospedale. Papus si trova a prestare la sua attività di medico là dove era cominciata la sua carriera di studente e occultista. Nel mese di maggio del 1916, la salute di Papus è fortemente compromessa da un inizio di tubercolosi e dal diabete. Nell’autunno la sua salute si aggrava ancora. Il figlio Philippe ci racconta che nella notte fra il 9 e 10 ottobre sulla porta di casa furono trovate conficcate delle spine disposte a cerchio, segno di un maleficio.
Il 25 ottobre del 1916, dopo essere passato dall’amica cartomante Madame Fraya, si fa’ accompagnare da Jeanne, all’ospedale della Charité per un consulto. Alle ore 16, Papus viene colpito da una serie di colpi di tosse sanguinanti. Papus si accascia lungo le scale dell’ospedale all’insaputa di Jeanne che l’aspetta in taxi e del figlio Philippe di appena 10 anni.
Ultima opera letteraria di Papus è il testo Quello che diventano i nostri morti, pubblicata postuma, in cui fa diversi riferimenti alla reincarnazione.
Siamo così giunti all’epilogo, al 25 ottobre 1916, data di morte di Papus, esattamente un secolo fa. Dopo questo excursus storico biografico è il momento di trarre delle conclusioni. Allora, chi è stato Papus e cosa egli ha fatto per il Martinismo? Credo che la risposta sia molto semplice: Uno il Tutto. Infatti, Papus è stato unico in quanto ha avuto ben chiaro sin dalla sua giovinezza, ai tempi del collegio di Rollin, quale sarebbe stato il suo ruolo in quel particolare periodo di fin de siecle in cui le correnti esoteriche ed occultistiche si sono espresse nel loro massimo fulgore. Ed è stato il Tutto perché non avremmo mai sentito parlare di Martinismo se non avesse gettato le fondamenta per questa via, iniziatica e operativa,avente come fine la reintegrazione dell’uomo nell’uomo e dell’uomo nel divino.



[1][1] Cfr. Victor-ÈmileMichelet (a cura di Ovidio La Pera), I compagni della Ierofania. Movimenti culturali e metafisici nella Parigi Martinista fra XIX e XX secolo con aggiunta di testi storici rari sulla storia del Martinismo, Libreria Chiari, Firenze, 2004, p.38.
[2]FrédéricBoutet, LesAventuriersdumystère, Gallimard, Parigi, 1927.
[3] Di Philippe Encausssesi veda: Papus, sa vie, son oeuvre, Pythagore, Paris, 1932; Sciencesoccultesou 25 ans d’ésoterismeoccidental. Papus, sa vie, son oeuvre, O.C.I.A., Paris, 1949; Papus, le “Balzac de l’occultisme”, Belfond, Paris, 1979.
[4] Marie-Sophie André, Christophe Beaufils, Papus. Biographie. La Belle Époque de l’occultisme, Berg International Éditeus, Paris, 1995.
[5] Cfr. Ida Merello, Esoterismo e letteratura fin de siecle. La sezione letteraria della rivista “L’Initiation”, Schena, Fasano (Br), 1997.
[6] Victor-ÈmileMichelet, cit.
[7] Si veda il comunicato su “Le Lotus”, agosto 1888, p.318.
[8]Si veda: “Le Lotus”, ottobre-novembre 1888, p.509.
[9] Cfr. “L’Initiation”, febbraio 1889, p. 102.

La Purificazione

"Purificati, chiedi, ricevi, agisci: tutta l'opera è in questi quattro tempi".
(Louis Claude de Saint-Martin)

La "questione" della purificazione è uno degli elementi centrali dell'operatività Martinista, questione di cui non si sottolinea mai abbastanza l'importanza.
Nella nostra ritualità la purificazione acquista particolare importanza sia in quanto elemento di contatto diretto con l'eggregore di catena (insieme al rito giornaliero), sia in quanto cardine attorno al quale ruotano tutte le nostre operazioni, condizionandone l'andamento e,  invariabilmente, i risultati.
Sappiamo che il compito primo ed irrinunciabile di ogni Martinista è la cosiddetta "purificazione della luna". È un errore grossolano ed ingenuo ritenere che l'operazione purificatoria novilunare sia di per sè sufficiente al raggiungimento di questo scopo. La necessità della purificazione, perché di necessità si tratta, riguarda l'iniziato a 360 gradi, e investe certamente la sfera sottile dell'individuo, ma anche quella emotiva e psicologica,  oltre naturalmente , a quella fisica.
La totalità del nostro essere , con ogni sua porzione , vive , opera ed agisce nel quaternario e pertanto non possiamo considerare soltanto una frazione di noi stessi come l'oggetto della purificazione .
In questa prospettiva possiamo quindi osservare che, per quanto concerne la connessione con il nostro eggregore,  il rituale di purificazione è unico e necessario strumento d'opera; per quanto concerne il fine ultimo del Martinista  (che, lo ricordo,  dovrebbe essere quello della Reintegrazione) esso costituisce il primo ed indispensabile passo lungo la via del Ritorno.
Un primo passo che tuttavia può, da solo, fornirci un quadro generale del nostro stato, purché si abbia il desiderio e la capacità di osservare con la dovuta attenzione ed obiettività!
Osserviamo. E se non sappiamo farlo, impariamo.
Osserviamo come stiamo, come ci sentiamo, prima e dopo aver effettuato la purificazione.
Osserviamo le nostre azioni e reazioni, i nostri pensieri, le nostre abitudini e annotiamo con distacco quanto vediamo.
Osserviamo come alimentiamo la nostra mente, i nostri sensi, la nostra anima.
E troviamo la forza (volontà) di apportare dei cambiamenti, sperimentiamo!
Noi siamo sia l'alchimista che il laboratorio, non dimentichiamolo mai.
Così facendo otterremo preziose informazioni su come, e in quale direzione stiamo procedendo. Ma otterremo anche risposte a molte nostre domande...
Dunque il rituale è in sè e per sè elemento imprescindibile alla nostra opera, ma ricordiamo anche che, in fondo, rappresenta un modello, uno schema di riferimento a cui attenersi per giungere a quel perfezionamento così profondamente agognato.
Teniamo in debito conto che l'impegno profuso nelle nostre opere, e l'intenzione che le accompagna, hanno frequentemente il potere di determinarne il successo o il fallimento.
Dobbiamo puntare alla profondità, se vogliamo che i nostri sforzi non diano risultati effimeri ed estemporanei; dobbiamo essere pronti al sacrificio: l'essere superficiali e il respingere il sacrificio sono aspetti che parlano di noi, dicendoci con chiarezza e in assoluta trasparenza una qualche verità su noi stessi, che forse non è sempre agevole accogliere.
Ma tant'è. Questo è quanto siamo chiamati a compiere, affinché le nostre tradizioni possano continuare ad avere spessore, significato ed efficacia.
Soltanto così altri, dopo di noi, potranno trarne beneficio.


"Purificati, chiedi, ricevi, agisci: tutta l'opera è in questi quattro tempi".  (Louis Claude de Saint-Martin) 

Artemide Superiore Incognito

WWW.MARTINISMO.NET

Cenni di Teurgia

« Affrettati, è necessario, verso la luce e i raggi del Padre: di là ti fu inviata l'anima, rivestita di intenso intuire » (Oracoli caldaici, frammento 115)

La Teurgia esercita, oggi come ieri, indubbiamente un enorme potere di fascinazione nei confronti di molti cultori di cose esoteriche e di iniziati alla tradizione occidentale. Una semplice visita in una qualche libreria dotata di settore esoterico, permette di entrare in contatto con una mole consistente, specie rispetto a qualche anno addietro, di testi dedicati alla magia cerimoniale, alla ritualità e alla teurgia. Al contempo è difficile non considerare come oggi sistemi iniziatici rituali quali gli Eletti Cohen[1] e il Martinismo-Martinezista[2] stanno conoscendo una rinnovata capacità di attrarre uomini, desiderosi di cimentarsi lungo la via del perfezionamento interiore, anche attraverso lo strumento teurgico.

L’aver aggiunto la parola “anche” non è da parte mia un qualche vezzo letterario, in genere sono incapace di virtuosismo, quanto piuttosto sottolineare che se da un lato la teurgia è un mezzo e non un fine, dall’altro il giungere ad operare tramite essa necessita di operazioni preliminari che non è possibile eludere o posticipare.[3]

Mi si permetta di soffermarmi ulteriormente su questi punti, che ritengo fondamentali e la mancanza di comprensione, dei medesimi, foriera di danno ed illusione.
Nelle strutture tradizionali l’unico obiettivo reale è pervenire alla reintegrazione dell’iniziato nelle sue originarie qualità e condizioni spirituali. Uno stato pressoché divino dal quale la prevaricazione, l’errore, l’inganno, la mistificazione e il desiderio di potenza lo fecero decadere: precipitandolo nella condizione di creatura che aspira all'elevazione.

A tale riguardo Robert Amadou: “l'oggetto è la reintegrazione universale, alla quale l'uomo deve lavorare per la conoscenza dell'origine, dello stato presente e del destino di tutte le cose, ciascuna nel suo ordine; e principalmente della sua origine, del suo stato presente e della sua destinazione. Poiché l'uomo è l'agente della reintegrazione universale. È una seconda ragione, unita a quella che fornisce una carità ordinata, per l'uomo lavorare alla reintegrazione dell'uomo, per me lavorare alla mia reintegrazione. Reciprocamente, servendo, servo me stesso; dividendo il male, che è legione, io avanzo”.

Attraverso varie pratiche, diversamente articolate e composte, è possibile riguadagnare l’accesso a quel tempio imperituro da cui la prevaricazione ci ha esclusi. L’uomo quindi non è autonomamente in grado di ricollocarsi all’interno di un mondo spirituale superiore, ma necessita di un lungo percorso di rettificazione e di adeguati strumenti per conseguire detto risultato. La Teurgia, assieme alla meditazione, alla preghiera, alle purificazioni, ai rituali collettivi ed individuali è uno di questi strumenti. Strumenti, è utile ricordarlo, che saranno maggiormente efficaci, in forza della loro lineare trasmissione e della loro coesione operativa.

Ecco quindi, che correttamente, la Teurgia, almeno in ambito tradizionale, non rappresenta qualcosa di scisso o un’operazione comunque alla portata di tutti. Bensì essa è uno dei tanti strumenti posti a disposizione dell’iniziato, attraverso i quali dovrà, se ne sarà capace, pervenire alla realizzazione dell’Opera Interiore. La quale necessariamente passa attraverso le fasi di individuazione[4], rettificazione[5], trasmutazione[6] e reintegrazione[7].
Un Maestro Passato del Martinismo, Francesco Brunelli, soleva ripetere che il Mago è colui che inizia l’opera senza strumenti e la termina senza strumenti. In queste parole vi è un verità fondamentale. L’iniziato è colui che è posto su di un sentiero dall’azione di altri uomini, i quali lo forniscono dei necessari strumenti operativi e filosofici per cimentarsi lungo il duro cammino interiore. Successivamente questi, se apprenderà i misteri che sottintendono all’intera Opera, provvederà a disfarsi di tali strumenti, in quanto egli li avrà interiorizzati e ne avrà forgiati di nuovi.
Tutto quanto ho fino a qui scritto, è solamente per indicare come da un lato la Teurgia è parte, giammai scissa, di un insieme più ampio, e dall’altro che è necessario esperire un percorso per comprendere debitamente gli strumenti e il loro particolare e congeniale modo d’uso.
Scorciatoie non sono ammesse, e bene farebbe colui che bussa ad essere maggiormente interessato alla sostanza del luogo, ove il suo incedere lo ha condotto.

Ovviamente l’idea di poter controllare, modificare, plasmare, evocare ed invocare influssi superiori operando in accordo con il volere Divino o degli Dei, da sempre solletica il genio e l’ambizione di molti. Bisogna però interrogarsi attorno all'esistenza delle reali qualità dell’operatore atte per ottenere siffatti mirabolanti risultati. La semplice osservazione del numero non esiguo di libri di teurgia esistenti e la massa tumultuosa di aspiranti teurghi; e lo svegliarmi tutti i giorni in un mondo sempre eguale, mi porta a considerare che in definitiva la maggior parte dei sogni e dei propositi rimane nel mondo crepuscolare delle illusioni. Le quali, illusioni, attengono proprio a quando di più incompatibile sussiste nei confronti dell’opera iniziatica.
Ebbene, anni di pratica e di umane relazioni e valutazioni, mi hanno portato a considerare che molti, per motivi di spendibilità sociale e di ipocrisia nei confronti di se stessi, si raccontano di voler cimentarsi nella Teurgia o nell’Alta Magia Cerimoniale, quando il loro ambire rientrerebbe, a maggior ragione e cognizione di causa, nel perimetro degli atti e dei fatti governati dalla cosiddetta bassa magia. Questi, ipocritamente, preferiscono celarsi dietro la più nobile arte della Teurgia, invece che ammettere che il loro fare non è guidato dal desiderio di un benedicente influsso spirituale, ma bensì dal proprio ego frustrato e desideroso di appagamento.

Certo in entrambi i casi, Teurgia e Bassa Magia, sono necessarie delle identiche qualità da parte del praticante. Del resto tutto su questo piano ha minimamente bisogno di forma e di energia per poter esercitare influsso ed esistenza, ma quello che realmente scandisce la differenza fra le due arti è la prospettiva dell’Operatore. In un caso volta a beneficiare di quelle influenze superiori atte a condurlo al complimento della Grande Opera o coadiuvare il divino in vista della reintegrazione universale. Nel secondo caso invece ad agire per il proprio esclusivo vantaggio, a prescindere di quanto rientra nel nostro giusto avere. Ecco quindi che la Teurgia, qualora condotta con fini egoistici ed utilitaristici, altro non è che sostanzialmente bassa magia: con l’aggravante della codarda e non giustificabile ipocrisia dell’operatore.



[1] Martinez de Pasqually nel 1754 diede vita all'Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell'Universo. Un ordine, quello del Martinez, strutturato in un sistema iniziatico che trovava fondamento nella piramide nei gradi azzurri della massoneria (apprendista, compagno e maestro) su cui poi si innestavano altri tre gruppi di gradi:Classe del PorticoClasse del Tempio e Classe segreta. A ragione di tale articolazione iniziatica vi era la volontà del teurgo Martinez di far corrispondere una sephirot per ogni grado o scalini iniziatico:
Massoneria azzurra:
1° grado - Apprendista (Malkûth: regno)
2° grado - Compagno (Jesôd: fondamento)
3° grado - Maestro (Hôd: maestà)
4° grado - Apprendista Cohen (Nezach: eternità)
Classe del Portico:
5° grado - Compagno Cohen (Tiferet: pietà)
6° grado - Maestro Cohen (Gevurah: giustizia)
7° grado - Maestro Particolare (Chesod: amore)
Classe del Tempio:
8° grado - Gran Maestro Eletto Cohen (Binah: intelligenza)
9° grado - Cavaliere d'Oriente (Chokhmah: sapienza)
Classe segreta:
10° grado - Reau-Croix (Keter: corona eccelsa)

[2] Si consulti al riguardo il sito www.martinismo.net . La tradizione martinista-martinezista, che ancora vive in alcuni ordini martinisti regolari, dispone una piramide operativa a carattere rituale individuale: elementi teurgici, cardiaci e sacerdotali compongono gli strumenti forniti per realizzazione dell’Opera.
[3] Per questo è sempre da guardare con enorme sospetto colui che non attende e non opera nei tempi e nei modi necessari, ma pretende, piuttosto, conferimenti ed avanzamenti solamente dettati dall’effimera gloria. Egli è un falso iniziato e sarà quindi un falso maestro.
[4] Attraverso la fase dell’Individuazione si prende coscienza del nostro stato individuale, e non raffrontabile con quello altrui.
[5] In questa fase si procede alla rimozione degli elementi incompatibili con il nostro desidero di reintegrazione. Successivamente si procede alla purificazione degli elementi compatibili.
[6] Gli elementi purificati sono sottoposti ad un’azione, tramite l’elemento fuoco e le acque corrosive, atta a trasmutarli sostanzialmente in elementi sottili.
[7] La conclusiva opera attraverso cui si giunge alla reintegrazione dell’Uomo nell’Uomo e dell’Uomo nel Divino.


www.martinismo.net

Editoriale 21 Dicembre 2016 - Ecce Quam Bonum 13


Carissimo e paziente lettore, la rivista che stai sfogliando è uno degli strumenti divulgativi di cui è dotato il Sovrano Ordine Gnostico Martinista. Essa è una finestra che permette a te di gettare uno sguardo sulla nostra fiamma ideale, e permette a noi di entrare in contatto con un pubblico che è variamente formato ed articolato.
Ecco quindi che quanto qui verrà trattato non rappresenta il tutto dei nostri lavori, siano essi individuali o legati all'opera delle nostre Colline e Gruppi, ma solamente quanto può e deve essere mostrato al fine di comunicare i nostri studi, cercare di soddisfare quella sana e utile curiosità attorno al martinismo ed intessere rapporti con quei fratelli e sorelle momentaneamente isolati.

Questo numero della nostra amata rivista cade durante la fase astronomica del solstizio d’inverno. Questo momento astrale determina l’assoluto prevalere delle ore notturne su quelle diurne. E’ quindi oggi, il 21 Dicembre, il giorno più breve dell’anno, il giorno in cui le ombre dell’oscurità sembrano avere trionfato sulla luce.
In realtà proprio il 21 Dicembre rappresenta il momento in cui il Sole torna a percorre la sua marcia trionfale nel firmamento. Giorno dopo giorno i raggi solari irradiano con sempre maggiore fermezza ed intensità il nostro globo, determinando l’arretramento delle tenebre. Fino al completo trionfo che avverrà nel solstizio d’estate.
Il momento del massimo trionfo di un elemento, della sua conclamata ed universale vittoria, non rappresenta che l’inizio della sua inevitabile decadenza. Dando vita a quell’eterno ciclo dell’alternanza, che contraddistingue questo piano della formazione.
Non è possibile, su questo piano, l’esistenza di luce e tenebra in assenza dell’altro.  In quanto tutto è sorretto dalla ciclicità degli opposti, da questo magnetismo di forze opponenti e divergenti, che come la quadriga, trovando equilibrio e fermezza nelle mani esperte del cocchiere, permettono il processionare  fra essere e non essere, vita e morte, staticità e dinamismo.

Compito dell’iniziato è quello è quello di essere il forte e saldo cocchiere che guida le varie coppie di opposti. Il quale, in virtù della propria volontà, imprime una direzione a questo forze, rompendone lo statico equilibrio.

Ecco perché, amato fratello, all’interno del tuo lavoro individuale, dovrai comprendere che sono proprio gli elementi psicologici ed animici che intendi rimuovere o trasmutare, quelli da cui, inizialmente, trarrai la forza e la sostanza per il compimento della tua Grande Opera.

Gli Antichi Alchimisti, sapienti fra i sapienti, sostenevano che solamente colui che ha l’oro può creare altro oro. Ecco quindi dovrai con attenzione osservare il tuo variegato mondo interiore, alla ricerca di quanto ti potrà essere utile per l’edificazione del tuo tempio. Non dovrai procedere in base a dogmatismi, ad astrusi concetti o altrui opinioni. Sarai guidato solamente dalla lanterna della tua conoscenza. Avrai come arma solamente la tua forza di volontà. Fratello mio non sarai però solo in questa opera, in quanto saprai che i fratelli maggiori vegliano su di te ed avrai a disposizione i nostri utili e particolari strumenti.

In modo che scoprirai che il sentiero reale non è quello che trova nella colonna nera o nella colonna bianca le proprie luci. Il sentiero reale è quello che  le attraversa.

Elenandro XI Grande Maestro

eremitadaisettenodi@gmail.com


www.martinismo.net

Presenza Territoriale Sovrano Ordine Gnostico Martinista