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giovedì 8 dicembre 2016

La Progressione Iniziatica dell'Associato Incognito. Video della Pubblica Conferenza, Montecatini Terme Ottobre 2016




La Progressione Iniziatica dell'Associato Incognito. Pubblica conferenza organizzata dal Sovrano Ordine Gnostico Martinista in occasione del Convento Nazionale di Montecatini Terme (Ottobre 2016)

Come sua tradizione il Sovrano Ordine Gnostico Martinista, dedica la giornata della domenica a pubbliche conferenze (aperte a profani rispetto al martinismo) ottemperando così al dovere di divulgare.



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giovedì 3 novembre 2016

La progressione iniziatica: l'Associato Incognito



E' piuttosto improbabile sostenere che sussiste un'ortodossia nell'iniziazione martinista. In quanto essa, l'iniziazione, procede lungo una progressione che necessità di una pluralità di  atti formali e sostanziali. 

Proprio in forza di quanto sostenuto in precedenza, mi permetto di analizzare tale singolare evento all'interno dell'Ordine Martinista di cui sono servitore. Lasciando quindi alle buone riflessioni, del benevolo pubblico, come sia arduo, con riguardo al nostro percorso, parlare di una fratellanza sostanziale fra martinisti di diversi ordini. Possiamo certo sostenere l'esistenza di un fratellanza ideale nella prospettiva della Reintegrazione Individuale, qualora essa si ben intesa, o di una fratellanza formale, qualora siano i martinisti tutti egualmente collegati a Papus che è il fondatore del Nostro Ordine e prima espressione della nostra iniziazione. 
Risulta però improbabile parlare di fratellanza sostanziale; in quanto ogni Ordine esprime una propria docetica ed un proprio insieme operativo. Elementi, la filosofia e l'Opera, che incidono in misura diversa sul viatico inziatico, semmai vi è, del singolo.

La Meditazione dei 28 Giorni

Nel Nostro Ordine essa è consegnata al postulante. Il quale avrà modo, attraverso la cadenza di questa meditazione di accompagnamento, di saggiare la propria volontà di incidere in quella massa, spesso caotica e verminosa, di pensieri, umori, emozioni, vagheggiamenti e vaneggiamenti in cui l'uomo moderno è immerso. 
E' una grossolana opera di spoliazione, possiamo definirla il "gabinetto di riflessione" del martinista. Lungo un arco di 28 giorni, attraverso 14 semi pensiero, il postulante verrà posto innanzi ai propri condizionamenti e meccanismi psicologici. Dovrà comprendere se il desiderio che lo anima è fittizio, oppure se vi è la vera necessità di andare oltre se stesso e l'inconsapevolezza che lo pervade. Amo spesso ripetere che nessun dettato costituzionale, e nessuna prescrizione medica, conducano all'iniziazione. La quale per essere reale non è tanto, o non è solo, un istante gioioso di riunione fra (dis)simili; quanto piuttosto un catartico momento di presa di coscienza su ciò che siamo, su quanto vorremo essere e su quanto non ci permette di essere.

Terminata la meditazione dei 28 giorni

Giunti al termine della meditazione dei 28 giorni si dovrà redigere un quadernetto, animato dalle riflessioni occorse, e consegnarlo alla persona che ha fornito questo iniziale strumento. Successivamente, a seguito di uno o più colloqui, si valuterà se procedere con l'associazione al martinismo. 

Associazione al Martinismo

Attraverso un rituale che può essere svolto nella Loggia martinista, a mio avviso eccezionalmente, o tra l'associando e il Superiore Incognito Iniziatore, il nuovo fratello viene inserito, seppur non in modo "fisso", all'interno dell'Ordine. Egli è nuovo anello di una catena che trova la propria ragione d'essere nel lascito filosofico e spirituale dei Maestri Passati, ha facoltà di operare attraverso un rituale giornaliero all'interno di un campo eggregorico. Il quale, il campo eggregorico, deve essere inteso come un "tessuto energetico reattivo" in grado di esaltare, raccogliere e rettificare l'opera dei vari fratelli.

La Purificazione Mensile e il Rituale Giornaliero

Abbiamo accennato al rituale giornaliero. Esso per quanto benefico, fonte di una reale e continua opera, è però determinato da due condizioni egualmente necessarie ed indispensabili. La prima è l'Associazione al martinismo, la secondo il rituale mensile di purificazione in Luna Nuova. 
Della prima abbiamo già accennato, della seconda possiamo dire che trattasi di un rituale dove il fratello, segue prescrizioni comportamentali ed alimentari, prega, medita e esegue delle abluzioni rituali. Tutto ciò al fine di liberarsi da impurità, sedimenti e pressioni psichiche accumulate durante il suo transito quaternario. In assenza della purificazione l'opera giornaliera è da ritenersi formale e priva di reale sostanza e beneficio.

Il rituale giornaliero trova raccoglimento, nel Nostro Ordine, in adeguate finestre temporali. Le quali permettono da un lato un effettivo collegamento con gli altri fratelli e dall'altro di sfruttare una particolare "coincidenza" che si ripete 4 volte al giorno ogni 7 ore. Il rituale giornaliero è composto da una complessa apertura; uno svolgimento legato al potere dei salmi, oltre ad una serie di inserimenti che riguardano pratiche quali: visualizzazione, meditazione, uso dei nomi sacri; ed infine una chiusura speculare all'apertura. Come amo spesso ripetere il rituale giornaliero, qualora correttamente inteso e posto in essere, è già in sé e per sé completo sotto ogni profilo operativo (racchiudendo nel nostro ordine elementi cardiaci e teurgici).

Il buon lettore dovrebbe aver compreso come le peculiarità docetiche ed operative, che separano le varie strutture martiniste, anche se in talune vi sono delle forti convergenze, dovrebbero far riflettere attorno alla OVVIETÀ' che non è possibile un semplice passaggio da ordine ed ordine. In quanto sarebbe come pretendere che colui che è un buon giocatore di tennis, si improvvisi dalla sera al mattino come pugile o alpinista. Tutto ha una propria forma, tutto ha una propria cadenza, tutto ha una propria sostanza.
Qualora ciò accade siamo in presenza di una semplice evidenza: "assoluta mancanza di sostanza nell'operare, e riduzione del percorso a sterile dialettica"

Quanto già detto detto trova poi amplificazione con il passaggio al grado di Iniziato Incognito, dove il fratello, in Luna Piena, è abilitato ad operare su di un piano lunare completo. Tale laborioso impegno si concretizza nel rituale di consolidamento eggregorico.


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martedì 30 agosto 2016

Ricordi da Associato Incognito

Questa mattina ho ricevuto la telefonata di una carissima sorella. Purtroppo le vicende della vita hanno portato i nostri rapporti ad essere sporadici, ma non per questo, la “vera” fratellanza tutto unisce, essi si sono dissipati.
Commossa ha ringraziato per l’attuale numero di Ecce Quam Bonum, interamente dedicato al lavoro dell’associato incognito. Nel parlare, la sorella, si rammaricava come una parte del martinismo abbia perduto la propria vocazione al lavoro interiore per scivolare in una paramassoneria. Assieme abbiamo rievocato, lasciando riemergere i ricordi, fratelli comuni oramai passati oltre al Velo del tempo e della materia, ma sempre realmente PRESENTI IN MEZZO A NOI.
Mi ha colpito quando ha affermato, in quanto seppur con parole diverse ha espresso mia identica convinzione, che il momento più bello della sua vita martinsita è stato quando era Associata Incognita. Una fase in cui il fratello, la sorella, ha come unico compito quello di formarsi alla filosofia e agli strumenti dell’Opera. Un momento di intima crescita, sgravato da ogni fardello dovuto alla guida, alla burocrazia e dai vezzi dell’ambiente.Poi il cammino, inevitabilmente, prosegue, alcuni saranno chiamati a formare nuovi fratelli ed aggiungere un nuovo anello all’antica catena, altri ad esercitare un potere di governo e servizio all’interno della struttura. La passione iniziale si trasforma in profondo sentimento, e l’ideale, che tutto anima, deve tradursi anche in fatti ed azioni, non sempre piacevoli: non esiste Giustizia senza Forza, e non esiste Forza senza Giustiza; così insegna la Croce Cabalistica.
Non posso che guardare con lontana nostalgia i miei primi congressi: incontrare fratelli da tutta Italia, ascoltare le loro storie, i primi incerti passi in loggia durante l’ingresso solenne, il rimanere appresso al mio iniziatore come un pulcino (e l’essere scalciato via con rudezza dal medesimo), l’immagine del Grande Maestro che apriva i lavori, le dinamiche dei gruppi di lavoro e i suggerimenti offerti dai fratelli anziani.
Ricordo tutto questo, come parte integrante della mia vita. La quale non potrebbe essere ciò che è in loro assenza, senza l’amore di chi mi ha fatto, così come lui, martinista. Per me, forse questo è il mio limite, è irrinunciabile l’esoterismo, così come sono irrinunciabili la “fratellanza d’opera”, ben diversa da certi vuoti formalismi, e il severo servizio alla comunità.
Ecco perchè mi permetto di ammonire i fratelli attorno ad una semplice verità: Il martinismo è percorso individuale, ma perdere i rari momenti di fraterna ritualità e convivialità è un terribile danno che vi arrecate.
La sorella, ricordando la comune radice iniziatica, chiedeva se poteva partecipare ai nostri lavori. La risposta era scontata.

Un Congresso, un Convento, martinista è aperto a tutti i veri fratelli, altrimenti le notre formule rituali sarebbero vuote e stanche parole.
Vi saluto innanzi alle nostre Sante Luci.


Elenandro XI

 ECCE QUAM BONUM 11
ECCE QUAM BONUM 11
http://www.martinismo.net/eccequambonum%2011.pdf




venerdì 6 maggio 2016

I Gradi e i Frutti nel Martinismo


Matteo 7,16-20

16 Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? 17 Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; 18 un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. 19 Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. 20 Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.

 


Il Martinismo è un Ordine Iniziatico strutturato, tradizionalmente, in tre gradi.

I gradi martinisti sono: Associato Incognito, Iniziato Incognito, e Superiore Incognito.

A taluni Superiori Incogniti, che ne fanno richiesta e che sono ritenuti idonei, viene conferita la "funzione" di trasmettere l'iniziazione martinista.

Erroneamente si potrebbe pensare che non essendo il Superiore Incognito Iniziatore un "grado" ma una funzione, questo sia scevro da particolari valutazioni attorno ai requisiti sostanziali della persona. Errore diabolico, che è la radice di tanti guai del martinismo contemporaneo.

Il Superiore Incognito Iniziatore trasmettere al profano l'iniziazione martinista, la quale trova compimento nel grado di Superiore Incognito, ed è responsabile della sua formazione e progressione rituale. Ciò è possibile attraverso la testimonianza che esso offre della sua vita da martinista: dei suoi studi, della sua pratica, e di come questa ha modificato il livello de suo essere intimo. Tutto ciò è reale solamente se il Superiore Incognito Iniziatore provenire da un percorso formativo lineare. Questo percorso, che si snoda per anni, lo investe sotto il profilo psicologico, filosofico, ed operativo. Il S.I.I è un servitore, capace di mettersi a completa disposizione dei suoi figlioletti spirituali, del martinismo universale, e dei fondamenti che regolano il N.V.O. Non possiamo che interrogarci innanzi a  certi salti quantici iniziatici o sincretistiche operazioni di novelli riformatori. I quali, a prescindere la loro età (tavolta avanzata), dimostrano un profondo disorientamento spazio temporale e la necessità di trovare linimento ad una vita di frustrazioni all’interno del nostro ambiente. Portando a confondere depositi, a frammischiare metodi, a ritenere che tutto sia indistintamente eguale e sostituibile. Esso non conoscono il valore intimo della S di Superiore: SERVITORE.

Il martinismo non è una teosofica sofisticata, e neppure una massoneria povera. Il martinismo non è una scuola di morale, e neppure un laboratorio per nuove espressioni spirituali. Il martinismo è un sistema iniziatico tradizionale, che mira a formare uomini e donne liberi: liberi di servire gli altri all'interno della REGOLA MARTINISTA.

Ai cicli di purificazione seguono le operazioni rituali giornaliere, le quali sono propedeutiche per le operazioni lunari, che a loro volta sono passo necessario per giungere a quelle solstiziali. Si apprende, nelle realtà tradizionali, il valore del lavoro interiore, tramite strumenti cardiaci, terugici e sacerdotali. Si apprende la forza di un Eggregore Reale, in virtù della coesione dei fratelli, i quali devono corrispondere a determiante caratteristiche. Si apprende come la via della Reintegrazione, che noi seguiamo, non è legata a dogmatismo, a ideologia, a senili ed atoni pensieri permutati da una vita di frustrazione iniziatica, a imposture iniziatiche, e neppure a certe ciurmerie prezzolate. Bensì al servizio verso la regola martinisti, e verso i fratelli.

Ecco quindi che innanzi a colui che pretende di essere vostro Superiore Incognito Iniziatore, chiedetevi, osservando i suoi comportamenti/modi/espressioni, cosa mai ha conseguito durante il suo presunto lavoro interiore.




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