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giovedì 6 febbraio 2014

Scala Iniziatica ed Operativa

La progressione dell'iniziato all'interno del Convivium Gnostico Martinista avviene lungo un percorso che si articola in tre gradi. E' un errore ritenere che sia possibile omettere uno solo di questi necessari scalini, così come è un errore ritenere che sia possibile edificare un'abitazione se essa è priva di fondamenta e strutture portanti.
Tali gradi sono:
1. Associato Incognito, dove il fratello o la sorella segue un percorso a carattere prevalentemente cardiaco.
2. Iniziato Incognito, dove il fratello o la sorella segue un percorso a carattere prevalentemente teurgico.
3. Superiore Incognito, dove il fratello o la sorella segue un percorso a carattere prevalentemente sacerdotale.
Il termine prevalentemente ha in se l'idea di non esclusività, in quanto è previsto per ognuno dei tre gradi la copresenza, seppur in diversa intensità, di strumenti d'opera cardiaci, teurgici e sacerdotali. Questo per poter meglio sviluppare sia una coesione fra i singoli riti individuali e collettivi, sia per rendere il fratello veramente padrone di ogni strumento che la tradizione occidentale ha messo a disposizione nell'ardua ricerca della Conoscenza.
Gli strumenti in cui si articola l'operatività dell'iniziato sono:

1. Rituale di Purificazione Mensile (dal grado di associato)



2. Rituale Giornaliero Individuale, con le sue varie articolazioni: energetiche, meditative, teurgiche, e cardiache (dal grado di associato)
3. Rituale di Luna Piena (dal grado di Iniziato Incognito)
4. Rituale Solstiziale (dal grado di Superiore Incognito)
6. Rituale Equinoziale (dal grado di Superiore Incognito)

7. Rituale Eucaristico (dal grado di Superiore Incognito)


eremitadaisettenodi@gmail.com

 



mercoledì 22 gennaio 2014

Manifesto Convivium Gnostico Martinista


1. Chi siamo



Il Convivium Gnostico Martinista è una realtà iniziatica, manifesta sul piano quaternario e operativa, composta da uomini e donne autenticamente animati dal desiderio di riconoscersi in una visione tradizionale della ricerca e del lavoro spirituale.

E’ realtà iniziatica, in quanto si accede agli insegnamenti e agli strumenti che il Convivum pone a disposizione tramite una regolare e tradizionale associazione.

E’ realtà manifesta sul piano quaternario, perchè il Convivium è dotato di strutture ed articolazioni territoriali.

E’ realtà operativa, in quanto agli associati al Convivium è richiesta una laboriosa Opera Interiore tramite strumenti formativi ed informativi.

Quanto sopra evidenziato, risulta dal nostro assoluto convincimento che il martinismo sia una forma aggregativa tradizionale: un perimetro energetico ed iniziatico. Riteniamo che solamente l'aderenza di tale forma alla tradizione cristiana possa permettere di sviluppare dei lavori individuali e collettivi che abbiano sostanza di realtà. Ecco quindi come il Convivium Gnostico Martinista trae la propria linfa vitale dal Cristianesimo, attraverso le nostre radici iniziatiche ed operative che si riconoscono: nello Gnosticismo Alessandrino, nella Cabala Cristiana, in Martinez de Pasqually, in Louis Claude de Saint Martin, e nell'Ordine Martinista del Papus.

Per questi motivi, seppur nel rispetto delle altrui scelte, guardiamo con diffidenza la deriva teosofica e relativista che sembra aver investito tante altre istituzioni iniziatiche, dando vita ad una serie di formali distinzioni basate più su personalismi che non su una reale distinzione operativa e docetica.



2. Obiettivi



La finalità che persegue il Convivium Gnostico Martinista è quella della reintegrazione dell'uomo nell'uomo e dell'uomo nel Divino Immanifesto, condizione necessaria che deve essere acquisita da ogni uomo e donna di Conoscenza, per poter compiere il ritorno alla Dimora Celeste. Il Convivium mette quindi a disposizione dei fratelli e sorelle regolarmente e tradizionalmente associati un piano di studi e una formazione costante sotto gli influssi spirituali della Santa Gnosi, dei Maestri Passati, e l'assistenza dei fratelli e sorelle esperti.

E' intendimento del Convivium formare degli uomini di Conoscenza che siano filosofi, in quanto padroneggiano la scienza tradizionale, maghi, in quanto capaci di realizzare mutamenti interiori, e sacerdoti, in quanto capaci di amministrare il rapporto con il divino interiore.

Per questo il percorso è informativo, formativo e graduale.

Suddiviso in:

1. Grado Probatorio o Uditore, dove l'individuo verrà posto nella condizione di valutarsi ed essere valutato.

2. Grado di Associato Incognito

3. Grado di Iniziato Incognito

4. Grado di Superiore Incognito

5. Grado di Superiore Iniziatore Incognito



3. Strumenti dell'Opera



L'opera del Convivium Gnostico Martinista trova la propria identità e centralità nella formula pentagrammatica. E' attraverso il laborioso mistero di questa parola di potere che è perseguito il lavoro di reintegrazione individuale e collettiva. Tale Opera è posta in essere attraverso i seguenti strumenti:

1. Rituale Giornaliero Individuale

2. Rituale di Purificazione Mensile Individuale

3. Rituale di Loggia Collettivo

4. Rituale Eucaristico Collettivo

5. Rituale Solstiziale, Equinoziale, e di Plenilunio.

6. Pratica di meditazione a distanza



I lavori sono modulati in virtù del grado ricoperto e delle attitudini individuali, e hanno natura sia cardiaca che teurgica, in quanto consideriamo ogni tentativo di porre l'una innanzi all'altra solamente una speculazione accademica priva di sostanza e discernimento.





4. Articolazione



Il Convivium Martinista è retto da un Reggente che ha il compito di coordinare i lavori dei fratelli e delle sorelle, di promuovere la revisione periodica dei rituali, di vigilare sul rispetto delle norme di fratellanza e sulla coesione eggregorica. Esso è il primo servitore di tutti i fratelli e le sorelle. Tale incarico è a vita.

I fratelli e le sorelle sono raccolti in Logge sotto la guida dei rispettivi Filosofi. Il Filosofo non è necessariamente un Superiore Incognito Iniziatore, ma deve avere in sé i requisiti formali e sostanziali di Fratello Maggiore che umilmente e pazientemente si pone al servizio degli altri fratelli.

Sono inoltre esistenti Logge affiliate al Convivium Gnostico Martinista, che accettano di utilizzare durante i loro lavori collettivi il Pantacolo del Convivium; altresì i loro membri accettano di includere durante i loro lavori giornalieri il Pantacolo del Convivium e il Salmo della Fratellanza del Convivium.



5. Associazione al Convivium Gnostico Martinista



Il Convivium Martinista non pone nessuna esclusione basata sul sesso o sulla razza, ma pretende che i suoi associati abbiano ricevuto un sigillo cristiano. In quanto riteniamo che questa forma di martinismo sia un rito di perfezionamento in ambito cristiano, e come tale necessita la presenza, nell’associato, di quel patrimonio culturale, psicologico ed iniziatico proprio del cristianesimo.

Nessuna esclusione in base a requisiti formali quali il sesso o la razza è prevista per i gradi superiori.

E’ possibile accedere al Convivium Gnostico Martinista a seguito di una preventiva verifica dei requisiti formali e sostanziali del bussante, a cui seguirà l’esercizio in una pratica meditativa preparatoria all’associazione, che può avvenire da uomo ad uomo oppure in loggia.

E’ richiesto da parte degli associati un costante lavoro filosofico ed operativo, e quindi tendiamo a sconsigliare la semplice richiesta di informazioni a coloro che non sono in grado di gestire minimamente la propria vita quotidiana.

domenica 9 giugno 2013

Lex Aurea 47 .:. Libera Rivista di Formazione Esoterica .:.




E' possibile prelevare la rivista di formazione esoterica Lex Aurea 47, al seguente indirizzo:

www.fuocosacro.com/pagine/lexaurea/lexaurea47.htm

Articoli:

Ordine Cabalistico della RosaCroce

Le Strane Ghirlande del Caos

Incontro con una Cordicella

La Pietra di Bologna

Moralismo ed Iniziazione

La Preghiera Profonda

René Guénon

Stanislas de Guaita

La Natura degli Angeli

Nicolas Poussin

Helios/Cristo-Lapis

Approfondimenti:

Simboli Iniziazione

Eventi:

Uomo Ente Magico, incontro teorico e pratico

martedì 4 giugno 2013

Meister Eckhart Pensieri, Massime e Aforismi


Prego Iddio che mi liberi di Dio

Per una mente serena, tutto è possibile
Dovrai conoscere Dio direttamente, senza ricorrere ad alcuna immagine e senza attribuirgli sembianza alcuna. Finché l'io ed Egli, vale a dire, Dio e l'anima, non costituiscono un solo qui ed un solo ora, l'Io non può operare, né essere una cosa sola, con Lui.

La gente pensa troppo a ciò che deve fare
e troppo poco a quel che deve essere

Se l'amore di Dio ci è nascosto, noi soli ne abbiamo colpa.
Noi siamo la causa di tutti i nostri ostacoli.
Guardati da te stesso e avrai fatto buona guardia
Dio non cerca il proprio utile;
in tutte le sue opere è puro e libero e le compie per vero amore.
Lo stesso fa l'uomo che è unito a Dio,
e che sta puro e libero in tutte le sue opere,
compiendole solo per onore di Dio,
senza cercare utile proprio. In lui è Dio che opera.

Il giusto non cerca niente con le sue opere.
Sono servi e mercenari quelli che cercano qualcosa con le loro opere,
o che agiscono in vista di qualche perché.
Dunque, se vuoi essere formato e trasformato nella giustizia,
non cercare e non aver di mira nelle tue opere alcun perché,
né nel tempo né nell'eternità,
né ricompensa né beatitudine,
né questo né quello,
perché tali opere sono morte davvero.
Perché tutte le cose siano nostre,
bisogna che accogliamo Dio ugualmente in tutte le cose,
non più in una che in un'altra,
giacché egli è uguale in tutte le cose.

Quando è la pienezza del tempo?
Quando non c'è più il tempo.
La pienezza del tempo è per chi, nel tempo,
ha posto il suo cuore nell'eterno,
e per cui sono morte tutte le cose temporali.

L'amore non vuole essere in nessun altro luogo,
se non dove è eguaglianza e unità.
Fra il signore e il servo non vi è pace,
perché non vi è uguaglianza.
L'uomo e la donna sono diversi l'uno dall'altra,
ma nell'amore sono del tutto uguali.

Se l'amore di Dio ci è nascosto, noi soli ne abbiamo colpa.
Noi siamo la causa di tutti i nostri ostacoli.
Guardati da te stesso e avrai fatto buona guardia

Dio non cerca il proprio utile;
in tutte le sue opere è puro e libero e le compie per vero amore.
Lo stesso fa l'uomo che è unito a Dio,
e che sta puro e libero in tutte le sue opere,
compiendole solo per onore di Dio,
senza cercare utile proprio. In lui è Dio che opera.

Il giusto non cerca niente con le sue opere.
Sono servi e mercenari quelli che cercano qualcosa con le loro opere,
o che agiscono in vista di qualche perché.
Dunque, se vuoi essere formato e trasformato nella giustizia,
non cercare e non aver di mira nelle tue opere alcun perché,
né nel tempo né nell'eternità,
né ricompensa né beatitudine,
né questo né quello,
perché tali opere sono morte davvero.

Perché tutte le cose siano nostre,
bisogna che accogliamo Dio ugualmente in tutte le cose,
non più in una che in un'altra,
giacché egli è uguale in tutte le cose.

Se si domandasse a un uomo vero,
che opera dal suo fondo proprio,
perché compie le sue opere,
questi, per rispondere giustamente,
non direbbe altro che:
"Io opero perché opero."

Se l'uomo si mette in rapporto o prende qualcosa
al di fuori di se stesso, non va bene.
Non si deve considerare Dio come esterno a noi stessi,
ma come nostro proprio essere.

Se vuoi vivere e vuoi che le tue opere vivano,
devi essere morto a tutte le cose e diventato nulla.
Della creatura è proprio far qualcosa a partire da qualcosa,
ma di Dio è proprio far qualcosa a partire dal nulla.
Tuttavia, dunque, nel tuo fondo agisci là:
le opere che compi là sono tutte vive.

L'uomo che si è distaccato da se stesso e da tutte le cose,
che non cerca in niente il suo utile e
che compie tutte le opere senza perché e solo per amore -
un tale uomo è morto al mondo e vive in Dio,
e Dio in lui.

Dio è un permanere nella purezza della propria essenza,
nella quale non vi sono attributi.
Deve andarsene tutto ciò che è contingente.
Egli è puro dimorare in se stesso,
dove non c'è il questo e il quello:
infatti quel che è in Dio è Dio.

Ho detto una volta:
chi cerca il nulla trova il nulla.
Perché si lamenta?
Ha trovato quello che cercava.
Chi cerca e desidera qualcosa,
cerca e desidera il nulla,
e a chi chiede qualcosa,
il nulla viene dato.

Sappi che se cerci in qualche modo il tuo utile,
non troverai mai Dio,
perché non cerchi soltanto lui.
Tu cerchi qualcosa insieme a Dio,
proprio come se facessi di Dio una candela con cui cercare qualcosa
- quando si è trovata la cosa, si getta via la candela.
Quel che cerchi insieme a Dio è il nulla,
qualsiasi cosa sia - utile, ricompensa, interiorità,
o che altro: tu cerchi il nulla, e perciò trovi il nulla.
Che tu trovi il nulla, dipende solo da questo:
che tu cerchi il nulla.

Se Maria non avesse prima generato Dio nello spirito, egli non sarebbe mai nato da lei nel corpo.
Per Dio vale di più essere generato spiritualmente da ogni vergine
- ovvero da ogni anima buona -
che essere nato corporalmente da Maria.

Tutto quello che il Padre ha dato al Figlio suo unigenito
lo ha dato altrettanto pienamente a me,
senza nulla di meno.
Ora potreste chiedermi:
se io ho in questa natura tutto quel che
Cristo può offrire secondo la sua umanità,
perché lo esaltiamo e veneriamo
come nostro Signore e nostro Dio?
Questo accade perché è stato un messaggero di Dio a noi,
e ci ha portato la nostra beatitudine.
Ma la beatitudine che ci ha portato era nostra.

La prima cosa che Dio dona è se stesso.
Se hai Dio, con lui hai tutte le cose.
A volte dico:
chi ha Dio e anche tutte le cose
non ha più di chi ha Dio soltanto.

Chi pensa di ricevere Dio nella interiorità,
nella devozione,
in un dolce rapimento o in una grazia particolare
più che presso il focolare o nella stalla,
non fa altro che prendere Dio,
avvolgergli un mantello intorno al capo
e cacciarlo sotto una panca.
 

Perché chi cerca Dio secondo un modo,
prende il modo e perde Dio,
che nel modo è nascosto.
Ma chi cerca Dio senza modo,
lo prende come è in se stesso;
vive nel Figlio ed è la vita stessa. 


 Dio opera maggiormente in un cuore umile, perché è là che trova la maggiore possibilità di operare, trovandovi la maggiore somiglianza con se stesso.

 L’anima è fatta per un bene così grande ed alto, che essa non può in alcun modo trovare riposo, ed è sempre infelice, finché non giunge, sopra ogni modo, a quel bene eterno che è Dio, per il quale essa è fatta.

 L’occhio nel quale io vedo Dio è lo stesso occhio in cui Dio mi vede.

 L’uomo che si è distaccato da se stesso, è così puro che il mondo non può sopportarlo.

 Non si deve cercare niente, né conoscenza né scienza, né interiorità né devozione né pace, ma soltanto la volontà di Dio.

 Per una mente serena tutto è possibile.

 Quando l’uomo compie buone opere mentre si trova in peccato mortale, non le compie a partire dal peccato mortale, ma piuttosto a partire dal fondo del suo spirito, che è buono in se stesso per natura, anche se egli non si trova nella grazia.

 Se avviene un’opera buona attraverso un uomo, l’uomo si libera con questa opera e diviene più vicino al suo principio di quanto lo fosse prima e pertanto è migliore e più beato.

 Tutto sarebbe donato a chi rinunciasse a se stesso assolutamente, anche per un solo istante.

 Volontà e amore si dirigono verso Dio in quanto è buono e, se non fosse buono, non lo degnerebbero di attenzione.