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sabato 1 ottobre 2016

La Sostanza e la Forma del Martinismo


Brevemente posso affermare che il Martinismo, così come oggi lo conosciamo è viviamo, è un Ordine Iniziato suddiviso in una molteplicità di strutture organizzative fra loro formalmente separate, ma unite, qualora regolari, dalla comune volontà di preservare l’iniziazione martinista e fornire gli strumenti necessari alla reintegrazione dell’Uomo nell’Uomo, e dell’Uomo nel Divino.
Questo percorso iniziatico si fonda su di un deposito docetico filosofico e rituale, il quale si articola in una piramide costituita da quattro gradi.
Il primo di questi è il grado di Associato Incognito dove il martinista, che ancora non ha una fissa collocazione nella catena eggregorica di Forza ed Amore, segue un percorso prevalentemente cardiaco, volto alla purificazione della Luna. In questa prima fase dell’opera è seguito dal proprio Iniziatore, con cui deve necessariamente rimanere in contatto onde ricever non solo gli adeguati consigli, ma beneficiare, tramite di esso, della coesione con l’eggregore della catena. Gli strumenti tipici dell’Associato Incognito, che è bene dire subito accompagneranno il martinista anche nel proseguo del suo perfezionamento, sono il rituale giornaliero e la purificazione in Luna Nuova. Il primo può essere integrato a seguito delle valutazione dell’Iniziatore, ed è un rituale composito che con cadenza giornaliera, all’interno di fisse finestre operative, permette al fratello di essere in laborioso contatto con tutti gli altri fratelli. Il rituale di purificazione in Luna Nuova consente al martinista di spurgare dal proprio essere fisico e psichico quanto di pernicioso raccolto durante il mese appena trascorso. E’ un giorno muto per la catena, dedicato alla meditazione, alla preghiera, al riequilibrio interiore.
Terminata questa fase di apprendistato il martinista accede, chiedendo maggiore Luce, al secondo grado dove agli strumenti già conosciuti si affiancano elementi rituali a forte valenza teurgica. I quali, principalmente, si esprimono nel rituale di Luna Piena o di rafforzamento eggregorico. In questa fase il martinista, che ha oramai un posto stabile all’interno della catena di Forza e Amore, opera al fine di beneficiare, per risonanza interiore, di ogni influsso astrale presente sul piano di lavoro lunare.
Raggiunta la padronanza degli elementi teurgici, terminato il piano di studio fornito, il martinista viene elevato al grado di Superiore Incognito dove finalmente potrà operare non solo sul piano lunare, ma anche sul piano solare. Tale completezza operativa trova forma e sostanza nei rituali Equinoziali e Solstiziali. Quei Superiori Incogniti che hanno dimostrato capacità di comprendere gli occulti meccanismi dell’Opera, sono animati da spirito di sacrificio, e hanno mostrato una particolare dedizione ai precetti dell’Ordine, possono essere investiti del potere di associare altri al martinismo: assumendo la qualifica di Superiori Incogniti Iniziatori.
In breve questa è la piramide martinista, che trova fulcro nella figura dell’Iniziatore, il quale a sua volta può operare collegialmente con altri suoi pari sotto il coordinamento della figura di un Grande Maestro. Ovviamente vi sono altre forme aggregative nel mondo martinista, ma è bene dire che solamente quella di un Ordine, che mantiene relazioni proficue con altri Ordini, può offrire certezza di un sano percorso iniziatico.
Avendo adesso riguardo agli aspetti sostanziali del martinismo, vedremo cosa effettivamente caratterizza il lavoro che è chiamato a svolgere il nostro fratello. Nel martinismo trovano centralità due elementi, che in realtà sono l’uno il riflesso dell’altro, e la cui sostanziale assenza rende la stessa iniziazione ed opera martinista un vuoto simulacro preda di basse istanze egoiche e di facili illusioni.
Il primo di questi elementi vivificanti è rappresentato dalla catena martinista, la quale non solo viene eretta durante le tornate di Loggia, ma psichicamente ogni giorno, in forza del rituale giornaliero. La catena unisce ogni singolo iniziato al proprio iniziatore, e tramite questo alla struttura in cui esso opera. Di anello in anello è possibile risalire non solo a Papus, ma allo stesso Filosofo Incognito, connaturando così il rapporto iniziatico martinista in una forma molto simile a quella che lega il Guru al discepolo in oriente. Ecco quindi che la catena assume aspetto non solo orizzontale, legato alla meccanica del rito associativo/iniziatico/di elevazione, ma anche, e soprattutto, verticale. Essa realmente travalica le ristrettezze temporali della vita del singolo fratello, e permette, tramite la fiamma vitale dei maestri passati, di ricongiungerlo a tutti i martinisti di oggi, di ieri e di domani. E’ bene immaginare la catena come un corpo che ha molti centri, da cui si irradiano delle sinapsi energetiche e spirituali che connettono il singolo, ad ogni altro martinista. Correttamente compreso, questo magico meccanismo permette ad ognuno di noi di beneficiare del sostegno dei fratelli e delle sorelle, e di sviluppare un leva moltiplicativa che deve essere utilmente impiegata per il compimento della Grande Opera Interiore.
Il secondo elemento che caratterizza il martinismo è rappresentato dell’Eggregore. Questo, così come insegna la tradizione, è frutto della sommatoria della forza psichica, vitale e magica di quei singoli raccolti in un dato istante da un unico intendimento. Nel nostro contesto i “singoli” sono i fratelli che in virtù della comune iniziazione, e dell’opera luni-solare, alimentano l’Eggregore martinista, beneficiando della sua retributiva benevolenza. Ovviamente questo Ente sarà vitale e volitivo, quanto più i fratelli saranno singolarmente consapevoli, ed unitariamente armonici. Qualora questa alchimia sia compiuta, e il vertice dell’Ordine sapientemente governi le energie, l’Eggregore opererà correttamente per il bene e il vigore della fratellanza.
Da quanto sopra esposto si comprenderà certamente che il martinismo è un viatico che amo definire “maturo”, in quanto implica una grande responsabilità sia nel semplice associato, il quale deve impegnarsi quotidianamente nel lavoro di nobilitazione, sia nell’Iniziatore che deve annullare molto di se stesso per servire tutta la comunità. Il fratello, per tutto il suo cammino, dovrà essere in grado di gestire il proprio tempo spirituale, di impegnarsi con solerzia nell’accrescimento filosofico ed operativo, e deve soprattutto giudicare se quanto pone in essere è buono e reale. Al contempo l’Iniziatore non deve lasciarsi condizionare da riflessi psicologici, da sterili movimenti emotivi, in quanto il suo compito è quello di trasmettere l’iniziazione martinista, la quale trova completezza con l’elevazione al terzo grado, per i meritevoli.
E’ facilmente intuibile come il fulcro del martinismo, il seme, è rappresentato dall’iniziazione, e dal rapporto che si viene a creare fra iniziatore ed iniziato. Essa raccoglie, nel suo vigoroso rituale, ogni elemento simbolico, e magico, che accompagnerà il fratello lungo tutto il percorso. Tale iniziazione, per essere valida e validante, non solo deve rispondere degli ovvi requisiti formali, ma necessità che colui che la dispensi sia parte integra e sana del corpo spirituale martinista. Ciò in quanto, a tale proposito, non basta la semplice applicazione formale del rito, ma si necessita di un elemento vivificante di cui solamente il vero iniziatore è portatore. Si potranno mostrare brevetti, patenti e filiazioni, ma qualora questi siano frutto di furbizia, di commercio, essi attesteranno solamente l’inganno e l’illusione.
Altro non possiamo prendere in considerazione, ed è per questo che lanciamo un amichevole avvertimento verso coloro che troppo facilmente pensano di incontrare questa nostra arte. Siate vigili, in quanto non basta parlare di martinismo per essere martinisti, non basta scambiarsi un quadruplice fraterno abbraccio, e non basta citare il Filosofo Incognito. E’ necessario essere riconosciuti come tali da quella grande famiglia che è il martinismo della scuola italica. Coloro che con troppa foga si sbracciano nel sostenere la propria umiltà, e sfoggiare i propri depositi, e che al contempo sono sconosciuti a tutti gli altri, difficilmente possono far parte del nostro numero.  Con ogni probabilità essi sono parte di quella gramigna che deve essere separata dal grano, affinchè il pane supersostanziale possa essere spezzato fra i fratelli, e le nostre catene preservate.
Francesco Brunelli: “Questo viandante, l'eremita della nona lama del Taro, è il Superiore Incognito e dal simbolismo or ora evocato si potranno trarre elementi tali che il punto d'arrivo ed il lavoro necessario per conseguirlo, appariranno più chiari. Essere desti, essere svegli è la meta prima fondamentale, la condizione primaria in mancanza della quale nulla può prender vita, nulla può animarsi od essere animato, neppure i riti che muovono energie immense e sconosciute ai più, neppure i riti, hanno in condizioni diverse, efficacia reale un effetto allucinatorio che può presentarsi alla coscienza ma solo dell'operatore impreparato ad operare.”
Gastone Ventura: “Ogni Eggregore fisico produce quindi, con le sue azioni, forze invisibili quando di carattere magnetico, quando di carattere elettrico, quando di carattere vitale, che sono gli Eggregori spirituali prodotti dagli Eggregori fisici. Ad esempio, una folla di fedeli in preghiera è un Eggregore fisico: la sua azione – naturalmente tanto più efficace quanto più sentita, e tanto più ancora se la preghiera è per tutti una e se è guidata, convogliata da chi ne ha i poteri, verso un determinato obiettivo - produce l’Eggregore spirituale.”
Robert Ambelain: “In quanto al Teurgo non ha da temere alcuna «spiegazione» che diminuisca i suoi poteri poiché egli scarta di primo acchito ogni fattore materiale dotato di una qualsiasi virtù occulta, ogni forza racchiusa o infusa con dei riti nei suoi supporti materiali.
Solo la Simbolica deve unirlo al Divino con lo slancio della sua anima, per veicolo. Subito si pone il problema: rivolgendosi a Dio attraverso il canale dello Spirito e del Cuore, non v’è da temere alcuna deflorazione del grande arcano, e, qualsiasi cosa accada nelle varie realizzazioni, il Mistero di queste ultime rimane integro. Ciò che il Mago pagherà alla fine con dolore, il Teurgo lo completerà in gioia. Come dice la Sacra Scrittura, il Teurgo ammassa inalterabili tesori, mentre il Mago fa un cattivo investimento.”
Ecco quindi che il martinismo, così come correttamente inteso nel Nostro Venerabile Ordine, è la Via Iniziatica Cristiana alla Reintegrazione dell’Uomo nell’Uomo e dell’Uomo nel Divino. I nostri fratelli si sforzano e si impegnano a purificare ed erigere il Tempio Interiore, dove ufficiare in nome del Riparatore.

Purtroppo per coloro che professano il martinismo essere ordine illuminista, così come per coloro che pretendono al contempo di essere marinisti ed avversi al cristianesimo,  è la verità storica e spirituale del Nostro Venerabile Ordine a condannarli. L’evidenza che tutti i nostri Grandi Maestri, la cui luce brilla nel Cero dei Maestri Passati, erano iniziati e mistici cristiani, dovrebbe suggerire prudenza nell’accostarsi a quelle strutture che irridono tale Verità.



Sito di riferimento www.martinismo.net

venerdì 7 agosto 2015

Martinismo e Via Martinista


Il martinismo è una libera associazione di uomini e donne che si riconoscono attorno ad un ideale di reintegrazione spirituale, e perseguono questo obiettivo tramite gli strumenti e gli insegnamenti propri della struttura in cui operano. Questo ideale, seppur in forme e contenuti peculiari, è presente in ogni tradizione e cultura iniziatica; ed assume nel martinismo veste simbolica, esoterica, ed operativa cristiana. In quanto il martinismo è Ordine Cristiano, ed è quindi nei suoi simboli, narrazioni, miti, e corrente spirituale che trova impianto, fisionomia e linfa vitale la propria docetica e ritualità. In questo libro cercherò di mostrare l'essenza del martinismo, attraverso riflessioni e pensieri dei Maestri Passati, gli scontri docetici, le relazioni con le altre strutture iniziatiche. In modo da comprendere gli elementi caratterizzanti del Nostro Venerabile Ordine, e la sua capacità di rispondere alle esigenze spirituali dell'Uomo del Terzo Millennio. 
INDICE: 
Introduzione - Cos’è il martinismo - La natura del rapporto iniziatico martinista - Chi ha fondato il martinismo - Il martinismo è ordine cristiano - Martinismo e massoneria - L’archetipo sacerdotale martinista - Le donne iniziatrici - La formula pentagrammatica - Chiesa gnostica e martinismo - L’ermetismo kremmerziano e il martinismo - La questione Eletti Cohen - I colori del martinismo - Eggregore martinista - Conclusioni

Lo potete trovare su: MARTINISMO E VIA MARTINISTA

giovedì 19 marzo 2015

Attorno alla Natura del Rapporto Iniziatico Martinista

"Il termine greco che sta ad indicare il fato, moira, significa parte assegnata, porzione. Così come il fato ha solo una parte in ciò che succede, allo stesso modo il daimon, l'aspetto personale, interiorizzato della moira, occupa solo una porzione della nostra vita, la chiama, ma non la possiede." (James Hillman)

La natura del rapporto iniziatico martinista differisce da quella di altre strutture iniziatiche occidentali. Il Superiore Incognito Iniziatore quando impone le mani sulla testa del recipiendario non agisce in virtù di un potere delegato da un'assemblea di suoi pari, e non inizia in nome e per conto di una qualche universalità, ma esercita pienamente, ed arbitrariamente, un potere che coincide con la sua persona.

L'essere egli stato regolarmente e tradizionalmente inserito in una catena martinista, il percorso formativo che egli ha esperito nel corso degli anni, la sensibilità che ha maturato nel raffrontarsi con i fratelli attorno al corretto impiego degli strumenti dell'Opera, lo rendono detentore di un reale potere iniziatico. Potere che egli amministra e impartisce in funzione e nei modi previsti dalla struttura a cui appartiene. Ecco perchè è da biasimare una certa tendenza, che dovrebbe essere estranea ad un reale contesto iniziatico, che vuole che la luce sia comunque concessa a chiunque la richieda. Possiamo capire una tale inclinazione, comunque degenerata, in quei contesti dove il martinismo è ridotto a mero discorso, dove gruppi di amici si riuniscono attorno a tre lumicini accesi a parlare dandosi il tono di esoteristi, in attesa dell’agape susseguente. E’ assolutamente biasimevole in quelle realtà dove il martinismo è ancora, correttamente inteso, come operativo. Dove si pretende di erudire all’arte e agli strumenti dell’arte, ed è quindi richiesto al neofita il possedere determinate qualifiche. L’evidenza porta a considerare che l’assenza di esse equivale a trattare il diverso da eguale, e l’eguale da diverso, recando doppio danno alla persona e alla comunità.

L’iniziatore è tale grazie alla costanza nella pratica dei rituali individuali (giornaliero, di purificazione mensile, di luna piena, e successivamente equinoziali e solstiziali), che hanno permesso la progressione nel lavoro di rettificazione e reintegrazione. La doverosa attesa immerso nelle tenebre, il disvelamento della luce, e il colmare il vuoto separativo con essa, lo hanno reso sacerdote di se stesso e forte anello della catena eggregorica giammai interrotta. In virtù di questa profonda comprensione, dell'aver trasmutato tali accadimenti in esperienza, può egli stesso aggiungere nuovi anelli alla catena martinista. L'assenza di tali requisiti sostanziali e formali impediscono ogni passaggio spirituale ed energetico, e relegano egli, così gli sventurati da lui associati, ad un mondo di illusione e basso psichismo. In altri termini si depone una maschera profana, solamente per calarsi sul volto una maschera ancora più terribile ed insidiosa: quella della falsa iniziazione.

Dobbiamo quindi guardare con sospetto certi impetuosi avanzamenti, o il fiorire improvviso, similare alla generazione spontanea, di iniziatori. In quanto spesso mancanti delle qualifiche sostanziali, se non addirittura di quelle formali, necessarie alla coincidenza fra funzione e ruolo che tanto hanno la pretesa di assumere ed esercitare. Vorrebbe la tradizione martinista che vi sia un certo lasso di tempo che deve intercorrere fra un grado e l'altro, e questo non per punire i meritevoli, del resto nei recessi dell'ego il mediocre sempre si ritiene più qualificato degli altri, ma solamente per dare modo che la giusta maturazione proceda rispettosa del ciclo lunisolare interiore. Alla Luna Nuova segue la Luna Piena, e tutto è compreso nel grande ciclo solare. Eppure osserviamo che molti non hanno atteso il tempo dovuto: vuoi per superficialità di taluni che hanno trasmesso quanto non dovevano trasmettere, vuoi a causa del commercio di patenti che è estraneo ad ogni cultura iniziatica degna di tale nome. Tale stato delle cose partorisce simulacri di iniziatori, privi di ogni qualifica sostanziale, impotenti nel trasmettere la reale iniziazione martinista. Privi del flusso spirituale ed iniziatico, essi legheranno in base al potere di fascinazione del proprio ego, e alla risonanza che esercita negli altri: dando inesorabilmente vita ad un rapporto più prossimo alla psicopatologia che all’iniziazione. E’ utile sottolineare che questa condizione è a loro ben nota, in quanto nessuno può mentire a se stesso, come è ben nota nel cuore e nella mente, se non completamente ottusi e sprovveduti, dei loro figlioletti. Purtroppo raramente gli uni e gli altri trovano le risorse morali e psicologiche per invertire la spirale del vuoto e dell’effimero in cui sono precipitati. Regola vuole che in ambito iniziatico ciò che è acquisito senza merito è inerte, quando non mortifero. Inerte perchè non collega alla fonte suprema da cui tutto ciò che è reale promana, mortifero in quanto tali personaggi sono succubi delle proprie peggiori porzioni psicologiche: la superbia, la gola, l’accidia, e l’invidia.

Tralasciando di scendere troppo in profondità nella melma dell'effimera apparenza, mutuata da altri ambiti inziatici, è necessario sottolineare che l'Iniziatore martinista è colui che pienamente si riconosce nel Servire e nel Sacrificare se stesso per la comunità fraterna. In ogni istante l'iniziatore si pone al servizio, come meglio crede ed in guisa della reale crescita dei suoi figli spirituali, delle esigenze della catena fraterna che egli stesso ha creato. Egli sacrifica il proprio ego, frapponendosi ad ogni profana istanza, cercando di condurre il fratello lungo la via del buono spesso costellata di rinunce, e di sofferenza, in quanto nessuna reale conquista è scevra dal sacrificio personale. Questa la sua missione, questo il suo dovere, questo il suo obbligo assunto con le sacre profferte durante l'elevazione. Altro non vi è, e non è possibile per nessun motivo uscire da tale perimetro.

Il reale iniziatore è colui che testimonia se stesso, in quanto egli stesso è il risultato del suo operare attraverso gli strumenti cardiaci, teurgici e sacerdotali che amministra e ha ricevuto.

Ovviamente se quanto sopra indicato è il percorso e il gravame del Superiore Incognito Iniziatore, parimenti l'associato deve essere in possesso di quei requisiti di minima in assenza dei quali non è possibile che il seme dell'iniziazione martinista possa sbocciare.

Riservando lo studio di questi elementi sostanziali ad un prossimo lavoro sull'identità martinista, mi limiterò a ricordare che il martinismo è un Ordine Iniziatico Cristiano, e quindi sarebbe necessario che il martinista fosse scevro da odio verso tale corrente spirituale. Duole nei fatti riscontrare in sedicenti martinisti, che afferiscono alla schiera dei fuori luogo, tanto livore per il Cristo che pure ha centralità nei nostri lavori. Ancora è doveroso sottolineare che deve esistere, nel recipiendario, una reale volontà di rettificazione interiore, volta alla reintegrazione. Nel martinismo non vi deve essere posto per colui che ritiene di aver già conquistato la vetta, per il solo convincimento psichico di essere ciò che non è. In conclusione in colui che si associa al martinismo vi devono essere, in potenza, tutte quelle qualità che fioriranno nei gradi superiori. Non vi è senso alcuno ad associare colui che sia privo di questi semi spirituali, visto che non possiamo agire su ciò che è assente o radicalmente dissonante. Collezionisti di medagliette, grembiuli, gioielli di loggia, farebbero bene a perseverare nei loro ambiti naturali, onde evitare di recare ulteriore danno al mondo iniziatico occidentale. Il quale ha avuto, e tanto ha, da soffrire proprio a causa di commistioni perpetrate da coloro che vivono l’iniziazione in un ambito esclusivamente psicologico.

Solamente con la presenza di elementi sostanziali e formali, nella giusta ed armonica misura, da parte dell'Iniziatore e del recipiendario si determina, e permette di essere fruttifero per entrambi, il rapporto iniziatico. Il quale non può essere il frutto di un costrutto mentale, effimero, stabilito a priori, ma, come tutte le relazioni umane, un qualcosa di dinamico, vitale, in perenne mutamento. Iniziatore e recipiendario mutano, e con essi muta il rapporto iniziatico. Il non avverarsi di ciò è indicativo di una situazione stagnante, di blocco, che il più delle volte degenera perdendo sostanza spirituale.

Ecco quindi che l'Iniziatore si riconosce nell'iniziato, e l'iniziato si riconosce nell'iniziatore. Tanto maggiore è questo rapporto, tanto più evidente sarà l'impronta dell'iniziatore che permetterà al meglio di sviluppare quelle qualità che in potenza sono insite nell'associato.

Da queste poche parole si evince che l'iniziazione martinista non è universale, ma ha in se elementi di peculiarità che afferiscono a due diversi punti di origine.

Il primo è rappresentato dalle specificità della struttura in cui il Superiore Incognito Iniziatore opera. La struttura rappresenta l’aspetto formale, teso a raccogliere l’eredità docetica ed operativa martinista, ed evidentemente ogni struttura articola in modo funzionale alle proprie esigenze questo insieme iniziatico. E’ necessario comprendere che ogni struttura inevitabilmente differisce dalle altre, in virtù delle linee iniziatiche detenute, della trasmissione rituale di cui è stata investita e di cui è punto di irradiazione, del governo eggregorico della Grande Maestranza, e dei rapporti e deleghe che legano i vari Superiori Incogniti Iniziatori ad essa. Incidentalmente sarebbe utile che il bussante si interrogasse a priori attorno agli elementi evidenti della struttura in cui desidera essere accolto, onde evitare, vista la varianza che sussiste, di trovarsi poi inserito in un percorso a lui dissonante. Come del resto colui che è sulla soglia dovrebbe ben valutare il bussante, onde preservare lui e l’Ordine da disarmonici rapporti, che spesso tracimano per sconfinare nell’umana recriminazione.

L’altro elemento è rappresentato dalla prospettiva e dalle sensibilità dell’iniziatore, dal modo con cui questi attualizza il corpus filosofico ed operativo che ha ricevuto, dal suo comunicare (avvicinare al sacro) ai figli spirituali. Per quanto possa sembrare ovvio, in genere si tende a dimenticare che il martinismo è un perimetro operativo e non una scuola psicologica invasiva, la formazione che vi si riceve verte sugli strumenti d’opera. E’ quindi perfettamente ovvio che ogni Iniziatore differirà in virtù dello snodarsi della propria vita, e dei talenti da esso detenuti. Questa è la vita, profana o iniziatica che sia, e non possiamo sfuggire all'azione plasmante delle forze interne ed esterne che tendono a fare di noi un qualcosa di unico. Possiamo indirizzare queste forze, schermarle, rettificare i nostri elementi, e tutto questo si traduce nel forgiare un uomo nuovo, ma comunque unico. Ricordiamoci come il Maestro Michelangelo vedeva la scultura nel blocco grezzo di marmo. Ogni blocco è qualcosa di unico, così come unica è la scultura. L’iniziato è colui che opera su stesso, con gli strumenti e l’arte che gli sono stati conferiti. Il genio è individuale e sempre difforme.

L’insieme di questi fattori, assommati alle qualità del recipiendario, rendono l’iniziazione martinista cosa unica. La quale si estrinseca in un rapporto biunivoco e dinamico fra iniziatore ed iniziato.

Ecco quindi, in conclusione, che il martinismo, o almeno ciò che io intendo con tale parola, non ha come obiettivo quello di fare identico meraviglioso fiore da ogni seme, ma permette che da ogni diverso seme, nella pluralità che è ricchezza, splenda il miglior fiore possibile.
Per ottenere ciò l’iniziatore non deve prevaricare, ma assecondare. Così come l’associato non deve seguire stoltamente l’altrui passo, ma comprenderne la direzione. 



domenica 22 febbraio 2015

Gruppo Martinista Anubi - martinismo Sicilia


In data 21 Febbraio 2015, a Bari viene tradizionalmente e regolarmente costituito il gruppo martinista "ANUBI"

Auguriamo a tutti i fratelli e le sorelle un proficuo e costante lavoro teso alla reintegrazione dell'uomo nell'uomo, e dell'uomo nel divino.



" L'uomo sarà veramente rigenerato, quando non lo sarà in un solo pensiero, ma nel suo pensiero in generale, nelle sue parola, nelle sue opere, quando lo Spirito penetrerà ogni goccia del suo sangue, e l'uomo si rivestirà di LUI, si trasformerà in sostanza spirituale ed angelica. Soltanto allora l'uomo sarà, in spirito e verità, un Sacerdote del Signore."

Louis-Claude de Saint Martin

sabato 21 febbraio 2015

"LOGGIA STANISLAS DE GUAITA" - Martinismo Puglia




In data 21 Febbraio 2015, a Bari viene tradizionalmente e regolarmente fondata la "LOGGIA STANISLAS DE GUAITA"

Auguriamo a tutti i fratelli e le sorelle un proficuo e costante lavoro teso alla reintegrazione dell'uomo nell'uomo, e dell'uomo nel divino.

" L'uomo sarà veramente rigenerato, quando non lo sarà in un solo pensiero, ma nel suo pensiero in generale, nelle sue parola, nelle sue opere, quando lo Spirito penetrerà ogni goccia del suo sangue, e l'uomo si rivestirà di LUI, si trasformerà in sostanza spirituale ed angelica. Soltanto allora l'uomo sarà, in spirito e verità, un Sacerdote del Signore."


Louis-Claude de Saint Martin




Tale è la legge dispensatrice di una regalità futura, a vantaggio di chi consente al libero olocausto
della sua esistenza terrena: mentre l’uomo, cui un’aberrazione, per generosa che sia, vota al suicidio
puro e semplice; lungi dal consacrarsi Intelligenza rettrice di un ciclo futuro, associandosi alla
Provvidenza per condividerne le prerogative; costui accresce il suo cattivo destino col pessimo
destino della propria azione; appesantisce il suo Karma con un nuovo fatale bagaglio, col rischio di
venirne travolto.

STANISLAS DE GUAITA

lunedì 2 febbraio 2015

Gruppo Martinista Genova (Liguria) Martinez de Pasqually


01 Febbraio 2015,


Viene tradizionalmente edificato a Genova il Gruppo Martinista Martinez de Pasqually. 

Il Convivum Gnostico Martinista è aperto a tutti i fratelli e le sorelle che intendono camminare lungo un percorso iniziatico tradizionale, teso alla reintegrazione dell'uomo nell'uomo, e dell'uomo nel Divino. Questo percorso di conoscenza interiore viene coadiuvato dagli  strumenti, l'arte e la scienza che il Convivum trasmette, e che hanno come radice gli insegnamenti del maestro  Louis Claude de Saint Martin, la Cabala Cristiana, e lo Gnosticismo.


www.martinismo.net


La rabbia dei demoni, i quali hanno giurato di dissolvere e distruggere ogni specie di creazione; e ciò servendosi degli stessi uomini, nei quali insinuano una gran quantità di passioni materiali che sanno esser conformi alla debolezza dei sensi della vita materiale e spirituale; e per mezzo di queste insinuazioni, essi operano nei minori delle azioni opposte le une alle altre, mantenendole così nella confusione…L’accanimento dei demoni  nel disseminare dissensi tra gli uomini tende unicamente a far nascere in loro pensieri smisurati di orgoglio e ambizione, affinchè gli uomini vivano continuamente in discordia spirituale e che non conoscano il motivo e la causa del turbamento e delle pene alle quali sono condannati, e che possano perdere del tutto l’idea del culto che devono tributare al Creatore…I demoni hanno potere sulle forme  corporee di materia apparente; ma occorre sapere che i medesimi demoni non possono impedirne la reintegrazione delle sostanze spirituali che compongono le forme, non essendo queste sostanze derivate da loro. Possono anche distruggere la forma particolare ma non la forma generale terrestre, la quale non deve aver fine che nel tempo prescritto e limitato dal Creatore. 
(Martinez de Pasqually, Trattato sulla Reintegrazione degli Esseri)

Nasce a Monza (Lombardia) il gruppo martinista Daath



01 Febbraio 2015,


Nella città di Monza viene regolarmente e tradizionalmente costituito il Gruppo Martinista Daath. 

Il Convivum Gnostico Martinista è aperto a tutti i fratelli e le sorelle che intendono camminare lungo un percorso iniziatico tradizionale, teso alla reintegrazione dell'uomo nell'uomo, e dell'uomo nel Divino. Questo percorso di conoscenza interiore viene coadiuvato dagli  strumenti, l'arte e la scienza che il C:::G:::M::: trasmette, e che hanno come radice negli insegnamenti del maestro  Louis Claude de Saint-Martin, la Cabala Cristiana, e lo Gnosticismo.

www.martinismo.net

eremitadaisettenodi@gmail.com


Che le parole del nostro Venerato Maestro siano sempre presente nei nostri cuori:

“Di questo  fuoco sacro, Egli invia in tutte le facoltà del nostro essere simili emanazioni che a loro volta, ripetendo incessantemente la loro azione in tutto ciò che ci compone, moltiplicano così continuamente la nostra attività spirituale, le nostre virtù e le nostre luci. Ecco perché è così utile elevargli un tempio nel nostro cuore. Oh uomini di desiderio! Uniamoci per contemplare in un santo tremore l’estensione dell’amore, delle misericordie e delle potenze del nostro Dio. “

 Louis Claude de Saint-Martin







Lo studio della Cabala rappresenta uno degli elementi della Tradizione Occidentale affrontati nel piano di studi proposto dal Convivium Gnostico Martinista.

Uno studio che si traduce, lungo il percorso, in pratica legata ai rituali che l'iniziato dovrà porre in essere.


sabato 10 gennaio 2015

Convivium Gnostico Martinista - Presentazione




Solitamente quando la ventura e il desiderio ci spingono sulle pagine di un ordine o una struttura martinista le informazioni che deduciamo da esse sono in genere abbastanza stereotipate. Esse trattano di qualche nozione attorno alla storia dell'organizzazione, del Papus, di Louis Claude de Saint-Martin, o riportano frammenti della storia del martinismo o qualche lavoro di maestri e associati. Al viandante di desiderio non rimane, spesso, che rimettersi al caso, e bussare per poi attendere di ricevere informazioni, spesso vaghe, attorno ai rudimenti della scienza e dell'arte martinista. Noi abbiamo deciso di perseguire altra via, in quanto riteniamo che giunti nel terzo millennio questioni legate ad antiche fratture, quasi sempre riconducibili a questioni umane, siano ben poca cosa su cui fondare scuole di filosofia e di mestiere. Ancora riteniamo che ciò che è oggi rilevante non è tanto, come gli ultimi soldati giapponesi nelle foreste filippine, difendere la forma ricevuta, spesso non capita e sovente oramai lettera morta, quanto piuttosto offrire, nei limiti delle nostre possibilità, un complesso docetico e di strumenti d'opera che risponda ad una duplice istanza: coesione rituale, e radicamento in una tradizione. Ecco perchè non ci rivolgiamo a quei fratelli e sorelle in cerca di facili avanzamenti in rotta con le strutture di origine, e neppure a quei bussanti che hanno come desiderio la dialettica e il relativismo. Bensì a coloro che desiderano operare con armonia e solerzia con altri fratelli e sorelle all'interno di un perimetro rituale e tradizionale ben delimitato. Uno spazio che non si riconosce formalismi vuoti, mal digeriti e mal compresi, e neppure in umorali questioni di alcuni decenni fa, ma che affonda la propria identità e sostanza attorno alla filosofia e all'opera il cui seme è la formula pentagrammatica.

1. Convivium Gnostico Martinista
Il Convivium Gnostico Martinista è una realtà iniziatica, manifesta sul piano quaternario e operativa, composta da uomini e donne autenticamente animati dal desiderio di riconoscersi in una visione tradizionale della ricerca e del lavoro spirituale.
E’ realtà iniziatica, in quanto si accede agli insegnamenti e agli strumenti che il Convivum pone a disposizione tramite una regolare e tradizionale associazione.
E’ realtà manifesta sul piano quaternario, perchè il Convivium è dotato di strutture ed articolazioni territoriali.
E’ realtà operativa, in quanto agli associati al Convivium è richiesta una laboriosa Opera Interiore tramite strumenti formativi ed informativi.
Quanto sopra evidenziato, risulta dal nostro assoluto convincimento che il martinismo sia una forma aggregativa tradizionale: un perimetro energetico ed iniziatico. Riteniamo che solamente l'aderenza di tale forma alla tradizione cristiana possa permettere di sviluppare dei lavori individuali e collettivi che abbiano sostanza di realtà. Ecco quindi come il Convivium Gnostico Martinista trae la propria linfa vitale dal Cristianesimo, attraverso le nostre radici iniziatiche ed operative che si riconoscono: nello Gnosticismo Alessandrino, nella Cabala Cristiana, in Martinez de Pasqually, in Louis Claude de Saint Martin, e nell'Ordine Martinista del Papus.
Il Convivium Gnostico Martinista articolando al proprio interno la Fraternitas Gnostica Abraxas e la Sovrana Loggia Horus è in grado di proporre ai propri associati un completo percorso di perfezionamento filosofico e spirituale, e sviluppare una maggiore coesione eggregorica, in quanto tutto è raccolto e niente dissipato.
Per questi motivi, seppur nel rispetto delle altrui scelte, guardiamo con diffidenza la deriva teosofica e relativista che sembra aver investito tante altre istituzioni iniziatiche, dando vita ad una serie di formali distinzioni basate più su personalismi che non su una reale distinzione operativa e docetica.

2. Obiettivi
La finalità che persegue il Convivium Gnostico Martinista è quella della reintegrazione dell'uomo nell'uomo e dell'uomo nel Divino Immanifesto, condizione necessaria che deve essere acquisita da ogni uomo e donna di Conoscenza, per poter compiere il ritorno alla Dimora Celeste. Il Convivium mette quindi a disposizione dei fratelli e sorelle regolarmente e tradizionalmente associati un piano di studi e una formazione costante sotto gli influssi spirituali della Santa Gnosi, dei Maestri Passati, e l'assistenza dei fratelli e sorelle esperti.
E' intendimento del Convivium formare degli uomini di Conoscenza che siano filosofi, in quanto padroneggiano la scienza tradizionale, maghi, in quanto capaci di realizzare mutamenti interiori, e sacerdoti, in quanto capaci di amministrare il rapporto con il divino interiore.
Per questo il percorso è informativo, formativo e graduale.
Associato Incognito - Iniziato Incognito - Superiore Incognito - Superiore Incognito Iniziatore
3. Strumenti dell'Opera
L'opera del Convivium Gnostico Martinista trova la propria identità e centralità nella formula pentagrammatica. E' attraverso il laborioso mistero di questa parola di potere che è perseguito il lavoro di reintegrazione individuale e collettiva. Tale Opera è posta in essere attraverso i seguenti strumenti:
1. Rituale Giornaliero Individuale.
2. Rituale di Purificazione Mensile Individuale.
3. Rituale di Loggia Collettivo (avente natura di complementarità all'opera proposta, che è sostanzialmente individuale)
4. Rituale Eucaristico Collettivo.
5. I Quattro Rituali di Plenilunio.
6. Rituale Solstiziale. (in terzo e quarto grado)
7. Rituale Equinoziale. (in terzo e quarto grado
8. Pratica di meditazione a distanza
I lavori sono modulati in virtù del grado ricoperto e delle attitudini individuali, e hanno natura sia cardiaca che teurgica, in quanto consideriamo ogni tentativo di porre l'una innanzi all'altra solamente una speculazione accademica priva di sostanza e discernimento.
4. Articolazione
Il Convivium Gnostico Martinista è retto da un Sovrano Reggente (Elenandro XI) che ha il compito di coordinare i lavori dei fratelli e delle sorelle, di promuovere la revisione periodica dei rituali, di vigilare sul rispetto delle norme di fratellanza e sulla coesione eggregorica. Egli è il primo servitore di tutti i fratelli e le sorelle. Tale incarico è a vita. Nello svolgimento della sua funzione viene coadiuvato da due Venerabili Maestri Aggiunti (Aspasia ed Iperion), e dal collegio dei Terzi e dei Quarti il quale ha valenza consultiva e propositiva.
I fratelli e le sorelle sono raccolti in Logge sotto la guida dei rispettivi Filosofi, o in gruppi guidati da un Fratello Maggiore . Il Filosofo non è necessariamente un Superiore Incognito Iniziatore, ma deve avere in sé i requisiti formali e sostanziali di Fratello Maggiore che umilmente e pazientemente si pone al servizio degli altri fratelli. Il Fratello Maggiore dispone di un rituale di lavoro collettivo, in modo che quei fratelli e sorelle che non sono ancora inseriti all'interno di una Loggia costituita, ma territorialmente contigui, possono ritrovarsi a lavorare collegialmente.
Sono inoltre esistenti Logge affiliate al Convivium Gnostico Martinista, che accettano di utilizzare durante i loro lavori collettivi il Pantacolo del Convivium; altresì i loro membri accettano di includere durante i loro lavori giornalieri il Pantacolo del Convivium e il Salmo della Fratellanza del Convivium.

5. Associazione al Convivium Gnostico Martinista
Il Convivium Martinista non pone nessuna esclusione basata sul sesso o sulla razza, ma pretende che i suoi associati abbiano ricevuto un sigillo cristiano. In quanto riteniamo che questa forma di martinismo sia un rito di perfezionamento in ambito cristiano, e come tale necessita la presenza, nell’associato, di quel patrimonio culturale, psicologico ed iniziatico proprio del cristianesimo.
Nessuna esclusione in base a requisiti formali quali il sesso o la razza è prevista per i gradi superiori.
E’ possibile accedere al Convivium Gnostico Martinista a seguito di una preventiva verifica dei requisiti formali e sostanziali del bussante, a cui seguirà l’esercizio in una pratica meditativa preparatoria all’associazione, che può avvenire da uomo ad uomo oppure in loggia.
E’ richiesto da parte degli associati un costante lavoro filosofico ed operativo, e quindi tendiamo a sconsigliare la semplice richiesta di informazioni a coloro che non sono in grado di gestire minimamente la propria vita quotidiana.
E' prevista una capitazione annuale di 50 euro che andrà a coprire le varie spese di segreteria e di materiale cartaceo fornito, tale capitazione deve essere versata entro il mese di Gennaio di ogni anno.

6. Fraternitas Gnostica Abraxas
Per quei fratelli e quelle sorelle che dimostrino una volontà di comprendere ed essere cosa unica con la Santa Gnosi è data la possibilità di essere accolti nella Fraternitas Gnostica Abraxas, fratellanza gnostica cristiana di tradizione alessandrina. Si accede alla Fraternitas al termine di un percorso di progressiva spoliazione, che si conclude con alcuni Voti Solenni che il fratello e la sorella prendono. Questi voti riguardano una serie di impegni ed obblighi alimentari, morali e spirituali, con particolare riguardo all'adulterio nei confronti dello Spirito.La docetica attraveso la quale si provvederà a fornire gli adeguati strumenti e l'arte di utilizzo degli stessi, non potrà che articolarsi attraverso un recupero dei testi gnostici e del cristianesimo primitivo, che per la loro ricchezza simbolica ed operativa potranno svolgere funzione sia formativa che informativa. Indichiamo ad esempio: La biblioteca di Nag Hammadi - Pistis Sophia - I Vangeli Apocrifi - Nuovo Testamento - Filocalia - la Mistica Cristiana - Elementi di Teologia. Sarà posta la dovuta attenzione allo studio della mitologia greca, egizia, delle loro religioni, e dei culti misterici che animavano il cuore occulto di queste correnti magiche-operative. Onde evidenziare così quella radice spirituale che anima queste forme. Il piano di studio e di lavoro sarà in seguito debitamente composto ed articolato, in modo tale da pervenire ad una comprensione intellettuale e psicologica dello spirito che ha animato gli antichi gnostici, e potere quindi utilizzare nel modo maggiormente opportuno tutte le potenzialità del mito e del simbolo.  Il Superiore Incognito del Convivium Gnostico Martinista che ne faccia richiesta può essere consacrato a Sacerdote della Fraternitas, così come al Sacerdote è riconosciuto come Superiore Incognito.
7. Ecce Quam Bonum
E' la rivista aperiodica del Convivium Gnostico Martinista, legata temi filosofici e storici del martinismo e della docetica del Convivium Gnostico Martinista. Liberamente scaricabile da queste pagine, è aperta al contributo di tutti i fratelli e le sorelle del Convivium Gnostico Martinista così come ai fratelli e le sorelle degli ordini in fraterna comunione.
Uno dei cardini del Convivium Gnostico Martinista è rappresentato dalla divulgazione rivolta indifferentemente verso iniziati e profani, in modo da poter fornire riflessioni e materiale di studio ai primi, e qualche risposta attorno alla Tradizione ai secondi. In una società come quella moderna dove la cattiva e parziale informazione imperversa ovunque, i nostri contributi cercano di sanare quella frattura che spesso si riscontra fra quanto è posto nel perimetro iniziatico, e quanto è posto al suo esterno. Seppur l'informazione non può sostituire la formazione, essa è comunque un momento necessario di lavoro filosofico.
Possono inviare materiale alla rivista sia i fratelli e le sorelle del Convivium Gnostico Martinista, che delle altre realtà in comunione fraterna al seguente indirizzo email: eremitadaisettenodi@gmail.com .

8. Fratellanza Martinista Italiana

Il Convivium Gnostico Martinista aderisce alla Fratellanza Martinista Italiana, associazione che nasce il 27 Settembre 2014 durante lo storico Convento di Padova che ha vista lavorare armoniosamente oltre 120 fratelli e sorelle di vari Ordini operanti in Italia. La Fratellanza Martinista raccoglie ad oggi otto Ordini Martinisti, che hanno sottoscritto un comune protocollo, e vuole rappresentare una realtà in grado di custodire e divulgare la tradizione del martinismo italico, e al contempo di preservare quest'ultimo dal triste mercimonio di patenti che spesso pare essere ambizione carnale di troppe giovani e meno giovani anime. La Fratellanza Martinista Italiana è retta da una segreteria formata da quattro grandi maestri di cui uno è il Sovrano Reggente del Convivium Gnostico Martinista, raccoglie al proprio interno una Loggia della Grande Maestranza, e dispone di una propria rivista divulgativa Il Trilume. L'adesione a tale struttura vuole da un lato dimostrare la non esistenza di impedimenti legati a personalismi, e dall'altra il riconoscimento del giusto processo formativo in ambito martinista.

Martinist Gnostic Convivium -



Usually, when the emprise and the desire brings us onto the pages of a Martinist structure or order, the inferred information is not seldom relatively stereotyped. They briefly speak about the organization history, or Papus', or Louis Claude de Saint-Martin's; or they report fragments on the history of Martinism, as well as some masters' and associates' works. Thus, often, the desirous wanderer can do nothing but leave him/herself to the faith; so s/he will knock to those doors only to wait to receive information around the general principles of the Martinist art and science. Information which is, more often than not, vague. We have decided to pursue another path, because of our belief that, in the third Millennium, it is perilous and unstable trying to found crafts and philosophy schools on issues linked to ancient rifts – most of them ascribable to human situations only. Moreover, we believe that defending the formality received – usually not understood and oftentimes already become a “dead letter” – had had to be the main task of the last WWII Japanese soldiers in the Philippines forests; it has not to be ours. Thus, we are trying to offer, to the extent possible, a guidance structure and work instruments which can answer to a twofold issue: ritual cohesion, and entrenchment in a Tradition. This is the reason why we are not addressing those brethren and sistren who are searching easy advancements, who are in breach with their original structures; nor are we searching for candidates who desire dialectics and relativism above all. Instead, we are addressing those who are willing to operate in harmony and zeal among and with other brethren and sistren inside a well-defined and delimited ritual and traditional perimeter. A space, which does not recognize itself in meaningless formalisms, badly digested and misunderstood, nor in ten and more year-old mood disorders. Nevertheless, a space, which dunks its identity and substance inside the work, and philosophy. And its seed is represented by the pentagrammaton formula.



1. Martinist Gnostic Convivium

The Martinist Gnostic Convivium is an initiatic and operative reality, revealed on the quaternary level. It puts together men and women authentically enliven at the desire of recognize oneself in a traditional vision about research and spiritual work.
It is an initiatic reality, since the way to reach the teachings and the instruments which the Convivium disposes of is to having received a regular and traditional association.
It is a manifested on the quaternary level reality, since the Convivium can rely on territorial structures and joints.
It is an Operative reality, since an industrious Interior Work is demanded to the Convivium Associates, through informational and formational instruments.
What has been asserted here is the result of our absolute conviction that Martinism is a traditional form of aggregation, so: an energetic and initiatic perimeter. We believe that only its cohesion to the Christian Tradition can allow us to develop individual and collective works which have a substance of reality. Thus, this is the reason why the Martinist Gnostic Convivium gleans its vital nourishment from Christianity, through our esoteric and operative roots, which acknowledge themselves in the Alexandrine Gnosticism; in the Christian Cabala; in Martinez de Pasqually; in Louis Claude de Saint-Martin; and in Papus' Martinist Order.
The Martinist Gnostic Convivium, structuring the Gnostic Fraternitas Abraxas and the Sovereign Lodge Horus within itself, does have the power to offer to its associates a whole path of philosophical and spiritual enhancement, developing to a greater extent the egregoric cohesion, since everything is gathered, nothing is dispelled.
For these reasons, although respectful of the others' choices, we cannot help in receiving with mistrust the theosophical and relativistic astray which seems to have touched many others initiatic institutions, thus leading the way to an infinite series of formal distinctions, which are more based on egotisms rather than on real operative and guidance differences.



2. Objectives

The Martinist Gnostic Convivium seeks the purpose of the reintegration of the man into the man, and of the man into the Un-manifested Divine, necessary condition that has to be acquired by every man and woman of Knowledge, in order to accomplish the return trip to the Celestial Abode. Thus, the Convivium gives to the regularly and traditionally associated brethren and sistren a curriculum and a constant formation under the Saint Gnosis spiritual influences, and under the Past Masters’, and assistance of the experts among the brethren and sistren themselves.
It is a Convivium intention to form men and women of Knowledge who will be philosophers, inasmuch as they will master the traditional science; magus, inasmuch as they will realize inner changes; and ministers, inasmuch as they will be able to control connection with the inner divine.
This is the reason why the path is informative, formative, and gradual.
Unknown Associate – Unknown Mystic – Unknown Superior – Unknown Superior Initiator



3. The Work Instruments

The Martinist Gnostic Convivium work finds its centrality and its identity into the pentagrammaton formula. It is through the industrious mystery of this word of power that the collective and individual reintegration work is pursued. This Work is implemented through the following instruments:



1. Daily Individual Ritual;
2. Monthly Individual Purification Ritual;
3. Collective Lodge Ritual (which must be considered as complementary to the proposed work, which remains essentially individual);
4. Collective Eucharistic Ritual;
5. The Four Full Moon Rituals;
6. Solstice Ritual (for the third and fourth grades only);
7. Equinox Ritual (for the third and fourth grades only);
8. Remote Meditation Practice.

The works are pitched on a grade-performed basis and on the individual attitude, and they both have a cardiac and teurgic nature, since we consider every attempt to put one above the other to be only an academic speculation, both unsubstantial and undiscerning.



4. Structure

The Martinist Gnostic Convivium is held by a Ruling Sovereign (Elenandro XI), who has the task of coordinating the brethren and sistren’s works, of promoting the periodic rituals revision, of monitoring on the respect of brotherhood and egregoric cohesion rules. He is his brethren and sistren's main servant. This appointment is for life. In executing his function, he is assisted by two Added Worshipful Masters (Aspasia and Iperion), and by the Thirds and Fourths college, which has advisory and proactive powers.
The brethren and sistren are gathered in Lodges, under the guide of their respective Philosophers, or in groups guided by an Elder Brother. The Philosopher may not necessarily be an Unknown Superior Initiator, but s/he has to possess in his/her inner self the formal and substantial requisites, proper of an Elder Brother, who patiently and on bended knee puts his/herself at the other brethren and sistren's service. The Elder Brother has a collective work ritual available, so that those brethren and sistren who are not inserted in a constituted Lodge yet – and they are territorially contiguous – can meet and collectively work together.
Lodges affiliated to the Martinist Gnostic Convivium are also present. They accept to use the Convivium Pantacle during their works. Moreover, their members accept to include the Convivium Pantacle and the Convivium Brotherhood's Psalm during their daily works.



5. To be associated to the Martinist Gnostic Convivium

The Martinist Convivium excludes no one on a sexual or racial basis, but demand that its associates have had received a Christian seal. In fact, we hold the conviction that this form of Martinism is to be considered as an enhancement path in a Christian environment. Thus, it needs the presence of that cultural, psychological, and initiatic heritage typical of Christianity in the associate.
No exclusion based on formal requisites like gender or race has to be expected for the superior grades.
It is possible to accede to the Martinist Gnostic Convivium after a precautionary check on the candidate's formal and substantial requisites. Afterwards, meditation practice – preparatory to the association – will follow, either man-to-man or in Lodge.
A constant philosophical and operative work is requested to the associates; thusly we tend to discourage even a simple information request from those who are not nearly able to manage their daily life.
A 50 euros yearly capitation is required, which will cover all the various administrative expenses, as well as the provided paper material. This capitation has to be deposit each year within the month of January.



6. Gnostic Fraternitas Abraxas

For those brethren and sistren who would demonstrate to be willing to comprehend and to be a unique being with the Saint Gnosis, it is given the possibility to be welcomed into the Gnostic Fraternitas Abraxas, a Christian Gnostic Brotherhood based on the Alexandrine Tradition. To accede to the Fraternitas, a brother or a sister has to complete a progressive deprivation process, which is concluded with some Solemn Vows taken by the brother and the sister. These vows concern a series of dietary, moral, and spiritual duties and commitments, with a particular regard against the Spirit’s adultery. The guidance through which the adequate instruments will be provided, along with the art in the employment of the latter, can be structured in no way but trough the recovery of the primitive Christianity gnostic texts, which will perform both an informative and formative function, thanks to their symbolic and operative treasure. We can recommend – as an example: Nag Hammadi's library; Pistis Sophia; the Apocryphal Gospels; the New Testament; Filocalia; the Christian Mystique; Theology Elements. An appropriate attention will be given to the study of the Greek and Egyptian mythologies, as long as to their religions, and to the mysteric cults, which had animated the occult heart of these magic-operative currents. Hence, we try to highlight the spiritual root which enlightens these forms. The study and work plan will afterwards be duly assembled and well-structured, so that to reach an intellectual and psychological comprehension of the spirit, which has animated the ancient Gnostics, and in order to exploit in the best way possible all the myth and symbol potentialities. The Convivium Unknown Superior who asks to join the Fraternitas will be recognized with the grade of Minister; similarly, to the Fraternitas Minister is recognized the grade of Unknown Superior.



7. Ecce Quam Bonum

It is the Martinist Gnostic Convivium aperiodical magazine, linked to Martinism philosophical and historical themes, as long as to those topics proper of the Convivium itself. Freely downloadable from these very pages, it is opened to the Martinist Gnostic Convivium brethren and sistren's contributions, along with the ones of the brethren and sistren affiliated to Orders in fraternal communion with the Convivium.
One of the Martinist Gnostic Convivium cornerstone is represented by the divulgation, which is oriented indifferently towards initiates and profanes, in order to provide the former with considerations and study material, and the latter with some answers on the Tradition. In a society like the modern one, when the bad and/or incomplete information is all the rage, our contributions try to heal the fracture that it is usually observed between what is within the initiatic perimeter, and what is not. Although the information cannot be a formation substitute, it is nevertheless a necessary moment of philosophical work.
The Martinist Gnostic Convivium brethren and sistren, as long as those affiliated to other orders in fraternal communion with the Convivium, can send materials for the magazine at the following e-mail address:



8. Italian Martinist Brotherhood

The Martinist Gnostic Convivium endorses the Italian Martinist Brotherhood, association born on September 27th, 2014 during the historical Padua's Cloister, which has seen more than 120 brethren and sistren from various Italian Orders working in harmony. The Martinist Brotherhood gathers to this day eight Martinist Orders, which have subscribed a common protocol. The Brotherhood wants to represent a reality proficient of guarding and spreading the Italic Martinist tradition. At the same time, it wants to prevent the latter from being sadly commercialized; practice that has been oftentimes a carnal ambition of too many young and not-so-young souls. The Italian Martinist Brotherhood is held by a Secretariat formed by four Grand Masters – one of them being the Martinist Gnostic Convivium Ruling Sovereign. It includes a Grand Masters’ Lodge and has a publicity magazine itself: Il Trilume. On one hand, the subscription to this structure wants to demonstrate that there are no obstacles linked to individualisms. On the other hand, it wants the acknowledgment of the just formative process in a Martinist environment.

Translated by Giovanni