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mercoledì 21 agosto 2013
Aforismi di Eliphas Lévi
"I Tarocchi sono una macchina filosofica, che evita alla mente di divagare, pur lasciandole iniziativa e libertà; si tratta di matematica applicata all'assoluto, l'unione di ciò che è logico con ciò che è ideale, come una combinazione di pensieri esatti tanto quanto i numeri, forse la concezione più semplice e più grande del genio umano."
"Una volontà lucida può agire sulla massa della luce astrale e, col concorso di altre volontà che essa assorbe e seco trascina, determinare grandi e irresistibili correnti..."
"È una fatica di Ercole che assomiglia ad un gioco da bambini" dicono i maestri della santa scienza
"Ogni intenzione, che non si manifesta per mezzo di atti, è una vana intenzione, e la parola che la esprime una parola inutile; è l'azione che dà la prova della vita ed è pure l'azione che prova e dimostra la volontà"
"Il Grande Maestro ha dunque rivelato un mistero della scienza magica positiva quando ha detto: Volete accumulare carboni ardenti sul capo di chi vi ha fatto del male? Perdonategli e fategli del bene!..."
"Chi si dedica alle opere della scienza deve giornalmente muoversi con moderazione, astenersi dalle veglie troppo prolungate e seguire un regime sano e regolare...deve soprattutto distrarsi tutti i giorni dalle preoccupazioni magiche con occupazioni materiali o lavorando sia in arte sia nell'industria, sia anche ad un mestiere. Mezzo per ben vedere è quello di non guardare sempre, e chi passasse tutta la sua vita a mirare sempre allo stesso scopo finirebbe per non mai raggiungerlo."
giovedì 18 luglio 2013
Se vuoi regnare su te stesso e sugli altri, impara a volere
"Se vuoi regnare su te stesso e sugli altri, impara a volere... Come possiamo imparare a volere? Particolari apparentemente insignificanti, e in se stessi insignificanti al fine voluto, conducono nonostrante tutto a questo fine mediante l'affinamento e l'esercizio della volontà... L'uomo può essere trasformato fino ad assumere una seconda natura. Con la perseveranza e graduali esercizi atletici, le energie e l'agilità del corpo si sviluppano o si creano ad un livello sorprendente. Lo stesso avviene con i poteri dell'anima."
Eliphas Levi
Il martinismo è un perimetro operativo, simbolico, e rituale. L'operatore che si pone in esso non può pretendere di operare in virtù della semplice ripetizione di gesti, suoni, ed operazioni, bensì in virtù della propria capacità di vivificare questi strumenti, ed attingere dalla vitale coscienza suprema che li ispira. Così dobbiamo studiare per alimentare la nostra mente, così dobbiamo meditare per ampliare e rettificare le nostre conoscenze, così dobbiamo raccogliere le energie ed evitare la loro dispersione. Non vi può essere reale opera che non sia quella che ha una visione integrale dell'individuo.
lunedì 6 maggio 2013
Note Storiche sul Martinismo 2 - Aldebaran
MARTINISMO MODERNO
La realtà è quella che segue.
Nel 1888 il marchese Stanislas de Guaita (1861-1897) che, grazie a Josephin Péladan (1858-1918) aveva abbandonato la poesia indirizzandosi allo studio di Fabre d’Olivet, Henri Kunrath, Jacob Böhme ed Eliphas Levi, fondò a Parigi, assieme al Péladan che probabilmente fu il promotore dell’iniziativa, l’Ordine Kabbalistico della Rosacroce rinnovata, il cui Supremo Consiglio era composto, oltre a Guaita e Péladan, dal dottor Gérard Encausse (Papus), Borlet, Adam, Gabrol, Thorion, Augustin Chaboseau, Marc Haven, Sédir e l’abate Alta. “Gli scopi apparenti di questa associazione (come scrisse lo stesso Guaita) furono lo studio e la diffusione dell’occultismo. In realtà si trattava di una società segreta d’azione per l’elevazione individuale e reciproca, la difesa dei suoi membri, la rovina degli adepti della magia nera, la lotta per rivelare alla teologia cristiana magnifici esoterismi di cui esso è pieno a sua insaputa”.
Papus, nato a Corona – Spagna – il 13 luglio 1865, morto a Parigi nel 1916) era stato iniziato nel 1882 agli “Amici (o Intimi) di Saint-Martin” da Henri Delaage (1825-1882) che lo aveva consacrato Superiore Incognito. Augustin Chaboseau, a sua volta, aveva avuto la stessa trasmissione nel 1886 da una sua zia, Madame Amélie de Boisse Mortemart. Nel 1888, poco dopo la fondazione della Rosacroce kabbalistica (almeno secondo lo stesso Chaboseau e, poi, Robert Ambelain) Papus e Chaboseau si scoprirono ambedue discepoli legittimi e regolari di Louis-Claude de Saint-Martin, e si scambiarono reciprocamente le ricevute iniziazioni. Di qui la nascita, reale e certa, dell’Ordine Martinista come tale, primo ed unico, collegato a quello della Rosacroce kabbalistica per entrare nel quale ultimo era necessario possedere il terzo grado martinista.
La documentazione in proposito è chiara ed inequivocabile.
Papus – come afferma Jean Chaboseau – fu l’anima e l’animatore di questo movimento.
“L’esistenza di un Ordine Martinista è un fatto preciso e tutti sanno che esso fu fondato da Papus, già iniziato alla tradizione di Saint-Martin. Egli raccolse intorno a sé dei martinisti già iniziati come lui individualmente, per dare corpo a quest’Ordine che nacque nel 1891”.
L’Ordine Martinista conobbe una tale attività internazionale che non si può più parlare, oggi, di Saint-Martin o di martinismo senza evocare l’esistenza dell’Ordine Martinista. I suoi fondamenti erano e sono i seguenti: Sistema iniziatico in tre gradi: Associato (ordine esterno); Iniziato e Superiore Incognito (ordine interno). I Superiori Incogniti potevano divenire Liberi Iniziatori
mediante particolari investiture. “L’Ordine è essenzialmente spiritualista, combatte con tutte le sue forze l’ateismo ed il materialismo, e, in collegamento con le altre fratellanze iniziatiche, combatte l’ignoranza e dà al simbolismo la grandissima importanza che gli compete in tutte le serie iniziazioni. Non si occupa di politica e tanto meno di questioni d’ordine religioso. Permette e facilita gli studi, mantenendo la più assoluta tolleranza”.
“Quando si ritiene opportuno ed il numero degli Iniziati è sufficiente, si costituisce una loggia martinista, che è di proprietà del suo fondatore con la sola condizione di obbedienza ai regolamenti dell’Ordine, e sotto la riserva delle modifiche speciali che ciascun Sovrano Delegato Generale, nominato dal Supremo Consiglio o dal Gran Magistero, può stabilire nei paesi stranieri.
Così, più logge martiniste possono federarsi per formare un Gran Consiglio martinista sotto l’autorità di un Sovrano Delegato Generale o Gran Maestro Nazionale o Regionale”.
Tale via fu seguita con successo in Italia e negli Stati Uniti d’America e, in quest’ultimo Paese fino a quando si addivenne a Bruxelles, nel 1934, alla firma di quel trattato sul quale ci si astiene personalmente dall’emettere giudizi ritenendo peraltro necessario riferire – come facciamo in nota - quanto ne ha detto Jean Chaboseau.
Si trattava, quindi, di un Ordine iniziatico, a carattere misto, organizzato in parte su basi apparentemente massoniche, in parte sulla falsariga di quelle platoniche e pitagoriche.
La storia del Martinismo, nel periodo che va dalla sua fondazione ufficiale (1891) alla morte di Papus (1916), è la storia dell’affermazione continua – certa fino al 1914, data dell’inizio della prima guerra mondiale – di un movimento spiritualista a carattere iniziatico di cui si sono avuti rari esempi. Papus lo presiedette ininterrottamente. Nel 1892, con decreto di Stanislas de Guaita, fu elevato a membro della Camera di direzione del Supremo Consiglio rosacrociano e Delegato Generale dell’Ordine della Rosacroce kabbalistica per dieci anni, e alla morte di De Guaita ne divenne il successore. Da allora, sia pur lentamente, l’importanza della Rosacroce kabbalistica diminuì grandemente fin quasi a scomparire e ciò in seguito all’affermarsi continuo del Martinismo.
Uno dei principali componenti del Supremo Consiglio Martinista, Charles Detré (Teder) – secondo quanto ha scritto Constant Chevillon – preoccupato del “reclutamento di adepti praticato senza discriminazione”, unitosi ad altri, si sarebbe affiancato a Jean Bricaud (morto nel 1934) che aveva conosciuto Papus nel 1901 ed era stato fatto Superiore Incognito nel 1903, e, nel 1908 era
stato nominato Patriarca della Chiesa Gnostica universale (di Lione) di discendenza spiritica. Subito dopo tale nomina il Bricaud intensificò le relazioni con l’Ordine Martinista, avvantaggiandosi dell’alleanza con Teder allora segretario generale dell’Ordine, vedendo in esso un vasto vivaio per la Chiesa gnostica da lui presieduta. Vale anche la pena di accennare alle successive scoperte di Bricaud – alla morte di Papus – in seguito delle quali egli si sarebbe trovato a discendere direttamente da Martines de Pasqually (ciò che in allora non gli era noto) discendenza questa storicamente inattendibile e realmente fastidiosa. Tuttavia Bricaud, appoggiato sempre da Teder e da altri martinisti massoni intendeva escludere le donne dai gradi di probazione, reclutare i
martinisti tra i maestri massoni (o di grado superiore) farne altrettanti adepti per la Chiesa gnostica di Lione. Si voleva, in altri termini, modificare le regole dell’Ordine, farne praticamente un rito della massoneria e un gruppo di fedeli gnostici con patriarca Bricaud. Un primo passo su questa strada si realizzò nel 1911 con la stipulazione di un trattato d’amicizia fra le Chiese Gnostiche e
l’Ordine Martinista. Qui è quanto mai necessario, per la precisione storica smentire categoricamente quanto affermano arbitrariamente tutti i testi sul martinismo pubblicati dopo l’avvento di Bricaud a Gran Maestro dell’Ordine Martinista di Lione, e cioè che la sua Chiesa gnostica sia diventata, dopo la firma di quel trattato, la Chiesa ufficiale del Martinismo. Il documento, segnato da Papus e da Jean II Bricaud, dice testualmente: “Entre les pouvoirs soussignés: 1°. Le Suprême Conseil del’Ordre Martiniste siégeant à Paris;2° Le Suprême Conseil du Haut Synode de l’Eglise gnostique universelle, siégeant à Lyon, représenté par leurs délégués munis des pouvoirs nécessaires, il a été convenu ce que suit : 1) – Un traité d’alliance est signé entre les deux Puissances ; 2) – L’Ordre Martiniste ne reconnaît comme Patriarche régulier de l’Eglise gnostique que Jean II, qui a été régulièrement consacré, muni de tous le pouvoirs de consécration et reconnu comme seul Patriarche ; 3) – Les évêques gnostiques consacrés par Jean II seront admis à titre de membres honoraires du Suprême Conseil Martiniste. Les membres titulaires du Suprême Conseil Martiniste seront admis à titre de membres honoraires du Suprême Conseil du Haut Synode de l’Eglise gnostique universelle ; 4) – Un centre de l’Eglise gnostique universelle sera organisé à Paris sous l’obédience du Patriarche Jean II, de Lyon. La Revue L’Initiation devient l’organe officiel de l’Eglise gnostique universelle. Le présent traité a été ratifié par les deux Puissances ci-dessous énoncées. A la suite de cette alliance fraternelle, tous les délégués martinistes qui voudraient faire partie de l’Eglise gnostique universelle sont prié de s’adresser au Suprême Conseil Martiniste. Papus, Jean II Bricaud».
Non vi è dunque alcun cenno che la Chiesa gnostica di Bricaud divenga la Chiesa ufficiale del Martinismo, il che non è neppur pensabile senza infirmare le basi fondamentali e programmatiche dell’Ordine, che – come già detto – dichiarano che esso « non si occupa di questioni d’ordine religioso » e « mantiene la tolleranza più assoluta ». Come, d’altronde, conciliare la presunta imposizione di una Chiesa ufficiale ai membri di un Ordine che ammette persone di ogni tendenza e culto purché non siano atei o materialisti? Come appare evidente dal testo dello stesso trattato vi fu sottolineato lo scambio di titoli a carattere onorifico e, per la verità, molteplici vantaggi per Bricaud e la sua Chiesa. Le conseguenze di questa pretesa ufficialità della Chiesa gnostica, ed il
richiamo al trattato – interpretato proditoriamente secondo la visione di Bricaud – nonché la promulgazione, nel 1913, di nuovi rituali di estrazione massonica, compilati dal Teder, provocarono ben presto quanto vedremo.
Note
13 Fondamenti dell’Ordine Martinista pubblicati a Parigi nel 1893. Va notato che essi sono sempre stati rispettati in Italia e furono la base sulla quale si addivenne, in Ancona, alla fusione dei gruppi isolati con l’Ordine Martinista sedente a Venezia sulla Grande Montagna.
14 Regolamenti complementari per i presidenti di Logge ed i Liberi Iniziatori, pubblicati nel 1893.
15 Cfr. Lettera di J. Chaboseau del settembre 1947 ai martinisti francesi: “Un’organizzazione internazionale che si pretende superiore a tutte le altre e che si presenta come abilitata (da chi non lo si saprà mai) a regolarizzare le società dette iniziatiche, ha incorporato a Bruxelles, nel 1934, il Martinismo: ha riconosciuto come solo “regolare” l’Ordine Martinista e Sinarchico di Blanchard e, nel 1939, fu quello presieduto da Augustin Chaboseau che, a sua volta, fu “riconosciuto”. I legami di questa organizzazione, la F.U.D.O.S.I. (Federazione Universale degli Ordini e Società Iniziatiche) con l’A.M.O.R.C degli Stati Uniti e diverse altre società analoghe, interdiscono ad ogni persona di buona fede di prenderle troppo sul serio”.
16 Anche per quanto si riferisce a quella parte dell’organizzazione che può apparire di natura paramassonica, va chiarito che si tratta di forme prese dalle organizzazioni cavalleresche e dalle religioni militari che, a loro volta, le presero da precedenti organizzazioni iniziatiche. Ragion per cui si può dire che il Martinismo, in quanto Ordine iniziatico si è richiamato alle antiche organizzazioni del suo tipo, come del resto è vero, e per niente affatto a quelle massoniche. Ciò accadde, invece, dopo che furono posti in uso i rituali del Teder ed i Costituti di Bricaud.
17 In effetti, fin dal 1893 due soli membri del Supremo Consiglio erano attivi: Papus e De Guaita e, in tal periodo e successivamente tutta l’attività dell’Ordine kabbalistico si estrinsecò nel rilascio dei diplomi di baccelliere e dottore inKabbalah. A dir poi il vero, tali diplomi si ottenevano con tesi che con la Kabbalah nulla avevano da dividere. (Cfr. G. Ventura: “La R+C del Tempio e del Graal e il Sâr Merodack Péladan” in Vie della tradizione – Palermo – 1974 Nr. 13.
18 Nel trattato si parla soltanto dei vescovi gnostici e dei membri del Supremo Consiglio martinista. Si accenna poi, nell’ultimo periodo ai “delegati martinisti” che “desiderano”. Non c’è alcun accenno ai martinisti dei tre gradi e, tanto meno al fatto che la Chiesa gnostica diventi chiesa ufficiale del Martinismo. Come si vede, si è trattato di una interpretazione errata, probabilmente voluta, alla morte di Papus, per ragioni di carattere reclutatorio che il Bricaud intendeva rivolgere verso determinati strati della Massoneria. In proposito si suggerisce di consultare qualche scritto sulla Chiesa gnostica nel bollettino nr. 3.
La realtà è quella che segue.
Nel 1888 il marchese Stanislas de Guaita (1861-1897) che, grazie a Josephin Péladan (1858-1918) aveva abbandonato la poesia indirizzandosi allo studio di Fabre d’Olivet, Henri Kunrath, Jacob Böhme ed Eliphas Levi, fondò a Parigi, assieme al Péladan che probabilmente fu il promotore dell’iniziativa, l’Ordine Kabbalistico della Rosacroce rinnovata, il cui Supremo Consiglio era composto, oltre a Guaita e Péladan, dal dottor Gérard Encausse (Papus), Borlet, Adam, Gabrol, Thorion, Augustin Chaboseau, Marc Haven, Sédir e l’abate Alta. “Gli scopi apparenti di questa associazione (come scrisse lo stesso Guaita) furono lo studio e la diffusione dell’occultismo. In realtà si trattava di una società segreta d’azione per l’elevazione individuale e reciproca, la difesa dei suoi membri, la rovina degli adepti della magia nera, la lotta per rivelare alla teologia cristiana magnifici esoterismi di cui esso è pieno a sua insaputa”.
Papus, nato a Corona – Spagna – il 13 luglio 1865, morto a Parigi nel 1916) era stato iniziato nel 1882 agli “Amici (o Intimi) di Saint-Martin” da Henri Delaage (1825-1882) che lo aveva consacrato Superiore Incognito. Augustin Chaboseau, a sua volta, aveva avuto la stessa trasmissione nel 1886 da una sua zia, Madame Amélie de Boisse Mortemart. Nel 1888, poco dopo la fondazione della Rosacroce kabbalistica (almeno secondo lo stesso Chaboseau e, poi, Robert Ambelain) Papus e Chaboseau si scoprirono ambedue discepoli legittimi e regolari di Louis-Claude de Saint-Martin, e si scambiarono reciprocamente le ricevute iniziazioni. Di qui la nascita, reale e certa, dell’Ordine Martinista come tale, primo ed unico, collegato a quello della Rosacroce kabbalistica per entrare nel quale ultimo era necessario possedere il terzo grado martinista.
La documentazione in proposito è chiara ed inequivocabile.
Papus – come afferma Jean Chaboseau – fu l’anima e l’animatore di questo movimento.
“L’esistenza di un Ordine Martinista è un fatto preciso e tutti sanno che esso fu fondato da Papus, già iniziato alla tradizione di Saint-Martin. Egli raccolse intorno a sé dei martinisti già iniziati come lui individualmente, per dare corpo a quest’Ordine che nacque nel 1891”.
L’Ordine Martinista conobbe una tale attività internazionale che non si può più parlare, oggi, di Saint-Martin o di martinismo senza evocare l’esistenza dell’Ordine Martinista. I suoi fondamenti erano e sono i seguenti: Sistema iniziatico in tre gradi: Associato (ordine esterno); Iniziato e Superiore Incognito (ordine interno). I Superiori Incogniti potevano divenire Liberi Iniziatori
mediante particolari investiture. “L’Ordine è essenzialmente spiritualista, combatte con tutte le sue forze l’ateismo ed il materialismo, e, in collegamento con le altre fratellanze iniziatiche, combatte l’ignoranza e dà al simbolismo la grandissima importanza che gli compete in tutte le serie iniziazioni. Non si occupa di politica e tanto meno di questioni d’ordine religioso. Permette e facilita gli studi, mantenendo la più assoluta tolleranza”.
“Quando si ritiene opportuno ed il numero degli Iniziati è sufficiente, si costituisce una loggia martinista, che è di proprietà del suo fondatore con la sola condizione di obbedienza ai regolamenti dell’Ordine, e sotto la riserva delle modifiche speciali che ciascun Sovrano Delegato Generale, nominato dal Supremo Consiglio o dal Gran Magistero, può stabilire nei paesi stranieri.
Così, più logge martiniste possono federarsi per formare un Gran Consiglio martinista sotto l’autorità di un Sovrano Delegato Generale o Gran Maestro Nazionale o Regionale”.
Tale via fu seguita con successo in Italia e negli Stati Uniti d’America e, in quest’ultimo Paese fino a quando si addivenne a Bruxelles, nel 1934, alla firma di quel trattato sul quale ci si astiene personalmente dall’emettere giudizi ritenendo peraltro necessario riferire – come facciamo in nota - quanto ne ha detto Jean Chaboseau.
Si trattava, quindi, di un Ordine iniziatico, a carattere misto, organizzato in parte su basi apparentemente massoniche, in parte sulla falsariga di quelle platoniche e pitagoriche.
La storia del Martinismo, nel periodo che va dalla sua fondazione ufficiale (1891) alla morte di Papus (1916), è la storia dell’affermazione continua – certa fino al 1914, data dell’inizio della prima guerra mondiale – di un movimento spiritualista a carattere iniziatico di cui si sono avuti rari esempi. Papus lo presiedette ininterrottamente. Nel 1892, con decreto di Stanislas de Guaita, fu elevato a membro della Camera di direzione del Supremo Consiglio rosacrociano e Delegato Generale dell’Ordine della Rosacroce kabbalistica per dieci anni, e alla morte di De Guaita ne divenne il successore. Da allora, sia pur lentamente, l’importanza della Rosacroce kabbalistica diminuì grandemente fin quasi a scomparire e ciò in seguito all’affermarsi continuo del Martinismo.
Uno dei principali componenti del Supremo Consiglio Martinista, Charles Detré (Teder) – secondo quanto ha scritto Constant Chevillon – preoccupato del “reclutamento di adepti praticato senza discriminazione”, unitosi ad altri, si sarebbe affiancato a Jean Bricaud (morto nel 1934) che aveva conosciuto Papus nel 1901 ed era stato fatto Superiore Incognito nel 1903, e, nel 1908 era
stato nominato Patriarca della Chiesa Gnostica universale (di Lione) di discendenza spiritica. Subito dopo tale nomina il Bricaud intensificò le relazioni con l’Ordine Martinista, avvantaggiandosi dell’alleanza con Teder allora segretario generale dell’Ordine, vedendo in esso un vasto vivaio per la Chiesa gnostica da lui presieduta. Vale anche la pena di accennare alle successive scoperte di Bricaud – alla morte di Papus – in seguito delle quali egli si sarebbe trovato a discendere direttamente da Martines de Pasqually (ciò che in allora non gli era noto) discendenza questa storicamente inattendibile e realmente fastidiosa. Tuttavia Bricaud, appoggiato sempre da Teder e da altri martinisti massoni intendeva escludere le donne dai gradi di probazione, reclutare i
martinisti tra i maestri massoni (o di grado superiore) farne altrettanti adepti per la Chiesa gnostica di Lione. Si voleva, in altri termini, modificare le regole dell’Ordine, farne praticamente un rito della massoneria e un gruppo di fedeli gnostici con patriarca Bricaud. Un primo passo su questa strada si realizzò nel 1911 con la stipulazione di un trattato d’amicizia fra le Chiese Gnostiche e
l’Ordine Martinista. Qui è quanto mai necessario, per la precisione storica smentire categoricamente quanto affermano arbitrariamente tutti i testi sul martinismo pubblicati dopo l’avvento di Bricaud a Gran Maestro dell’Ordine Martinista di Lione, e cioè che la sua Chiesa gnostica sia diventata, dopo la firma di quel trattato, la Chiesa ufficiale del Martinismo. Il documento, segnato da Papus e da Jean II Bricaud, dice testualmente: “Entre les pouvoirs soussignés: 1°. Le Suprême Conseil del’Ordre Martiniste siégeant à Paris;2° Le Suprême Conseil du Haut Synode de l’Eglise gnostique universelle, siégeant à Lyon, représenté par leurs délégués munis des pouvoirs nécessaires, il a été convenu ce que suit : 1) – Un traité d’alliance est signé entre les deux Puissances ; 2) – L’Ordre Martiniste ne reconnaît comme Patriarche régulier de l’Eglise gnostique que Jean II, qui a été régulièrement consacré, muni de tous le pouvoirs de consécration et reconnu comme seul Patriarche ; 3) – Les évêques gnostiques consacrés par Jean II seront admis à titre de membres honoraires du Suprême Conseil Martiniste. Les membres titulaires du Suprême Conseil Martiniste seront admis à titre de membres honoraires du Suprême Conseil du Haut Synode de l’Eglise gnostique universelle ; 4) – Un centre de l’Eglise gnostique universelle sera organisé à Paris sous l’obédience du Patriarche Jean II, de Lyon. La Revue L’Initiation devient l’organe officiel de l’Eglise gnostique universelle. Le présent traité a été ratifié par les deux Puissances ci-dessous énoncées. A la suite de cette alliance fraternelle, tous les délégués martinistes qui voudraient faire partie de l’Eglise gnostique universelle sont prié de s’adresser au Suprême Conseil Martiniste. Papus, Jean II Bricaud».
Non vi è dunque alcun cenno che la Chiesa gnostica di Bricaud divenga la Chiesa ufficiale del Martinismo, il che non è neppur pensabile senza infirmare le basi fondamentali e programmatiche dell’Ordine, che – come già detto – dichiarano che esso « non si occupa di questioni d’ordine religioso » e « mantiene la tolleranza più assoluta ». Come, d’altronde, conciliare la presunta imposizione di una Chiesa ufficiale ai membri di un Ordine che ammette persone di ogni tendenza e culto purché non siano atei o materialisti? Come appare evidente dal testo dello stesso trattato vi fu sottolineato lo scambio di titoli a carattere onorifico e, per la verità, molteplici vantaggi per Bricaud e la sua Chiesa. Le conseguenze di questa pretesa ufficialità della Chiesa gnostica, ed il
richiamo al trattato – interpretato proditoriamente secondo la visione di Bricaud – nonché la promulgazione, nel 1913, di nuovi rituali di estrazione massonica, compilati dal Teder, provocarono ben presto quanto vedremo.
Note
13 Fondamenti dell’Ordine Martinista pubblicati a Parigi nel 1893. Va notato che essi sono sempre stati rispettati in Italia e furono la base sulla quale si addivenne, in Ancona, alla fusione dei gruppi isolati con l’Ordine Martinista sedente a Venezia sulla Grande Montagna.
14 Regolamenti complementari per i presidenti di Logge ed i Liberi Iniziatori, pubblicati nel 1893.
15 Cfr. Lettera di J. Chaboseau del settembre 1947 ai martinisti francesi: “Un’organizzazione internazionale che si pretende superiore a tutte le altre e che si presenta come abilitata (da chi non lo si saprà mai) a regolarizzare le società dette iniziatiche, ha incorporato a Bruxelles, nel 1934, il Martinismo: ha riconosciuto come solo “regolare” l’Ordine Martinista e Sinarchico di Blanchard e, nel 1939, fu quello presieduto da Augustin Chaboseau che, a sua volta, fu “riconosciuto”. I legami di questa organizzazione, la F.U.D.O.S.I. (Federazione Universale degli Ordini e Società Iniziatiche) con l’A.M.O.R.C degli Stati Uniti e diverse altre società analoghe, interdiscono ad ogni persona di buona fede di prenderle troppo sul serio”.
16 Anche per quanto si riferisce a quella parte dell’organizzazione che può apparire di natura paramassonica, va chiarito che si tratta di forme prese dalle organizzazioni cavalleresche e dalle religioni militari che, a loro volta, le presero da precedenti organizzazioni iniziatiche. Ragion per cui si può dire che il Martinismo, in quanto Ordine iniziatico si è richiamato alle antiche organizzazioni del suo tipo, come del resto è vero, e per niente affatto a quelle massoniche. Ciò accadde, invece, dopo che furono posti in uso i rituali del Teder ed i Costituti di Bricaud.
17 In effetti, fin dal 1893 due soli membri del Supremo Consiglio erano attivi: Papus e De Guaita e, in tal periodo e successivamente tutta l’attività dell’Ordine kabbalistico si estrinsecò nel rilascio dei diplomi di baccelliere e dottore inKabbalah. A dir poi il vero, tali diplomi si ottenevano con tesi che con la Kabbalah nulla avevano da dividere. (Cfr. G. Ventura: “La R+C del Tempio e del Graal e il Sâr Merodack Péladan” in Vie della tradizione – Palermo – 1974 Nr. 13.
18 Nel trattato si parla soltanto dei vescovi gnostici e dei membri del Supremo Consiglio martinista. Si accenna poi, nell’ultimo periodo ai “delegati martinisti” che “desiderano”. Non c’è alcun accenno ai martinisti dei tre gradi e, tanto meno al fatto che la Chiesa gnostica diventi chiesa ufficiale del Martinismo. Come si vede, si è trattato di una interpretazione errata, probabilmente voluta, alla morte di Papus, per ragioni di carattere reclutatorio che il Bricaud intendeva rivolgere verso determinati strati della Massoneria. In proposito si suggerisce di consultare qualche scritto sulla Chiesa gnostica nel bollettino nr. 3.
martedì 16 aprile 2013
Chi si dedica alle opere della scienza deve giornalmente muoversi con moderazione
"Chi si dedica alle opere della
scienza deve giornalmente muoversi con moderazione, astenersi dalle
veglie troppo prolungate e seguire un regime sano e regolare...deve
soprattutto distrarsi tutti i giorni dalle preoccupazioni magiche con
occupazioni materiali o lavorando sia in arte sia nell'industria, sia
anche ad un mestiere. Mezzo per ben vedere è quello di non guardare
sempre, e chi passasse tutta la sua vita a mirare sempre allo stesso
scopo finirebbe per non mai raggiungerlo." (E.Levi)
Quanti ricercano nell'iniziazione la compensazione per le miserie ineluttabili della vita profana ? Quanti bussano portandosi dietro un carico eccessivo di nodi insoluti che attanagliano la mente e l'anima ? Ansia per il futuro. Angoscia per il presente. Rimpianto per il passato. Un fardello pesante che andrebbe risolta in una sintesi personale, prima ancora di giungere di chiedere istruzione filosofica e magica, onde impedire che a frammentazione si aggiunga altra frammentazione.
Anticamente erano accolte persone la cui formazione era già solida. Le quali erano in grado di separare gli accidenti della vita quotidiana, dalle istanze spirituali. Rivolgendosi alle prime, così come l'albero con il vento. Dedicandosi alle seconde così come l'alunno diligente all'apprendimento.
Spesso oggi prevale il desiderio di accogliere senza valutare le qualità di chi bussa, e di bussare senza interrogarsi sulle qualità che offriamo.
Elenandro
giovedì 11 aprile 2013
Qualsiasi idea genera un'immagine
Qualsiasi idea genera un'immagine
E le forme sono un linguaggio.
Qualsiasi segno esprime un pensiero
L'invisibile è nel visibile.
Eliphas Levi
Possiamo anche affermare, sicuri e retti nella pratica, come ogni Immagine abbia in se un valore non solo informativo, ma anche formativo. Attraverso la pratica della meditazione simbolica, riusciamo a creare un vuoto nel flusso ordinario della mente, attraverso cui far emergere una narrazione immaginifica che risulterà in seguito parte integrante del nostro sistema percettivo cognitivo.
La tradizione si incentra attorno a miti fondativi, la cui veridicità storica non è importante al fine dell'iniziato, quanto piuttosto la loro (dei miti) capacità di essere al contempo chiavi e soglie, capaci di portarci oltre i condizionamenti della nostra mente.
Vi è quindi un qualcosa di invisibile, nel visibile. Un qualcosa di mostruoso per la nostra mente, e per quanto essa ha costruito, in quanto questo ALTRO ci attende in ogni momento.
martedì 9 aprile 2013
La Dottrina dI Martinez De Pasqually e L'Esoterismo Massonico - Ambelain
Il lato massonico del Martinismo costituisce dunque l’opera personale di Jean Baptiste Willermoz, che continua quella di Martinez de Pasqually. Infatti nessuno poteva entrare negli Eletti Coen (Classe del Portico) se non era già in possesso della “pienezza dei diritti massonici”; cioè titolare del 3° grado: Maestro. Allo scopo di facilitare questa prima iniziazione Martinez de Pasqually aveva creato, prima della “Classe del Portico”, la “Classe Simbolica”, comprendente le tradizionali “Logge di San Giovanni”, che lavoravano nei tre soliti gradi di Apprendista, Compagno e Maestro. Del resto, una lettera di Louis-Claude de Saint-Martin lo conferma, i tre gradi vi erano conferiti in una volta sola, mentre non avveniva la stessa cosa nei diversi gradi della gerarchia degli Eletti Coen.
Questo sistema aveva parecchi vantaggi:
- Svegliava nel Recipiendario, con il suo ragguardevole simbolismo, i primissimi fattori psichici necessari alla buona comprensione futura della Dottrina e delle Operazioni magiche; era il necessario spiraglio delle “Porte” interiori sull’immediato Aldilà.
- Permetteva all’Ordine di penetrare in un centro eminentemente ricco di “uomini di desiderio”. Infatti, l’occultismo (e tutte le scienze che vi si ricollegano) formava il grande programma della maggior parte delle Obbedienze massoniche del sec. XVIII. La Massoneria Azzurra ordinaria era dunque il setaccio necessario tra l’Ordine degli Eletti Coen ed il mondo profano.
- Consentiva all’Ordine di accogliere tutti i fratelli visitatori delle innumerevoli Obbedienze secondo la regola massonica ed i principi stessi della sua Fratellanza. Ma queste stesse “logge di S. Giovanni” permettevano all’Ordine di velare accuratamente agli occhi della Massoneria ordinaria la sua vera attualità ed i suoi Scopi segreti, incompatibili in realtà con l’eclettismo filosofico e con la neutralità religiosa che la Massoneria Azzurra imponeva ai suoi “Figli”.
Quindi è assolutamente necessario comprendere, il lato segreto di questo vero “dramma” simbolico che è il ricevimento alla Maestria, di liberarne le analogie con l’insegnamento dottrinale di Martinez de Pasqually, di sottolinearne il profondo esoterismo, per comprendere infine i rapporti che possono esistere tra il Martinismo e la Massoneria. Ecco dunque il “Rituale del Grado di Maestro”, delucidato e commentato alla luce dell’esoterismo tradizionale...
Che cosa concludere dall’insieme di questo “mistero” (nel senso medievale della parola), quale insegnamento esoterico può esserne dedotto, non solo dal suo lato leggendario, ma dal minuto ragguaglio stesso del suo ritualismo? ... Questo.
Tutto si svolge (o è creduto svolgersi) prima nel Tempio di Gerusalemme, poi negli immediati dintorni della Città Santa. Ora la Tradizione biblica ci dice che il Golgota (in ebraico: cranio...) fu il monte che servì da sepoltura ad Adamo, dopo la sua morte terrestre. Hiram, discendente dagli dei, figlio degli Elohim (secondo la bellissima leggenda portata dall’Etiopia da Gerard de Nerval), è dunque assassinato e sepolto nel luogo ove riposa il corpo di Adamo Kadmon, l’Uomo-Archetipo, l’Androgino primitivo incaricato di custodire e coltivare il mitico “giardino” di Eden...
L’Acacia, con il facile gioco di parole (cabala fonetica) che si può fare dall’ebraico al sanscrito, ci precisa che egli è dunque, l’eterno Presente, colui che è da per tutto...
I suoi ramoscelli posseggono da 28 a 30 foglie, numero del ciclo lunare regolante il nostro Mondo. I suoi fiori, in Oriente, si aprono e si chiudono con il Sole (vedi: Dupuis: Origine dei culti).
Conseguenza di questa doppia morte (che non è che una), il Tempio massonico, immagine e riduzione dell’Universo, è allora immerso nell’oscurità, le Tenebre regnano, la Stella Fiammeggiante si spegne tra le due Colonne d’Occidente, così il Sole ogni sera...
Giunge allora il Recipiendario (l’Uomo di desiderio...) che accetta di morire, come il suo maestro, l’Architetto Hiram. Egli allora rivive, microcosmo, il dramma che ha vissuto Hiram, Macrocosmo, Grazie al sapere degli Iniziati (I Maestri di Loggia), il Recipiendario penetra nel Regno dei Morti, nella tenebrosa “Camera di Mezzo”, si incorpora in Hiram e tale Orfeo che strappa Euridice agli Inferi, rianima con la sua carne il Maestro morto e gli serve da veicolo psichico. Hiram rinasce dunque e rivive attraverso tutti gli Iniziati, che lo portano in sé e vi si sono integrati...
Allora, conseguenza ultima della risurrezione del Maestro Architetto, le Tenebre spariscono, le pesanti tende nere, simbolo delle Tenebre, palpabili, esteriori, spariscono, la Luce sgorga, gloriosa, fuori del Debhir, illuminato, inondante il Tempio del Mondo...
E all’Oriente, la Stella Fiammeggiante scintilla di nuovo, tale il Sole ogni mattino...
I profani ed i massoni materialisti o ignoranti non hanno visto in questo simbolismo splendido che la rinascita, quotidiana o annuale, dell’astro del giorno, padre della vita, e il trionfo dell’istruzione sulla ignoranza!
Non è piuttosto un riassunto completo della Dottrina detta della Reintegrazione attribuita a Martinez de Pasqually il quale in realtà non ne fu che il divulgatore? Certamente.
E allora una conclusione logica si impone subito allo spirito. Adamo (il factotum d’Elohim), Atem o Atum (il Demiurgo egizio), Helios (il Demiurgo greco, conduttore del Mondo, il “protettore degli iniziati” secondo gli Orfici), Hiram (il “maestro di bottega” del Tempio celeste), in una parola il Grande Architetto dell’Universo e l’entità metafisica, principio permanente della Conoscenza intellettuale e della Luce Occulta, non sarebbero che un solo personaggio...
Il che dimostra l’identità assoluta del Lucifero tale e quale lo concepisce il cattolicesimo e dell’Adamo Kadmon della cabala ebraica!
Del resto questo punto era già stato considerato frequentemente dagli Occultisti cabalisti.
La particolare importanza di questo risultato sarà apprezzata in modo particolare studiando qualche capitolo dello Zohar e dei diversi autori cabalisti, trattanti la rottura dei “vasi” dei re d’Edom... e in generale dell’origine del Male e della sua ripercussione sulla Natura Naturanda.
Saremmo incompleti se omettessimo di segnalare il carattere comune delle rappresentazioni bafometiche cioè l’Androgino ermetico abituale (viso maschile, barbuto, cornuto, petto femminile, fallo eretto) e la lama XV del Tarocco di Marsiglia detta “il Diavolo” che ci offre una effigie equivalente.
Ora, a proposito di Bafometto, Eliphas Levy ci dà questo significato (francese) dello stesso nome, cabalizzato in latino: “Il Padre del Tempio, Pace Universale degli Uomini”... (Templi Omnium...).
Il Padre del Tempio può chiamarsi indifferentemente Hiram, Adamo Kadmon, il Demiurgo... Inevitabilmente è il Grande Architetto!
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