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martedì 5 gennaio 2016

Strane Polemiche attorno alla Natura del Martinismo

30 Dicembre 2015


Nella giornata del 27 Dicembre 2015, tramite una forma non consona alla nostra Tradizione, ed utilizzando non  strumento non idoneo, la figura apicale di una struttura martinista, ha commentato un editoriale del Nostro Venerabile Ordine, apparso su Ecce Quam Bonum 8. Riportiamo qui le parole del fratello Aton, in modo che sia chiara la questione:
" Il Natale è già passato e quindi si può non essere del tutto buoni. Ciò mi consente di assumere una veste meno buona di quella che bisogna usare in periodo natalizio e di esaminare e di rispondere, con tale veste, ad un articolo di enorme spessore pubblicato nel numero 8 della rivista di studi Martinisti "Ecce Quam Bonum" e firmato "eremitadaisettenodi" (Il fratello qui si confonde,eremitadaisettenodi@gmail.com è il mio indirizzo postale. Non essendo la nostra docetica e i nostri strumenti divulgativi nella mani di Associati Digitali, ma della Grande Maestranza) e che si trova pubblicata in qualche parte di questo gruppo. In detto articolo si afferma che il Martinismo è un Ordine Iniziatico Cristiano e che niente è possibile rimuovere dal siffatto trinomio. Molto dotta e completa è la spiegazione del perchè il Martinismo sia un Ordine e del perchè sia anche Esoterico; mi permetto quindi di esprimere la mia opinione solo sulla qualifica "cristiano" attribuita al Martinismo. A mio parere gli Ordini Esoterici non possono dirsi legati ad una determinata religione che, per natura, non può essere che essoterica. La religione non è altro che l'applicazione, in un dato territorio e in una data epoca, delle regole apprese attraverso la pratica esoterica. Il cristianesimo è intriso di regole che, attinte dall'ordine cosmico, vengono adattate al popolo in cui tale religione si è diffusa. La maniera di attingere alle regole del cosmo, ovvero alle regole esoteriche valide per tutto il cosmo, è codificata negli strumenti operativi propri dell'Ordine Esoterico che si sceglie di frequentare, nel nostro caso negli strumenti che il Martinismo mette a disposizione. Ciò non toglie però che strumenti necessariamente diversi, pur essi adatti a conoscere l'ordine cosmico, possano essere posseduti dagli altri Ordini Esoterici comprese le religioni rivelate. Fra le religioni rivelate il cristianesimo, del quale vogliamo occuparci in queste osservazioni, ha una parte esoterica riservata solo ai sacerdoti e, nel caso specifico, inizia con il trasferimento dell'ordine sacro, vera e propria Iniziazione riservata ai sacerdoti cristiani. Consta anche di una parte essoterica, riservata ai "fedeli" ai quali si impartiscono, da parte dei religiosi cristiani, quei sacramenti, quali il battesimo, la cresima, ecc. che non conducono ad alcuna conoscenza diretta ma servono solo a trasformare la massa in "fedeli" cioè in esecutori di ordini impartiti dai sacerdoti cristiani e per la loro salvezza. Gli ordini impartiti ai fedeli dovrebbero esser tratti dalla conoscenza, ottenuta dai sacerdoti, delle regole dell'intero cosmo, adattate al popolo cui sono dirette ed in quel preciso momento storico. Dico dovrebbero in quanto spesso si verifica che dette norme vengono "completate" con altre che le gerarchie cristiane, specie quelle che dalla primitiva religiosità si sono allontanati come per esempio i cattolici, impartiscono solo perchè utili alla diffusione o alla conservazione del potere materiale che l'organizzazione religiosa ha senza dubbio dato loro.  Torniamo adesso a ciò che ha provocato questo intervento; alla etichettatura cristiana dell'Ordine Martinista. Se ammettessimo l'essenza cristiana del Martinismo dovremmo ritenere gli strumenti operativi martinisti tratti da rituali e dalla simbologia cristiana, ovvero dalla parte esoterica della simbologia cristiana. Ma gli strumenti operativi cristiani, cioè gli strumenti che portano alla conoscenza i sacerdoti cristiani, noi non li conosciamo. Conosciamo solo il risultato che, con detti strumenti, le gerarchie cristiane dicono di aver conseguito. Tali strumenti non possono essere conosciuti da chi non è stato iniziato, cioè ha ricevuto l'ordine sacro, al cristianesimo così come gli strumenti martinisti sono conosciuti solo dai Martinisti e gli strumenti Massonici solo dai Massoni. E dico questo in quanto, come tutti coloro che percorrono la via esoterica, mi è stato detto che, tranne gli strumenti di base utili per liberare l'uomo dalle scorie accumulate dopo la nascita, operazione essenziale per giungere alla conoscenza, gli strumenti........si ricevono, e non dagli uomini. Tali strumenti, fra l'altro, sono specifici della via che si percorre. Sarebbe inutile e forse anche dannoso, avvalersi del sincretismo nell'uso di strumenti operativi. Ed allora? Se considerassimo il Martinismo esoterismo cristiano dovremmo ammettere di adoperare solo gli strumenti che i cristiani voglio farci conoscere, ovvero strumenti non operativi, buoni solo ( e non sempre) a pervenire al significato letterale o morale del simbolo. Faremmo cioè come dice Giacomo Tallone; resteremmo fermi al primo passo sulla via iniziatica. Ed allora, più che di Ordine Esoterico Cristiano io mi permetto di definire il Martinismo un Ordine Esoterico che manifesta i suoi benefici influssi su tutti gli uomini, compresi i Cristiani. In sostanza lo rende cosciente del beneficio che la conoscenza ottenuta con strumenti martinisti apporta alla sostanza delle norme relative anche cristiane e si attiene a norme essoteriche cristiane modificate, o meglio adattate, con il frutto della conoscenza esoterica acquisita con strumenti Martinisti. Trascura, naturalmente non condividendole o ritenendole superflue, le norme dai sacerdoti aggiunte per la diffusione o la conservazione del loro potere. mi sia consentito, per finire, aggiungere che mi lasciano molto perplesso due affermazioni contenute nell'articolo della rivista "Ecce Quam Bonum". La prima è relativa al libro sacro. Intanto vi è da dire che non in tutte le Logge Martiniste esso è presente. In ogni caso ritengo di poter dire che se tale libro è presente in una Loggia di un Ordine Esoterico, lo stesso deve richiamare la parte del libro riconducibile all'esoterismo e non quella riconducibile all'essoterismo. Che quest'ultima si diversa per i vari popoli e nei diversi tempi non solo è giusto ma è anche necessario altrimenti avremmo norme valide per orientali, africani, occidentali ecc. E ciò, se si tiene conto della morfologia dell'individuo adatta al luogo in cui vive, sarebbe impossibile. Come sarebbe impossibile se le stesse norme fossero vigenti nelle varie epoche. Ciò che bisogna accuratamente evitare, e ciò il vero Iniziato lo sa fare bene, è ciò che divide fra le varie religioni, ciò che uomini, anche religiosi che non hanno conosciuto, pretendono di imporre ai propri simili solo per favorire il loro potere le proprie necessità. Altra piccola osservazione che credo però sia frutto di un "lapsus calami" dell'estensore dell'articolo nella rivista Ecce Quam Bonum", è opportuno farla in quanto nello stesso articolo si dice che il Martinista non Cristiano non può essere accolto fra le fila dell'Ordine, o almeno del Sovrano Ordine Gnostico Martinista. Non mi permetto di entrare nel merito del criterio di selezione di altri Ordini Martinisti. È solo che questa norma non riesco a comprenderla essendo io un credente e non un religioso"
Terminata l'analisi dell'aspetto formale, che già basterebbe per inquadrare dipinto e pittore, scendiamo adesso nella sostanza della cosa. La quale, tenuto conto dell'evidenza pubblica e social conferita, assume risvolti decisamente perniciosi in quanto gettono grave confusione fra gli associati al N.V.O e sui profani.
La questione che ha dato "uggia" al fratello è inerente alla radice cristiana del martinismo. Cosa in se e per se universalmente acclarata e consolidata (nota1). Chiara anche per lo stesso fratello, che nel lontanissimo 27 Settembre 2014, ebbe a firmare un Protocollo del Martinismo Italianohttp://www.fuocosacro.com/pagine/maestri/protocollo%20fratellanza%20martinista%20italiana.htm . Protocollo che ben conosciamo, essendo stati noi a contribuirne alla forma e alla sostanza del medesimo, mentre altri si sono solamente accodati, dimostrabile tramite documento con data certa.
dove si ribadivano alcuni punti estremamente semplici:
1. l'Ordine Martinista è stato fondato da Papus
2. E' centrale, nel martinismo, la Tradizione Cristiana, senza però escludere (ovviamente se la prima è centrale le altre sono collaterali) ogni altra tradizione religiosa o spirituale.
Sul punto primo, immagino, che il fratello potrebbe dire, in quanto lo ha già detto, che sa bene che il fondatore del moderno Ordine Martinista è stato Papus, ma che gli strumenti sono del Filosofo Incognito e di Martinez. Peccato che per quanto concerne il secondo gli strumenti sono raccolti, in modo variegato ed articolato, nel deposito rituale degli Eletti Cohen, che niente a che confondersi con quello martinista. L’Ordine del Martinez lavora su due piani diversi. La parte esteriore opera nei primi tre gradi della Libera Muratoria Azzurra (apprendista, compagno, e maestro) da cui sono attinti gli elementi ritenuti maggiormente qualificati per le operazioni degli altri gradi. Questi sono poi ammessi ai quattro gradi della Classe del Portico (Apprendista Cohen, Compagno Cohen,  Maestro Cohen, Maestro Speciale Cohen), ed infine alla terza classe detta “Classe del Tempio” (Maestro Eletto Cohen, Grande Maestro Cohen, Grande Architetto, Grande Eletto di Zorobabele). Terminate le classi rituali, chi deteneva determinate qualifiche, accedeva ad una classe segreta detta “Réau-Croix”. Dove l’Adepto, a seguito di complessi riti di purificazione e preghiera che culminavano in un grande rituale teurgico, doveva essere investito dalla Chose (la manifestazione divina) delle chiavi di passo che ne certificassero la preparazione e la finalizzazione spirituale ed iniziatica di tutto il suo percorso massonico e teurgico. Il martinismo lavora su tre gradi, che da un lato non si innestano sopra i gradi della massoneria azzurra, e dall'altro non poggiano su nessun Capitolo o Corpo Rituale. Lo stesso Willermoz, allievo anch'esso di Martinez, diede vita ad un corpo rituale massonico, e non ad una fratellanza o Ordine disgiunto dal perimetro libero muratorio. Oggi, in Francia come in Italia, gruppi qualificati di Eletti Cohen stanno rileggendo e reinterpretando la dottrina del Martinez non tanto in chiave cabalistica, quanto piuttosto gnostica. Del resto i rituali che provengono dal Martinez che tipologia e che natura hanno ? Quale il quadro di riferimento ? Riporto per meglio chiarire due questioni. La prima riconducibile all'esigenza degli Eletti Cohen del Martinez (sposato con rito cattolico romano, e non protestante come qualcuno ha da dire) pretendeva che i suoi "Liberi Muratori Cohen" partecipassero alla funzioni religiose e prendessero l'eucarestia prima di ogni operazione. La seconda relativa alla sostanza della loro ritualità, dove riporto una preghiera in uso in tale Ordine :Nel Nome dell'Eterno: Amen, Amen, Amen, Amen.O Verbo Divino! O Gesù! O Salvatore del mondo! mi unisco in quest'ora ed in questo istante a tuttigli Spiriti della Creazione che compongono la Tua celeste Corte; ed in questo momento in cui Tu percorri tutti i cerchi dell'Universo, per manifestarvi la Tua gloria, la Tua giustizia e la Tua misericordia, rinnovano con ammirevole armonia questo Cantico: "Santo! Santo! Santo il Signore,Dio degli eserciti! I cieli e la terra sono pieni della Tua gloria. Osanna nell'alto dei cieli!Che nel Nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nel Cielo, sulla terra e negli inferi; e che ogni lingua professi che Nostro Signore Gesù-Cristo è nella gloria di Dio suo Padre. Amen!Signore, apri le mie labbra, e la mia bocca proclamerà le Tue lodi.O Dio, vieni in mio soccorso; Signore, affrettati a soccorrermi. Sia gloria al Padre, al Figlio ed alloSpirito Santo, com'era in principio, com'è ora e sempre sarà nei secoli dei secoli. Amen.O Verbo Divino! O Gesù! O Salvatore del mondo, mi unisco in quest'ora ed in questo istante a tuttigli spiriti della creazione che compongono la Tua celeste corte; e che in questo momento in cui Tu percorri tutti i cerchi dell'universo per manifestarvi la Tua gloria, la Tua giustizia e la Tuamisericordia, ripetono con ammirevole armonia questo Cantico:SANTO! SANTO! SANTO IL SIGNORE, IL DIO DEGLI ESERCITI: I CIELI E LA TERRA SONO PIENI DELLA TUA GLORIA: OSANNA NELL'ALTO DEI CIELI." Mi fermo per spirito di fratellanza, non volendo ancora insistere su tali evidenze, per colui che desiderasse ulteriori approfondimenti può visionare questaraccolta di cristianissime preghiere Cohen.
Per quanto riguarda il Filosofo Incognito gli strumenti utilizzati erano la riflessione filosofica e la preghiera. Da ciò chiaramente si desume dalla lettura di Chaptal  (praticamente contemporaneo del Filosofo Incognito). Inoltre invito anche a leggere il Trattato sul Ministero dell'Uomo di Spirito, sempre del Filosofo Incognito, dov'è magistralmente affrontata la questione della differenza fra cristianesimo e cattolicesimo. Inoltre lo stesso Louis Claude de Saint-Martin ebbe notevoli perplessità all'utilizzo del sistema teurgico del Martinez, prediligendo diversa strada. Solamente la persona più sprovveduta, o in malafede, potrebbe sostenere che il Filosofo Incognito non trovasse nella centralità della figura del Cristo, l'elemento necessario ed indispensabile per operare la reintegrazione. Purtroppo il Filosofo Incognito è spesso trascurato proprio da coloro che pretendono di essere martinisti. 
Quindi dobbiamo concludere che nel caso gli strumenti martinisti abbiano radice nel Teurgo di Lione o nel FIlosofo Incognito, questi hanno forma e sostanza cristiana.  Purtroppo queste non sono opinioni, dettate da una volontà di mettersi in evidenza, questa è verità storica, facilmente acquisibile per colui che antepone la Tradizione al proprio Ego. Vogliamo qui offrire alcune biografie, che meglio permettono di comprendere la natura dei due Maestri, al lettore estraneo al nostro perimetro, come a coloro, che pur facendone parte, non sono eruditi nei fondamentali storici del nostro Ordine.
Il fratello fa poi una strana confusione fra Cristianesimo e Religione Cristiana, sostenendo che non ci appartengono gli strumenti della classe sacerdotale. Fermo restando che ormai dall'ottocento tutti hanno ben chiaro, o dovrebbero avere ben chiaro, cosa differenzia una forma spirituale da una forma religiosa (semplicemente diremo che il rapporto fra i due fenomeni è equiparabile alla differenza fra contenuto e contenitore. Comprendo che anche questo è concetto piuttosto difficile da far comprendere agli anticristiani militanti, ai cercatori di patenti e prebende, e a chi sostituisce la docetica con raccolte di affermazioni). Visto che noi ci richiamiamo alla prima e non alla seconda, basti dire che da una semplice lettura dei Vangeli, scaturisce la dimensione di infusione spirituale ed apostolica che noi martinisti richiamiamo. Buffo poi che nel perseverare di tale errore, il fratello, o chi per lui, narra:" a proposito: di quale cristianesimo si parlerebbe? cattolico? ortodosso alla Amadou? protestante alla Martinez? rosacrociano alla Bohme? " A prescindere ancora l'infantile errore fra cristianesimo e cattolicesimo, il fatto che ognuno di questi personaggi che hanno interpretato il martinismo si dichiarassero cristiani, assieme ai due Papus, al Martinez, al Bricaud, al Sacchi, ecc.. ecc.., dovrebbe suggerire che essi riconoscevano nella funzione Archica del Cristianesimo, il vettore e la linfa vitale del martinismo. Ovviamente il fratello, o chi per lui, si chiede a quale cristianesimo ci riferiamo. Ci riferiamo a quel cristianesimo che precede, come ogni forma spirituale precede, ogni forma religiosa. La cui narrazione il Sacrificio, il Dio che diviene Uomo, i suoi simboli e nomi(la croce, il nome del Cristo, INRI, ecc.. ecc..) vivono all'interno dei nostri rituali, e da cui traiamo comunione verticale. Ovviamente questiono difficili da far comprendere a colui o coloro, che offrono chiavi di lettura tese a giustificare a posteriori, la propria vita, o a priori tesi con cui costruirsi palchi di gloria effimera.
Tralasciando però siffatte argomentazioni, che potrebbe risultare indigeste per taluni, la conclusione del fratello è che i nostri strumenti sono  di derivazione ebraica . Buffo non sono cristiani perchè non abbiamo la possibilità di accedere a tali strumenti, ma sono ebraici perchè a tali strumenti accediamo ? Sa il fratello il percorso che dovrebbe fare in ambito ebraico ortodosso solamente per vedere dallo spioncino la Torah? Sai che i sacerdoti nel Tempio ufficiavano lontano dagli occhi del popolo ? No non lo sa, forse qualche grado di altro corpo rituale fa credere ai più di essere Sacerdoti in grado dell'Unità. Provi a spendere tale titolo all'interno di altri consensi iniziatici, e vediamo se questi comprendono tale unità. Comunque  quali sono questi strumenti di derivazione ebraica ?! Mistero..... Mi risulta, invece, che gli strumenti martinisti sono: un rituale giornaliero variamente articolato con Salmi tratti dalla Bibbia in latino. Una purificazione mensile ( con rimandi alla tradizione ermetica rinascimentale e cristiana), un rituale di luna piena (che nel nostro ordine è un percorso di quattro rituali) con una strutturazione ampiamente variegata nella forma, ed infine un solstiziale ed un equinoziale che affondano nella tradizione teurgica salomonica, e nella matrice gnostica eucaristica. Altro non mi è dato di sapere, si vede che il fratello ha dei rituali a noi sconosciuti. Ancora dati esatti sono qui riportati, e non fantastiche affermazioni. Se volessimo procedere lungo la china, sbagliata, imboccata dal fratello attorno alla confusione religiosa, possiamo certamente affermare che alcuni di noi possiedono delle qualificazioni sacerdotali apostoliche, in virtù dei rami collaterali provenienti dalle chiese minori apostoliche ed erranti. Questione questa assai diversa da quella della Chiesa fantasmagorica del Doniel. Tali rami, innestati al tempo del Bricaud, ci permettono in potenza di attivare il patrimonio sacramentale. Ovviamente bisogna avere le qualificazioni formali e sostanziali per poter procedere lungo tale via. Purtroppo, per lui, mentre è evidente la continuità nella forma e nella sostanza del cristianesimo, niente della contiguità spirituale e religiosa dell'ebraismo abbiamo. Dimentica forse l'erudito fratello che proprio nel rituale di loggia, della sua struttura, vi è menzione al fatto che (cito in modo volutamente non sincrono) i nostri rituali niente avranno a che fare con quelli degli ebrei, ecc... ecc... ? (parole del Filosofo Incognito). Cos'è ? Ci dimentichiamo per far polemica, quanto ogni giorno si dovrebbe interpretare a livello rituale? Chiaramente suggeriscano, anche al più ottuso, una verità fondamentale, che lo stesso Louis Claude de Saint-Martin più volte richiama, anche nel suo scritto, PER COLORO CHE LO HANNO LETTO, l'ELEVAZIONE DEL NOME DIVINO. Questa verità è di un tralasciare alle spalle proprio una determinata dimensione rituale e spirituale, e di completarla reintegrandola e trasformandola completamente.
Se quanto sopra non bastasse va ricordata la sua firma in CALCE, sempre nel lontano 17-18 Ottobre 2015, alla bolla di fondazione del N:::V:::O:::: In cui si recita testualmente il SOVRANO ORDINE GNOSTICO MARTINISTA è ORDINE CRISTIANO ED INIZIATICO, senza se, senza ma, senza però. Bolla consultabile a questo indirizzo, che riportiamo privata dei nomi degli 11 firmatari. Dove come secondo nominativo risulta proprio il nostro Caro Fratello. Posso assicurare che nessuna costrizione è stata fatta al fratello in sede di firma, anzi ricordo come gentilmente abbia invitato i suoi fratelli presenti a firmare in retro la bolla. Aveva letto? Avevano letto? Oppure si è lasciato trasportare dall'aria del momento?
Ora il fratello potrà dire che la firma è stata un gesto di cortesia, e sostenere che è opinione che il martinismo sia cristiano. Purtroppo un Ordine Iniziatico non vive di Opinioni, ma di docetica. Al contempo un Ordine che si definisce martinista significa che ha scelto le forme, gli statuti e i regolamenti tipici del martinismo. Infine un iniziato, quando appone la firma "magica" non compie gesti di cortesia, ma gesti di volontà. Ecco forse il problema è proprio questo, un diverso modo di intendere cosa è e cosa non è iniziatico e docetico.
Quanto sopra riportato basterebbe a tratteggiare lo stato delle cose, ma volendo offrire qualche spunto di riflessione ,  mi permetto alcune osservazioni:
Nella sua perseveranza successiva, egli cita le costituzioni di Flamelicus dell'Ordine Martinista. Purtroppo si ignora,o si fa finta di ignorare, che tali costituzioni,variamente poi rivedute dai successivi Gran Maestri di quella Filiazione Martinista, postulano come elemento centrale, in ossequio alla totale convergenza dell'Ordine Martinista Italiano nei confronti del martinismo papusiano, che "L'Ordine Martinista è un Ordine CRISTIANO (che ovviamente NON vuol dire minimamente "cattolico", anche se purtroppo a molti non è ben chiara la difformità fra Forma Spirituale e Forma Religiosa, e per amore di tali persone riporto una breve nota finale(2) ). L'elemento centrale, dell'Opera Martinista, è costituito dal Riparatore (ovvero Nostro Signore Gesù Cristo,visto che è, appunto, con il nome di "Riparatore" che lo appella L.C.d.S.M.). Tale centralità è raccolta nella formula pentagrammatica, o nome pentagrammatico, che vedo ancora essere utilizzato dal caro estensore dell'articolo in oggetto, e di cui rimando a nota margine (3).
La professione di armoniosa risonanza verso il Martinismo papussiano fu poi definitivamente pronunciata nel 1965 allorquando l'Ordine Martinista,nella persona del Suo G.M.O. U.Zasio (Artephius) firmò un Fraterno Trattato di Amicizia con il CRISTIANISSIMO Ordre Martiniste Universel di Philippe Encausse il quale,lo precisiamo,fu chiamato Philippe dal padre (ovvero Papus) in ossequio al mistico e taumaturgo CRISTIANO Maitre Philippe Maestro spirituale non solo di Papus ma anche di Teder,Sedir,Haven,Adam,ovvero i più importanti membri del primo Supremo Consiglio dell'Ordre Martiniste.
Davvero un autogol, di rara perizia, risulta essere la seguente affermazione: "Tutte queste ragioni espresse in breve necessariamente ci portano a sottoscrivere in pieno quanto il Gran Maestro del Martinismo svizzero, Tripet, ebbe a rispondere ad una circolare di Papus (figlio) del 5 aprile 1968 con la quale si obbligavano i Martinisti: 1. alla credenza nella divinità di Gesù Cristo; 2. alla recita del "Pater" nelle riunioni di gruppo. Nella lettera (in risposta a detta circolare) del 14 aprile 1968 il F. Tripet dava una esauriente risposta delle ragioni che lo portavano a non accettare tali imposizioni."Forse coloro che sparano tali notizie,maldestramente ricopiate dagli scritti di Brunelli ignorano che a seguito di tali dichiarazioni il Tripet fu escluso dalla Federazione Martinista di Filiazione Papussiana (che raccoglie circa l'80% dei Martinisti del mondo) e ciò determinò la quasi completa scomparsa del Martinismo in Svizzera! Ignorano i "tifosi"dell'"anticristianesimo martinista" che la maggior parte degli Ordini Martinisti che operano in Italia sono costituiti da 4 gatti e che in Francia l'Ordine Martinista vanta migliaia di affiliati la maggior parte dei quali sono cattolici praticanti e che per il Martinismo francese, "un Ordine Martinista che non sia cristiano NON è un Ordine Martinista". Infine ignorano che la diffidenza di buona parte del Martinismo francese e di molti altri paesi verso il martinismo italiano è proprio dovuto ad alcune derive"pitagorico-pagan-evoliane"di certi ambienti di frangia. Degli eterni fuori posto dell'iniziazione, che vagheggiano il ricollegamento con eggregori morti e sepolti da millenni, che in forza della loro genesi eterodossa ed eterogenea tendono a frammischiare continuamente depositi, concetti, simboli e strumenti. La benchè minima conoscenza della storia recente del martinismo italiano, dovrebbe inoltre invitare a riflettere sul come e sul perchè il successore del Fratello Nebo, al momento di scegliere il nome del nuovo Ordine, lo individuò nel nome dell'Ordine di Philippe Encausse (E CERTO NON PER SVISTA, ATTRIBUENDOSI NOME DI ORDINE MARTINISTA GIA' ESISTENTE E GIA' OPERANTE), ed ancora come mai procedette ad una revisione e sfrondamento dei rituali facenti parte del corpo docetico di tale Ordine ?! Questioni che andrebbero affrontate con maggiore formazione ed attenzione specifica, e non attraverso lo sventolamento di asserzioni di massima atte a raccogliere il plauso di un volgo estraneo alle nostre forme e sostanze.
Del resto nei rituali di loggia del caro fratello non sono fortemente presenti richiami alla sola tradizione ermetico o esoterica cristiana ? Misteri della ragione, la quale può essere bestia più bizzarra della fede. Del resto il caro fratello conclude dicendo che è uomo di credo e non di religione. Belle parole, peccato che non sappiamo a chi si riferisca quando parla di religione. Io preferisco essere uomo di conoscenza e non di credenza (specie quando mal riposta) .
Un fantasioso fratello ha scritto della necessità di ricercare aperture internazionali. Mi permetto di far notare al fratello che in base ai miei rapporti, pregressi e odierni con la realtà martinista internazionale (Romania/Francia/Brasile/Venezuela) sussiste sempre e comunque, nel martinismo regolare, un duplice comun denominatore: l'Ordine Martinista è stato creato da Papus (raccogliendo la forma e la sostanza di un pregresso che trova ed affonda le proprie radici in mistici ed esoteristi cristiani), e l'Ordine Martinista è Ordine Cristiano Iniziatico (come potrà evincere dalla lettura dei manifesti delle varie strutture operanti all'Estero). Concludo con tre osservazioni:
(a) Se la maggioranza delle strutture martiniste concordano su alcuni punti immodificabili attorno alla nostra genesi un motivo ci sarà. E tale motivo non risiede in qualche ottusità generale, ma nella cagione stessa della nostra iniziazione e progressione. Il martinismo non ha fine in un rituale, che qualcuno costantemente mendica, bensì in una radice, che trova amplificazione in un corpo rituale e docetico, tesa ad una progressione. Questa radice è cristiana.
(b) Dove sono finiti i vari assertori di una non centralità della tradizione cristiana del martinismo ? Cosa ci hanno lasciato ? Dove sono le loro strutture? Come sono stati accolti nella tanto ricercata comunità martinista ? Silenzio. Pure i loro figli spirituali hanno provveduto a riformare i loro lasciti, e sfrondarne i depositi.
(c) Volendo e dovendo scegliere come Luce dei Maestri Passati da un lato Martinez, Louis Claude de Saint-Martin, Bohme, Papus padre e Papus figlio, Maitre Philippe, Sacchi, ecc ecc... e le elucubrazioni sospese fra il relativismo di una certa libera muratoria, e la fantasia di una certa teosofia, di cui alcuni sono impregnati, posso assicurare, che nella vita decisione più facile giammai ho preso. Per cui essere definiti da questi confusi maestri "parrocchia di periferia", mi procura un gran sorriso, ed al contempo è indicativo del livello di comprensione delle cose maturato in certi ambiti. Del resto non mi stancherò mai di dirlo. Quando ci indirizziamo verso una struttura iniziatica, sarebbe necessario chiedersi da dove essa nasce. E' portatrice di una reale continuità iniziatica, è espressione di un peculiare e armonico deposito docetico e rituale, oppure è frutto dell'EGO di separazione e frattura, di espulsioni, o genesi capziose ?! Nel caso che niente vi sia di peculiare, o in assenza di reale continuità, forse sarebbe meglio sciogliersi e confluire, se ammessi (ovviamente) verso strutture similari sotto un profilo docetico e rituale. Ovviamente questo non verrà mai fatto... ma anche ciò dovrebbe far suonare un campanello di allarme.
Il Martinismo è Ordine Iniziatico Cristiano la nostra non è opinione è docetica. Chiunque abbia diversa idea, è ben libero di esprimerla, ma è pregato di non usare la nostra immagine per dare lustro e risalto alle proprie opinioni. Al contempo il martinismo non è una teosofia ricca o una massoneria ricca: un luogo dove dissertare fra uomini di dubbio. Bensì un luogo di opera per uomini di desiderio. Del resto so bene che anche quanto scritto sarà opportunamente portato a suo vantaggio onde cercare una qualche forma di maestosa autocelebrazione (così come per la questione delle donne al quarto, le quali in molti ordini sono presenti già da prima dell'associazione al martinismo del fratello: quindi difficilmente se ne può prendere merito filosofico o ideologico), ma tanto dovevamo dire. Perchè gli assertori di idea diversa, invece di proporre nei modi e nei tempi, un dialogo docetico con TUTTE le strutture presenti, ricorrono al social per aggredire le altrui posizioni, e poi come vittime corrono a cercare sostegno ? Semplicemente perchè non sono interessati a convergenze, o elaborazioni docetiche, ma solamente al lustro personale, e al plauso occasionale.
Purtroppo a genesi eterogenea, fa seguito una formazione eterodossa.
Note:
(1) il Martinismo è Ordine Iniziatico Cristiano
(2) La forma religiosa rappresenta la contingenza storica e culturale in cui si è incarnato, per rendere divulgabile in forma essoterica un messaggio spirituale che affonda la propria sostanza nella radice metafisica.  La forma spirituale rappresenta l'elemento concettuale e vivificante della forma religiosa: l'elemento metastorico e sottile a cui tramite i nostri RITUALI intendiamo verticalmente ricollegarci. Il concetto è per sua natura uno e metastorico, e le ‘rappresentazioni’ sono i tentativi storici, culturali di rendere sensibile quello che sensibile non è. 
(3)L'elevazione del Nome Divino 

(4) La formula pentagrammatica

mercoledì 22 gennaio 2014

Manifesto Convivium Gnostico Martinista


1. Chi siamo



Il Convivium Gnostico Martinista è una realtà iniziatica, manifesta sul piano quaternario e operativa, composta da uomini e donne autenticamente animati dal desiderio di riconoscersi in una visione tradizionale della ricerca e del lavoro spirituale.

E’ realtà iniziatica, in quanto si accede agli insegnamenti e agli strumenti che il Convivum pone a disposizione tramite una regolare e tradizionale associazione.

E’ realtà manifesta sul piano quaternario, perchè il Convivium è dotato di strutture ed articolazioni territoriali.

E’ realtà operativa, in quanto agli associati al Convivium è richiesta una laboriosa Opera Interiore tramite strumenti formativi ed informativi.

Quanto sopra evidenziato, risulta dal nostro assoluto convincimento che il martinismo sia una forma aggregativa tradizionale: un perimetro energetico ed iniziatico. Riteniamo che solamente l'aderenza di tale forma alla tradizione cristiana possa permettere di sviluppare dei lavori individuali e collettivi che abbiano sostanza di realtà. Ecco quindi come il Convivium Gnostico Martinista trae la propria linfa vitale dal Cristianesimo, attraverso le nostre radici iniziatiche ed operative che si riconoscono: nello Gnosticismo Alessandrino, nella Cabala Cristiana, in Martinez de Pasqually, in Louis Claude de Saint Martin, e nell'Ordine Martinista del Papus.

Per questi motivi, seppur nel rispetto delle altrui scelte, guardiamo con diffidenza la deriva teosofica e relativista che sembra aver investito tante altre istituzioni iniziatiche, dando vita ad una serie di formali distinzioni basate più su personalismi che non su una reale distinzione operativa e docetica.



2. Obiettivi



La finalità che persegue il Convivium Gnostico Martinista è quella della reintegrazione dell'uomo nell'uomo e dell'uomo nel Divino Immanifesto, condizione necessaria che deve essere acquisita da ogni uomo e donna di Conoscenza, per poter compiere il ritorno alla Dimora Celeste. Il Convivium mette quindi a disposizione dei fratelli e sorelle regolarmente e tradizionalmente associati un piano di studi e una formazione costante sotto gli influssi spirituali della Santa Gnosi, dei Maestri Passati, e l'assistenza dei fratelli e sorelle esperti.

E' intendimento del Convivium formare degli uomini di Conoscenza che siano filosofi, in quanto padroneggiano la scienza tradizionale, maghi, in quanto capaci di realizzare mutamenti interiori, e sacerdoti, in quanto capaci di amministrare il rapporto con il divino interiore.

Per questo il percorso è informativo, formativo e graduale.

Suddiviso in:

1. Grado Probatorio o Uditore, dove l'individuo verrà posto nella condizione di valutarsi ed essere valutato.

2. Grado di Associato Incognito

3. Grado di Iniziato Incognito

4. Grado di Superiore Incognito

5. Grado di Superiore Iniziatore Incognito



3. Strumenti dell'Opera



L'opera del Convivium Gnostico Martinista trova la propria identità e centralità nella formula pentagrammatica. E' attraverso il laborioso mistero di questa parola di potere che è perseguito il lavoro di reintegrazione individuale e collettiva. Tale Opera è posta in essere attraverso i seguenti strumenti:

1. Rituale Giornaliero Individuale

2. Rituale di Purificazione Mensile Individuale

3. Rituale di Loggia Collettivo

4. Rituale Eucaristico Collettivo

5. Rituale Solstiziale, Equinoziale, e di Plenilunio.

6. Pratica di meditazione a distanza



I lavori sono modulati in virtù del grado ricoperto e delle attitudini individuali, e hanno natura sia cardiaca che teurgica, in quanto consideriamo ogni tentativo di porre l'una innanzi all'altra solamente una speculazione accademica priva di sostanza e discernimento.





4. Articolazione



Il Convivium Martinista è retto da un Reggente che ha il compito di coordinare i lavori dei fratelli e delle sorelle, di promuovere la revisione periodica dei rituali, di vigilare sul rispetto delle norme di fratellanza e sulla coesione eggregorica. Esso è il primo servitore di tutti i fratelli e le sorelle. Tale incarico è a vita.

I fratelli e le sorelle sono raccolti in Logge sotto la guida dei rispettivi Filosofi. Il Filosofo non è necessariamente un Superiore Incognito Iniziatore, ma deve avere in sé i requisiti formali e sostanziali di Fratello Maggiore che umilmente e pazientemente si pone al servizio degli altri fratelli.

Sono inoltre esistenti Logge affiliate al Convivium Gnostico Martinista, che accettano di utilizzare durante i loro lavori collettivi il Pantacolo del Convivium; altresì i loro membri accettano di includere durante i loro lavori giornalieri il Pantacolo del Convivium e il Salmo della Fratellanza del Convivium.



5. Associazione al Convivium Gnostico Martinista



Il Convivium Martinista non pone nessuna esclusione basata sul sesso o sulla razza, ma pretende che i suoi associati abbiano ricevuto un sigillo cristiano. In quanto riteniamo che questa forma di martinismo sia un rito di perfezionamento in ambito cristiano, e come tale necessita la presenza, nell’associato, di quel patrimonio culturale, psicologico ed iniziatico proprio del cristianesimo.

Nessuna esclusione in base a requisiti formali quali il sesso o la razza è prevista per i gradi superiori.

E’ possibile accedere al Convivium Gnostico Martinista a seguito di una preventiva verifica dei requisiti formali e sostanziali del bussante, a cui seguirà l’esercizio in una pratica meditativa preparatoria all’associazione, che può avvenire da uomo ad uomo oppure in loggia.

E’ richiesto da parte degli associati un costante lavoro filosofico ed operativo, e quindi tendiamo a sconsigliare la semplice richiesta di informazioni a coloro che non sono in grado di gestire minimamente la propria vita quotidiana.

Aforismi Martinez de Pasqually, Trattato sulla Reintegrazione degli Esseri



Più i principi dei demoni fanno uso della loro potenza contro l’Altissimo, più vengono umiliati e puniti. Più riportano vittorie sui minori spirituali, più sono tormentati e disperati, perché il Creatore toglie, con loro grande vergogna, la preda, riconducendo alla divina giustizia i minori che essi hanno soggiogato (condotto al Lato Oscuro), non consentendo mai che una completa vittoria rimanga agli spiriti perversi né alle loro legioni. Sono concesse agli spiriti perversi delle leggi immutabili, ogni azione e movimento e autorità potente per agire secondo la loro volontà contro ogni essere spirituale emanato, come contro ogni essere di forma corporea. Ma nonostante tutta la loro ostinazione, nessuna delle loro opere giunge allo scopo cui essi si propongono di arrivare. Forse mi chiederete quale fosse lo scopo cui i demoni si proponevano di arrivare? E’ quello di oltrepassare i limiti loro prescritti seducendo senza posa gli abitanti della terra, corrompendo e portando attacchi più forti di quelli che erano assegnati alla loro potenza ordinaria; è di aver sedotto l’intelletto dei minori, allo scopo di farsi passare ai loro occhi come i soli veri dèi della terra e dei cieli, promettendo di procurare ad essi la stessa potenza e le stesse facoltrà di quelle che possiede la divinità, e che se questi minori volessero seguirli e riconoscerli loro capi, potrebbero presto agire liberamente su qualsiasi essere
(Martinez de Pasqually, Trattato sulla Reintegrazione degli Esseri)



La rabbia dei demoni, i quali hanno giurato di dissolvere e distruggere ogni specie di creazione; e ciò servendosi degli stessi uomini, nei quali insinuano una gran quantità di passioni materiali che sanno esser conformi alla debolezza dei sensi della vita materiale e spirituale; e per mezzo di queste insinuazioni, essi operano nei minori delle azioni opposte le une alle altre, mantendole così nella confusione…L’accanimento dei demoni  nel disseminare dissensi tra gli uomini tende unicamente a far nascere in loro pensieri smisurati di orgoglio e ambizione, affinchè gli uomini vivano continuamente in discordia spirituale e che non conoscano il motivo e la causa del turbamento e delle pene alle quali sono condannati, e che possano perdere del tutto l’idea del culto che devono tributare al Creatore…I demoni hanno potere sulle forme  corporee di materia apparente; ma occorre sapere che i medesimi demoni non possono impedirne la reintegrazione delle sostanze spirituali che compongono le forme, non essendo queste sostanze derivate da loro. Possono anche distruggere la forma particolare ma non la forma generale terrestre, la quale non deve aver fine che nel tempo prescritto e limitato dal Creatore 
(Martinez de Pasqually, Trattato sulla Reintegrazione degli Esseri)



Più i principi dei demoni fanno uso della loro potenza contro l’Altissimo, più vengono umiliati e puniti. Più riportano vittorie sui minori spirituali, più sono tormentati e disperati, perché il Creatore toglie, con loro grande vergogna, la preda, riconducendo alla divina giustizia i minori che essi hanno soggiogato , non consentendo mai che una completa vittoria rimanga agli spiriti perversi né alle loro legioni. Sono concesse agli spiriti perversi delle leggi immutabili, ogni azione e movimento e autorità potente per agire secondo la loro volontà contro ogni essere spirituale emanato, come contro ogni essere di forma corporea. Ma nonostante tutta la loro ostinazione, nessuna delle loro opere giunge allo scopo cui essi si propongono di arrivare. Forse mi chiederete quale fosse lo scopo cui i demoni si proponevano di arrivare? E’ quello di oltrepassare i limiti loro prescritti seducendo senza posa gli abitanti della terra, corrompendo e portando attacchi più forti di quelli che erano assegnati alla loro potenza ordinaria; è di aver sedotto l’intelletto dei minori, allo scopo di farsi passare ai loro occhi come i soli veri dèi della terra e dei cieli, promettendo di procurare ad essi la stessa potenza e le stesse facoltrà di quelle che possiede la divinità, e che se questi minori volessero seguirli e riconoscerli loro capi, potrebbero presto agire liberamente su qualsiasi essere
(Martinez de Pasqually, Trattato sulla Reintegrazione degli Esseri)



Ecco, Israele, tutto ciò che puoi ottenere dall’intelletto demoniaco e dal princìpio dei demoni; e tuttavia è con essi che cerchi di legarti senza posa, per vivere eternamente sotto le leggi abominevoli e contrarie a quelle del Creatore e dell’umanità spirituale divina…E’ necessario ora che ti istruisca sulle facoltà e sulla potenza del gran principe dei demoni, sotto i quali sei rimasto in schiavitù in Egitto. La prevaricazione demonica l’ha fatto cadere in una così grande privazione che non può più ricevere alcun intelletto divino, ma gli resta e gli resterà sempre la facoltà del pensiero; e la volontà che che corrisponde a questo pensiero forma il suo intelletto demoniaco generale. Con la sua parola di comando, che è in effetti la sua azione, insinua il cattivo spirito sugli spiriti suoi aderenti, i quali poi lo comunicano ai minore che il principe dei demoni cerca incessantemente di sedurre e di sottomettere alle sue leggi. Questi cattivi spiriti aderenti, sebbene inferiori, hanno la medesima facoltà del loro principe perché sono, come lui, esseri pensanti e liberi da ogni forma materiale; essi hanno per conseguenza il loro intelletto particolare, che emana immediatamente da essi stessi, come l’intelletto generale cattivo emana dal gran principe dei demoni, loro capo. Vedi dunque che lo spirito cattivo non ha in suo potere che due potenze: la sua pura determinata e quella degli spiriti inferiori suoi seguaci…Sappi Israele che che è questo istinto particolare (yetzer hara) che circonda ogni essere di corpo creato ed ogni essere minore non appena viene emancipato dal cerchio della divinità; è lui che tenta, attacca e combatte i minori spirituali e assai spesso li fa soccombere secondo il suo perverso desiderio
(Martinez de Pasqually, Trattato della reintegrazione degli esseri)


martedì 23 luglio 2013

LE OPERAZIONI E LA TEURGIA DEGLI ELETTI COHEN (tratto da Il Martinismo e L'Ordine Martinista di F.Brunello)


LE OPERAZIONI E LA T EURGIA DEGLI ELETTI COHEN

Su questo assunto vi sono molti miti e vi sono molte incomprensioni dovute sia alla
ignoranza dei problemi posti, sia alla favola che esista una formula o qualche cosa di
simile di natura «magica» che permetta di ottenere mari e monti per mezzo del suo uso.
Questo atteggiamento che si ritrova dovunque, lo abbiamo sofferto nel passato e lo soffriamo
tutt'ora nell'ambito delle organizzazioni Martiniste. Lo stesso Martinez ne fu — sotto certi
aspetti — vittima.
Ed è appunto per sfrondare immediatamente il campo ai malintesi che occorre
affermare energicamente che il Martinismo in tutte le sue epoche di manifestazione ha
sempre proposto un piano di ascesa e di reintegrazione che dura tutta la vita e non soluzioni
mirifiche dai risultati completamente transitori o sperimentazioni magiche che lasciano si
e no un pallido ricordo di esse senza incidere in profondità nell'operatore.
Senza questa chiave le operazioni martineziste restano oscure ed incomprensibili,
comunque inaccessibili ed inutili ai candidati fruitori, i quali prendono il mezzo per il
fine, il supporto per la Via che mena allo scopo: la Reintegrazione, la quale non si
raggiunge con riti o cerimonie fini a se stesse, trasformandosi ipso fatto in episodi
carnevaleschi quando l'isterismo non determini manifestazioni che potrebbero definirsi
demoniache anche se i tapini le attribuiscono ai più grandi dei del loro mondo magico
ed allucinatorio.
Innanzi tutto Martinez, afferma che le operazioni alle quali si dedicano gli Eletti
Cohen sono assimilabili al vero culto del divino il cui fine ultimo è quello di produrre «i
frutti spirituali».
Vediamo dunque l'iter proposto dalla Dottrina segreta di Martinez.
1. La «riconciliazione» non può che essere lo stato preparatorio ed obbligatorio
della «rigenerazione», vale a dire la reintegrazione «nelle primitive proprietà,
virtù e potenze spirituali» di cui era in possesso Adamo.
2. La «riconciliazione» comincia qui sulla terra «nel cerchio sensibile» per terminare
dopo la morte, nel «cerchio intelletto».
3. Pervenuto al «cerchio razionale o maggiore», sede degli Spiriti Settenari, ha
termine il suo lavoro avendo conseguito lo stato iniziale dell'Adamo innocente,
ove attende la «fine dei tempi» in cui avverrà la reintegrazione nello stato
divino all'atto del riassorbimento finale dei mondi.
4. Nel corso di questo suo iter egli entra in contatto con «potenze spirituali»
sempre più elevate che gli confermano la validità del suo lavoro ed il suo
progredire mediante la loro manifestazione sensibile su questo piano
quaternario, i famosi «passi», specie di geroglifici luminosi apparenti
all'operatore.
5. Il contatto può avvenire con l'intervento di tre elementi che sono:
a. il consenso ed il concorso del Creatore;
b. l'intervento di uno Spirito Maggiore o intermedio;
c. l'azione esercitata dalla volontà dell'operatore sull'essere invocato. Come si vede
la «tecnica» andava molto al di là della semplice manualità in quanto,
perch'essa potesse dare dei frutti, occorreva quella famosa «polvere del
pirimpimpin» ben nota in magia.
L'azione esercitata dalla volontà dell'operatore richiedeva necessariamente certe
«virtù» dipendenti da queste tre condizioni:
a. dal suo stato di grazia;
b. da una facoltà soprannaturale che gli veniva conferita per mezzo della
iniziazione;
c. dalla cooperazione « simpatica » a distanza dei suoi eguali nella iniziazione.
«La precisione delle cerimonie — scriveva Martinez de Pasqually — non è da sola
sufficiente, necessita una esattezza ed una santità di vita all'adepto che vuole entrare in
relazione con gli Spiriti e gli necessita una preparazione spirituale fatta per mezzo della
preghiera, del ritiro e dell'attesa».
L'Eletto Cohen doveva osservare una regola di vita a carattere ascetico. I piaceri dei
sensi dovevano essere contenuti al massimo. L'alimentazione abituale richiedeva
l'abolizione del sangue, del grasso e delle interiora degli animali. L'uso dell'alcool era
assai limitato. Erano inoltre prescritti dei periodi di digiuno e di ritiro dalla vita profana
che dovevano essere scrupolosamente osservati.
Le tradizionali regole del «silenzio», della purificazione fisica e psichica, dei digiuni
periodici erano quindi strettamente prescritte ovviamente come supporti per il
raggiungimento di uno stato magico che trovava la sua massima espressione nel corso
delle operazioni, la riuscita delle quali — riassumendo — richiedeva:
a. purezza fisica e psichica;
b. possesso della ordinazione;
c. osservanza scrupolosa del rituale;
d. concorso del Maestro e dei pari in ordine;
e. influenza degli astri e dei numeri, calcolo del periodo astrologico favorevole;
f. l'intervento della Grazia divina.
Lo stesso Martinez dice «quand'anche noi ci troviamo nelle miglinori disposizioni,
quando tutte le cerimonie si svolgono con la più grande regolarità, la Chose può conservare il
suo velo per noi...».
Robert Ambelain (che fu il nostro Iniziatore nell'Ordine degli E.C.) così scriveva nel
suo libro Le Martinisme. «Lo scopo delle operazioni del culto è di consentire all'uomo
due cose:
a. all'uomo-individuo di reintegrarsi nell'Uomo-Archetipo;
b. all'Uomo-Archetipo, di riconquistare (una volta ricostituito) un Dominio da cui le
entità decadute lo avevano privato (facendolo decadere con sua propria
colpa) e di rientrare in possesso della sua "natura gloriosa" ».
Il paragrafo a) è correlativo di un regime materiale (purificazione dell'aura umana
materiale con l'astinenza da certi alimenti nella nutrizione troppo grossolani o animali)
e di un regime morale (purificazione dell'aura umana spirituale, con il rigetto di tali o
tal'altri difetti, lo sviluppo di certe qualità, conoscenze, la sparizione di abitudini nocive
ecc...).
Il paragrafo b) è correlativo di una lotta, di un realissimo combattimento iperfisico,
contro le Entità rivali, per mezzo delle Operazioni teurgiche.
Ora in un combattimento iperfisico di questo genere, come l'uomo potrebbe affidare
la cura di vegliare intorno ai suoi cerchi di protezione a delle entità extraumane che egli
giustamente mira a spodestare da questo «Dominio»?
Che cosa è precisamente questo Dominio? La Cabala, come la Sacra Scrittura lo
menziona: il Regno, in ebraico Malkuth.
...Il Regno o Malkuth è conosciuto dai cabalisti quale dominio proprio dell'uomo. In
esso si riflettono ciascuna delle altre sephirot o sfere... Dunque l'intero albero cabalistico
(immagine del famoso frutteto... del giardino dell'Eden e i due alberi quello della Vita
Eterna e quello della Scienza del Bene e del Male), quest'albero cabalistico deve avere il
suo riflesso microcosmico in Malkuth e così tutte le sfere metafisiche... che sfuggono
all'uomo. Il solo dominio che gli è aperto è Malkuth, piano che gli è proprio, dove lo
Spazio è identico alla sua Essenza, dove il Contenente è in pari tempo il contenuto, dove
si realizza allora la decisione divina che vuole che l'Uomo sia l'immagine di Dio...
In origine l'Uomo-Archetipo occupa, governa ed amministra Malkuth. Dopo la
caduta, Malkuth, oscurato ed ottenebrato in parte dalla prepotenza che vi hanno presa i
«Guardiani Ribelli», diventa allora la sua prigione, la sua ganga melmosa. Malkuth
ridiventerà il regno luminoso ed armonioso dove Adam-Kadmon regnerà nuovamente
(è la divisa «scozzese» assai conosciuta «Ordo ab Chao...»), per continuarvi il suo
compito eterno. In un caso come nell'altro, Malkuth resta la pietra, prima grezza, poi
sgrossata, poi levigata, l'unica Grande Opera Filosofale degna di un Adepto.
Ora se le potenze negative, avendo trionfato su Adamo, sono i Reggenti di Malkuth
durante la caduta di Adamo Kadmon, è equo ammettere che dopo la sua Reintegrazione
nella primitiva natura i Reggenti saranno dei riflessi microcosmici dell'Adamo Kadmon,
cioè le cellule costitutive più sublimate, più purificate dell'Uomo-Archetipo, cellule che
avranno preso il posto delle Potenze negative infine scacciate dal Regno...».
Si è fatta a parer nostro discreta confusione tra le istruzioni per le ordinazioni ai
diversi gradi dell'Ordine e le istruzioni per le operazioni, queste seconde tutte riservate
ai Reau+ ed ai Grandi Architetti.
A giustificare i confusionari diremo che le ordinazioni o iniziazioni erano anch'esse
chiamate «operazioni», in realtà solo quella dei REAU+ era una vera e propria
operazione magica.
Sotto questo aspetto diamone un elenco:
1. Operazioni di ordinazione.
1. Invocazione giornaliera o lavoro giornaliero dei Reau+.
2. Invocazione dei tre giorni (lunare).
3. Operazioni equinoziali e solstiziali. Le tecniche comportavano tre elementi
distinti:
a. gli esorcismi, destinati a stroncare l'azione demoniaca nel cosmo, ad ostacolare
la loro azione sugli uomini, a distruggere il loro potere sull'Operatore e i suoi
discepoli, ad ottenere la fine o la limitazione di certi flagelli, ad annullare le
operazioni di Magia Nera;
b. gli scongiuri, destinati a stabilire un contatto con il Mondo Angelico e con la
«Comunione dei Santi». Tra questi ultimi l'Operatore si sceglie dei «patroni»
particolari e, nel mondo Angelico dei Guardiani e delle Guide;
c. le preghiere, rivolte a Dio per ottenere la sua Grazia e la sua Misericordia, in
vista della Reintegrazione. Esse sono integrate nei rituali di scongiuro che
precedono e sono destinati a canalizzarle e ad amplificarle.
Accanto a ciò devesi porre la conoscenza dell'Astrologia e la sua pratica per i
necessari calcoli delle posizioni degli astri, la conoscenza delle analogie e delle sue
pratiche applicazioni in ordine a strumenti, colori, vesti ecc..., le tecniche per la
costruzione dei cerchi operatori i cui elementi variano in rapporto allo scopo delle
operazioni, ai tempi, ed ai supporti impiegati.
Il Culto Divino — quello segreto rivelato da Martinez — secondo la suddivisione del
Le Forestier, ripresa dall'Ambelain ed ormai classica, poteva suddividersi in dieci parti,
che sono, seguendo Ambelain (Alchimia Spirituale), le seguenti:
1. Culto di espiazione. L'uomo manifesta il suo pentimento, tanto delle proprie
colpe, quanto della caduta del prototipo iniziale, l'Adamo Primo, corego del
coro delle Anime Preesistenti. Ne deriva una ascesi ed un rituale penitenziale
(Sephira: Malkuth).
2. Culto di grazia particolare generale. Operazioni che consistono nel sostituirsi
all'insieme dell’Umanità terrestre del momento, ed a farla partecipare ai frutti
dell'Operazione individuale (Sephira: Jesod).
3. Culto Operatorio contro i demoni. Autori della degradazione all'inizio dei tempi,
essi tendono a mantenere e ad aggregare il loro giogo su tutta l'Umanità.
Con degli esorcismi (le celebri operazioni Equinoziali) il Cohen li combatte e li
respinge fuori dell'aura terrestre (Sephira: Hod).
4. Culto di Prevaricazione e di Conservazione. E’ il seguito della precedente. Questa
operazione consiste nel combattere e nel punire i seguaci della magia nera e
della stregoneria e soprattutto nel punire gli spiriti decaduti che ne sono i
collaboratori (Sephira: Netzaa).
5. Culto contro la guerra. Se l'omicidio è il più grave dei crimini, l'omicidio
collettivo è evidentemente ancora più grave. Il Cohen lotta contro le Potenze
di odio tra le Nazioni e tenta di sviare la loro azione... (Sephira: Tiphereth).
6. Culto di opposizione ai nemici della legge divina. Operazione teurgica che ha per
scopo la lotta contro le azioni umane che tendono a diffondere l'ateismo, il
satanismo, il luciferismo, sotto le loro forme egualmente umane (Sephira:
Geburah).
7. Culto per ottenere la discesa dello Spirito Santo. Operazione che ha per scopo la
infusione dello Spirito Santo e dei suoi doni (Sephira: Hesed).
8. Culto di rafforzamento della Fede e della Perseveranza nella virtù spirituale e divina.
Operazione che ha per scopo la comprensione dei Misteri Divini, comprensione
che permette all'emulo di rafforzare la sua fede in modo assoluto e definitivo
(Sephira Binah).
9. Culto per fissare in se lo Spirito Riconciliatore divino. È la accoglienza totale dello
Spirito Santo, la discesa delle «lingue di fuoco» della Pentecoste,
l'illuminazione finale, con i privilegi che essa comporta (Sephira Hochma).
10.Culto di dedica annuale di tutte le Operazioni al Creatore. Questa parte comprende
l'insieme delle consacrazioni, delle benedizioni eccetera...».
Fin qui Robert Ambelain. Tuttavia, a nostro giudizio, non ci sentiamo di sottoscrivere
globalmente il commento a questa suddivisione. Che Martinez abbia ricreato un «culto»
con caratteri particolari è una verità che traspare dalle sue istruzioni segrete e dalla sua
«Reintegrazione», ma la stessa ordinazione di REAU+ con il sacrificio cruento
dell'agnello ci sembra assai lontana (anche se magicamente corretta) da una
interpretazione moralistica ed assai... cristiana. Ma Ambelain scriveva nell'epoca —
assai breve — delle sue riscoperte cristiane.
La verità è che i «culti» elencati si intersecano variabilmente tra di loro come
vedremo in breve.
Abbiamo accennato che solo i Grandi Architetti o Grandi Maestri Cohen o
Apprendisti Reau+ (terz'ultimo grado della scala) in un certo qual senso eseguivano
delle operazioni preparatorie a quelle riservate esclusivamente ai REAU+ (ultimo grado
della scala). Essi infatti avevano i poteri e le funzioni degli esorcisti. Si legge che
«operano il mercoledì ed il sabato di ciascuna settimana, tutti i mesi dell'anno ed in tutte le
circostanze pericolose quando il caso lo richiede» «imponendo le loro mani a squadra su tutte le
cose che sono oggetto delle loro operazioni» cioè esorcizzando oggetti o persone per mezzo
della imposizione delle mani. Inoltre essi sono tenuti a servire il loro Potentissimo
Maestro «sei giorni per i due equinozi, dodici giorni per i due solstizi, quattordici giorni per la
perfetta operazione dei due equinozi, quattordici giorni per quelle dei due solstizi». I Grandi
Architetti quindi lavoravano alle operazioni equinoziali e solstiziali solo nella fase
preparatoria sapendo combattere gli spiriti perversi, ma nulla conoscendo dell'arte di
chiamare quelli positivi, «perché non sono altro che degli esseri temporali (prigionieri cioè
del quaternario) e non potranno ottenere la potenza necessaria se non divenendo esseri
spirituali». Era per questo richiesto uno stage di sette anni.
Le operazioni dei REAU+, oltre quella di ordinazione erano:
1. La invocazione giornaliera che consisteva:
a) tracciamento del cerchio con al centro la W ed un geroglifico di un protettore;
b) accensione del cero della presenza che si poneva sopra la W;
c) invocazione al proprio « angelo ».
2. Operazione (lunare) o dei tre giorni. Nel primo quarto della luna crescente:
d) tracciamento del cerchio con la W e dei segni di «geni» positivi (a scelta
dell'operatore);
e) incensamento del cerchio con la seguente miscela di profumi: zafferano,
incenso maschio, fiori di zolfo, grani di papavero bianco e nero. chiodi di garofano,
cannella bianca in bastoni, lacrime di mastice, di sandracea, di noce moscata;
f) accensione del cero di presenza e messa in situ;
g) invocazioni e scongiuri.
3. Operazioni equinoziali e solstiziali (I° tipo).
a. Preparazione:
1. Regime alimentare ecc... come già detto. L'operazione veniva
ripetuta per tre sere consecutive con la sola variante
dell'orientamento del pentacolo di difesa.
2. Tutte le mattine recita dell'Ufficio dello Spirito Santo.
3. Inizio ore 22.
4. Preambolo: recita dei sette salmi penitenziali e delle litanie.
5. Tracciamento del cerchio operatorio ad est (a quarto di cer chio in
quanto le operazioni venivano eseguite in gruppi di quattro
contemporaneamente). Tracciamento del cerchio di ritirata ad ovest.
6. Piazzamento di 8 candele.
7. A mezzanotte:
· Assunzione della posizione del «morto vivente» (allungato a terra
ed avambracci incrociati tra di loro, per sorreggere la fronte) per 6
minuti.
· Accensione del «fuoco» e delle candele.
· Assunzione della posizione in ginocchio nel «cerchio di ritirata».
· Pronuncia dei nomi sacri scritti nei cerchi operatori.
· Richiesta di grazia.
· Richiesta del segno o del «passo». Fumigazioni ed incensamento.
Estinzione delle luci salvo una.
· Recita delle invocazioni.
· Attesa del segno sino alle due e mezzo del mattino.
8. Cancellazione dei cerchi e dei geroglifici accompagnate da
invocazioni e scongiuri.
4. Operazioni equinoziali e solstiziali (II° tipo).
a. Come al N. 3;
b. come al N. 3 b/1, b/2;
c. recita dello scongiuro del Mezzogiorno ripetuto 4 volte per Satana,
Belzebuth, Baran e Leviatan;
d. invocazione speciale;
e. invocazione dei tre giorni (il terzo giorno veniva al suo posto detto «Il
Grande Scongiuro del Serpente»;
f. tracciamento del cerchio operatorio composto di un quarto di cerchio
all'angolo Est contenente il Grande Cerchio di Comunicazione; del Cerchio di
ritirata all'angolo Ovest e di sette piccoli cerchi. Nei cerchi si scrivevano i
nomi divini, delle potenze planetarie, dei geni protettori ecc...;
g. piazzamento di nove candele;
h. recita dei sette salmi di David;
i. sette prosternazioni ed accensione delle candele;
j. accensione dei profumi ed incensamenti (28 volte);
k. spegnimento delle candele dei cerchi piccoli e pronuncia dei nomi
rispettivi;
l. piazzamento nel cerchio di comunicazione ed invocazione dei quattro
rettori delle regioni celesti;
m. invocazione;
n. piazzamento nel Cerchio di ritirata ed osservazione dei passi n;
o. cancellazione di ogni segno, invocazioni, scongiuri ed abbandono del
luogo operatorio.
Queste — salvo alcune varianti — le operazioni teurgiche dei Cohen o meglio
dei Reau+. Ovviamente qui abbiamo dato semplicemente una traccia e
praticamente abbiamo taciuto tutti i dettagli poiché la struttura delle presenti note
esula dalla operatività Cohen in senso estensivo.
Aggiungeremo solo che il piano operatorio (i cerchi operatori cioè) erano per
quest'ultimo tipo di operazioni, lo schema dell'universo immateriale ove il teurgo si
accingeva ad entrare per mezzo della sua aspirazione, delle sue preghiere e della sua
preparazione rituale. La comparsa dei «passi», al termine del lavoro teurgico
rappresentava la manifestazione della presenza della «potenza» con la quale il
mondo «spirituale» rispondeva al celebrante.
Ci è giocoforza, a questo punto, sottolineare ancora una volta che il Cristo di
Martinez ed il suo cristianesimo non erano che una vernice atta a rendere accettabile la
sua dottrina segreta nell'ambiente massonico in cui svolgeva il suo servizio.
Il Cristo di Martinez, non ha niente a che vedere con il Cristo dei cristiani,
perché in realtà è UNO DEI NUMEROSI AVATAR DEL RICONCILIATORE, Spirito
emanato a diverse riprese dal cerchio della Divinità che per compiere la sua missione
ogni volta animava un corpo di materia apparente. La prova evidente di ciò, la prova
che con la parola Cristo Martinez intendeva il Riconciliatore (qualunque abito esso
avesse vestito o vestisse in futuro) e non il Gesù storico, si ha nel fatto ch'esso fa
parte di una schiera di eguali, di Uomini-Dio, che comincia con Enoc ed include Noè,
Melkisedek, Giuseppe, Mosè, David, Salomone, Zorobabele.
Una lampante dimostrazione dell'essere il cristianesimo di Martinez una vernice, ci
viene dal fatto che operativamente ai nomi dei Geni e degli Angeli della tradizione
magica, sostituisce quelli dei Patriarchi, degli Apostoli, dei Santi e dei soli Angeli
ammessi dalla Chiesa, per esempio il Quaternario vede al posto dei 4 angeli i 4
evangelisti, il settenario vede al posto dei sette pianeti con i rispettivi angeli i sette
vescovi delle sette chiese della Apocalisse, i geni delle dodici costellazioni sono
sostituiti dai dodici Apostoli e perfino i 360 geni dei giorni solari sono sostituiti da
365 santi e così via...

venerdì 17 maggio 2013

Ordine Martinista Sufi - Incogniti ad oltranza


Mentre ricercavo del materiale inerente il Martinismo e gli Eletti Cohen, con mi sommo divertimento, e lo ammetto anche un poco di turbamento (amo gli eufemismi), ho scoperto l'esistenza di un Ordine Martinista Sufi. 

Ad onor del vero non vi è poi molto su cui ridere, in quanto pare che il Filosofo Incongnito è incognito sopratutto ai suoi seguaci postumi. I quali sospinti dalla deriva relativista tipica dell'animo moderno, da una carenza culturale, da un'assoluta mancanza di radicamento tradizionale, si lasciano suggestionare dalle proprie velleità, piuttosto che rispettare una scuola Operativa, che affonda la propria ragion d'essere, nel più autentico cristianesimo. Louis Cloude de Saint Martin era un filosofo e mistico cristiano, così come lo erano i suoi punti di riferimento. Lo stesso Martinez era un fedele praticante delle Cabala Cristiana, e la centralità dell'Opera Martinista, per quanto possano o non possano dire certuni che apparentemente fanno parte del nostro numero, ma che in realtà ci sono estranei, si fonda sul Cristo. Inteso sia come corrente energetica-magica, sia come processo alchemico interiore.

Da cui discende la necessità che il martinista sia cristiano, in quanto non è ammissibile, in chiave tradizionale, uno scollamento fra la sfera individuale, quella religiosa, e quella esoterica. Purtroppo quando parliamo di NON PORTARE I METALLI IN LOGGIA, non ci riferiamo soltanto ad orologi, catenelle e monili vari, ma bensì al piombo psicologico ed emotivo.

La colpa è di chi doveva vigilare e non ha vigilato, di chi si sentiva in obbligo di concedere la Lux, neppure fosse un faro sugli scogli, a chiunque, chi per ampliare i confini del proprio ego alla perenne conta di testa e capitazioni, ha a poco a poco rimosso ogni requisito formale e sostanziale. La fortuna del martinista è che non è obbligato a riconoscere e farsi riconoscere come tale, neppure innanzi a chi pretende di esserlo.

Concludo rimanendo in attesa di chissà quale nuova invenzione dell'Ego malato di qualcuno. Chissà cosa vedrò domani  la formazione dell'Ordine dei Massoni Politeisti Agnostici, il Sangha Buddista Evangelico, il Conven dei Wiccan Sunniti, Gli Eletti Cohen Atei, la Fratellanza delle Prostitute Sacre di Bastet Vergini, l'Ordine Cinese degli Sciamani Siberiani, Il Cerchio degli Esquimesi Pentecostali Taoisti. 

Non saprei, ma ciò che di sicuro mi rallegra è che alla demenza tradizionale non vi è limite alcuno
.