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mercoledì 22 gennaio 2014
Aforismi Martinez de Pasqually, Trattato sulla Reintegrazione degli Esseri
Più i principi dei demoni fanno uso della loro potenza contro l’Altissimo, più vengono umiliati e puniti. Più riportano vittorie sui minori spirituali, più sono tormentati e disperati, perché il Creatore toglie, con loro grande vergogna, la preda, riconducendo alla divina giustizia i minori che essi hanno soggiogato (condotto al Lato Oscuro), non consentendo mai che una completa vittoria rimanga agli spiriti perversi né alle loro legioni. Sono concesse agli spiriti perversi delle leggi immutabili, ogni azione e movimento e autorità potente per agire secondo la loro volontà contro ogni essere spirituale emanato, come contro ogni essere di forma corporea. Ma nonostante tutta la loro ostinazione, nessuna delle loro opere giunge allo scopo cui essi si propongono di arrivare. Forse mi chiederete quale fosse lo scopo cui i demoni si proponevano di arrivare? E’ quello di oltrepassare i limiti loro prescritti seducendo senza posa gli abitanti della terra, corrompendo e portando attacchi più forti di quelli che erano assegnati alla loro potenza ordinaria; è di aver sedotto l’intelletto dei minori, allo scopo di farsi passare ai loro occhi come i soli veri dèi della terra e dei cieli, promettendo di procurare ad essi la stessa potenza e le stesse facoltrà di quelle che possiede la divinità, e che se questi minori volessero seguirli e riconoscerli loro capi, potrebbero presto agire liberamente su qualsiasi essere
(Martinez de Pasqually, Trattato sulla Reintegrazione degli Esseri)
La rabbia dei demoni, i quali hanno giurato di dissolvere e distruggere ogni specie di creazione; e ciò servendosi degli stessi uomini, nei quali insinuano una gran quantità di passioni materiali che sanno esser conformi alla debolezza dei sensi della vita materiale e spirituale; e per mezzo di queste insinuazioni, essi operano nei minori delle azioni opposte le une alle altre, mantendole così nella confusione…L’accanimento dei demoni nel disseminare dissensi tra gli uomini tende unicamente a far nascere in loro pensieri smisurati di orgoglio e ambizione, affinchè gli uomini vivano continuamente in discordia spirituale e che non conoscano il motivo e la causa del turbamento e delle pene alle quali sono condannati, e che possano perdere del tutto l’idea del culto che devono tributare al Creatore…I demoni hanno potere sulle forme corporee di materia apparente; ma occorre sapere che i medesimi demoni non possono impedirne la reintegrazione delle sostanze spirituali che compongono le forme, non essendo queste sostanze derivate da loro. Possono anche distruggere la forma particolare ma non la forma generale terrestre, la quale non deve aver fine che nel tempo prescritto e limitato dal Creatore
(Martinez de Pasqually, Trattato sulla Reintegrazione degli Esseri)
Più i principi dei demoni fanno uso della loro potenza contro l’Altissimo, più vengono umiliati e puniti. Più riportano vittorie sui minori spirituali, più sono tormentati e disperati, perché il Creatore toglie, con loro grande vergogna, la preda, riconducendo alla divina giustizia i minori che essi hanno soggiogato , non consentendo mai che una completa vittoria rimanga agli spiriti perversi né alle loro legioni. Sono concesse agli spiriti perversi delle leggi immutabili, ogni azione e movimento e autorità potente per agire secondo la loro volontà contro ogni essere spirituale emanato, come contro ogni essere di forma corporea. Ma nonostante tutta la loro ostinazione, nessuna delle loro opere giunge allo scopo cui essi si propongono di arrivare. Forse mi chiederete quale fosse lo scopo cui i demoni si proponevano di arrivare? E’ quello di oltrepassare i limiti loro prescritti seducendo senza posa gli abitanti della terra, corrompendo e portando attacchi più forti di quelli che erano assegnati alla loro potenza ordinaria; è di aver sedotto l’intelletto dei minori, allo scopo di farsi passare ai loro occhi come i soli veri dèi della terra e dei cieli, promettendo di procurare ad essi la stessa potenza e le stesse facoltrà di quelle che possiede la divinità, e che se questi minori volessero seguirli e riconoscerli loro capi, potrebbero presto agire liberamente su qualsiasi essere
(Martinez de Pasqually, Trattato sulla Reintegrazione degli Esseri)
Ecco, Israele, tutto ciò che puoi ottenere dall’intelletto demoniaco e dal princìpio dei demoni; e tuttavia è con essi che cerchi di legarti senza posa, per vivere eternamente sotto le leggi abominevoli e contrarie a quelle del Creatore e dell’umanità spirituale divina…E’ necessario ora che ti istruisca sulle facoltà e sulla potenza del gran principe dei demoni, sotto i quali sei rimasto in schiavitù in Egitto. La prevaricazione demonica l’ha fatto cadere in una così grande privazione che non può più ricevere alcun intelletto divino, ma gli resta e gli resterà sempre la facoltà del pensiero; e la volontà che che corrisponde a questo pensiero forma il suo intelletto demoniaco generale. Con la sua parola di comando, che è in effetti la sua azione, insinua il cattivo spirito sugli spiriti suoi aderenti, i quali poi lo comunicano ai minore che il principe dei demoni cerca incessantemente di sedurre e di sottomettere alle sue leggi. Questi cattivi spiriti aderenti, sebbene inferiori, hanno la medesima facoltà del loro principe perché sono, come lui, esseri pensanti e liberi da ogni forma materiale; essi hanno per conseguenza il loro intelletto particolare, che emana immediatamente da essi stessi, come l’intelletto generale cattivo emana dal gran principe dei demoni, loro capo. Vedi dunque che lo spirito cattivo non ha in suo potere che due potenze: la sua pura determinata e quella degli spiriti inferiori suoi seguaci…Sappi Israele che che è questo istinto particolare (yetzer hara) che circonda ogni essere di corpo creato ed ogni essere minore non appena viene emancipato dal cerchio della divinità; è lui che tenta, attacca e combatte i minori spirituali e assai spesso li fa soccombere secondo il suo perverso desiderio
(Martinez de Pasqually, Trattato della reintegrazione degli esseri)
mercoledì 21 agosto 2013
Aforismi di Eliphas Lévi
"I Tarocchi sono una macchina filosofica, che evita alla mente di divagare, pur lasciandole iniziativa e libertà; si tratta di matematica applicata all'assoluto, l'unione di ciò che è logico con ciò che è ideale, come una combinazione di pensieri esatti tanto quanto i numeri, forse la concezione più semplice e più grande del genio umano."
"Una volontà lucida può agire sulla massa della luce astrale e, col concorso di altre volontà che essa assorbe e seco trascina, determinare grandi e irresistibili correnti..."
"È una fatica di Ercole che assomiglia ad un gioco da bambini" dicono i maestri della santa scienza
"Ogni intenzione, che non si manifesta per mezzo di atti, è una vana intenzione, e la parola che la esprime una parola inutile; è l'azione che dà la prova della vita ed è pure l'azione che prova e dimostra la volontà"
"Il Grande Maestro ha dunque rivelato un mistero della scienza magica positiva quando ha detto: Volete accumulare carboni ardenti sul capo di chi vi ha fatto del male? Perdonategli e fategli del bene!..."
"Chi si dedica alle opere della scienza deve giornalmente muoversi con moderazione, astenersi dalle veglie troppo prolungate e seguire un regime sano e regolare...deve soprattutto distrarsi tutti i giorni dalle preoccupazioni magiche con occupazioni materiali o lavorando sia in arte sia nell'industria, sia anche ad un mestiere. Mezzo per ben vedere è quello di non guardare sempre, e chi passasse tutta la sua vita a mirare sempre allo stesso scopo finirebbe per non mai raggiungerlo."
lunedì 24 giugno 2013
AFORISMI BASILIANI di Eglinus Iconius (Angelus Medicus)
AFORISMI BASILIANI
o
CANONI ERMETICI
sullo spirito, l'anima e il corpo
del Mondo Maggiore e Minore,
composti da
HERMOPHILUS PHILOCHEMICUS
Ermete Trismegisto
o
CANONI ERMETICI
sullo spirito, l'anima e il corpo
del Mondo Maggiore e Minore,
composti da
HERMOPHILUS PHILOCHEMICUS
Ermete Trismegisto
Queste cose
appaiono vere al sapiente: incredibili all'ignorante.
Marpurgo
Dall'officina di Wolgangus Kezelius
1608
Dall'officina di Wolgangus Kezelius
1608
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Ermete Trismegisto meritò di essere chiamato Padre dei Filosofi per aver indagato il triplice regno Minerale, Vegetale e Animale; anzi per aver indagato la triplica sussistenza in un'unica essenza creata, in cui esplorò ogni virtù della Natura vegetale, animale e minerale.
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La forza vegetante nella natura del Mercurio volatile, candido a guisa di neve, coagulato, non è comune; questo è in qualche modo lo Spirito sia del mondo maggiore che del minore, da cui dipendono la mobilità e la fluidità della stessa natura umana, secondo l'anima razionale.
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La forza animante, d'altra parte, in quanto legame del mondo, è in mezzo tra lo Spirito ed il corpo e vincolo per entrambi. Si trova nello Zolfo di un certo olio rosso e trasparente, simile al Sole nel Mondo Maggiore ed è il cuore del Microcosmo.
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La mineralità, infine, possiede un corpo quasi a guisa di Sale, di mirabile virtù e odore; quando il sale sarà stato separato dalle scorie della terra, non sarà dissimile dal Mercurio se non per lo spessore del corpo e la consistenza della terra.
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Queste tre sussistenze in un'unica essenza creata, costituiscono il limbo del mondo maggiore e minore da cui fu creato il primo uomo, plasmato dalla polvere della terra. Qui accede, come Regina, l'anima razionale del Microcosmo, la quale è immortale, immediatamente insufflata da Dio nonché causa motrice e direttrice di queste tre e di tutte le funzioni nell'uomo.
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In effetti, come dai quattro elementi, grazie alla polvere coagulata della terra, la forza e la vita dei nostri corpi traggono salute se lo spirito mercuriale, l'umido radicale, l'anima sulfurea e il caldo naturale - assieme alla consistenza del sale che preserva dalla putredine - si armonizzano in uno, così, viceversa, è necessario separare l'anima immortale dal corpo di polvere coagulata della terra, se sopraggiunge difetto in uno o più dei tre principi. Se la mancanza è totale, allora sopravviene la morte, se parziale, la malattia. L'anatomia consiste precipuamente nel vedere ciò che si trova nei sette membri Principali.
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A questa triplice mancanza niente può ugualmente rimediare quanto quella massa del limbo, coagulata dai tre principi in uno solo, da cui fu animato il primo uomo, e che equivale alla potenza della natura ed alla forza che deve essere suscitata e alimentata, quando nel corpo astrale fisso sarà stata debitamente convertita.
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Da ciò si comprende come il Balsamo del soggetto Ermetico, abbia una singolare armonia col corpo umano: perciò quell'Elvetico Monarca dei Fisici, Filippo di Hohenheim, ossia Paracelso, nel Libro sulla Pietra Fisica, detto anche Manuale, giustissimamente asserisce che il Microcosmo, situato nel limbo terrestre e formato dalla polvere della terra, non solo secondo un'opinione, ma veramente e propriamente, può essere condotto alla sanità e conservato radicalmente, grazie a questa Medicina, del pari che dal suo simile.
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Invero, tanto più occorre fare attenzione, quanto più la medicina comune è debole nei confronti di quei tre principi del microcosmo e della loro armonia, che deve essere radicalmente preservata e mantenuta: è senza dubbio per caso che essa aiuta la nascita dei tre principi [dal momento che la sua forza è impiegata quasi tutta nei quattro umori].
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Al contrario, la Medicina Minerale Chimica, estratta dai metalli e dai minerali, raramente è sia preparata che amministrata correttamente: per questo Paracelso, nel suo libro, preferisce la sua medicina ad ogni altra: egli non nega, tuttavia, che vi siano analogamente grandi Arcani nelle altre cose Minerali, ma di più lunga opera e lavoro, non facilmente conquistabili in modo corretto, soprattutto dagli inesperti: questi, imbattendosi in queste cose, procurano più danno di quanto possano giovare.
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Cerchiamo dunque il Limbo nel Microcosmo in cui questo è situato; cerchiamo cioè quel viscido globo terrestre, coagulato dal Mercurio, dallo Zolfo e dal Sale: dal momento che questo certamente nasce da una certa sostanza umida, secondo Geber può ben essere definito viscosa umidità dell'umidità.
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Infatti sebbene il Mondo abbia avuto origine dal Nulla, deve la sua origine all'Acqua, sulla quale aleggiava lo Spirito del Signore: da essa provengono tutte le cose sia Celesti che Terrestri. Così, a questo punto, il Limbo emerge da un'Acqua non volgare, e non dalla rugiada celeste o dall'Aere condensato nelle caverne della Terra o nel Recipiente stesso, né è attinto dall'abisso del Mare, dalle fonti, dai pozzi o dai fiumi: ma piuttosto da una certa Acqua che ha patito sofferenza, sotto gli occhi di ognuno, ma conosciuta da pochissimi, che ha in sé tutte le cose che le sono necessarie per il compimento di tutta l'opera, a prescindere da ogni moto esterno.
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D'altra parte la Natura è quel certo spazio intermedio tra il Mondo Maggiore e Minore, che è reperibile ovunque e sia presso il povero che presso il ricco, come riferiscono tutti i Filosofi. Infatti essa fu gettata per le strade e calpestata, sebbene tuttavia sia fonte di mirabili operazioni. Ne consegue che dovranno essere reintegrati quei tre principi del nostro corpo che godono di diverse proprietà.
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Questa materia dissolta nella sua propria Acqua [dall'Acqua scaturisce infatti ogni Generazione] è fatta ruotare attraverso i quattro Elementi, finché non si trasformi nella Natura Astrale fissa, nell'Uovo Fisico, così detto per il calore della Gallina che cova le uova all'infinito: diversamente perirebbe la speranza di ogni discendenza.
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Così l'Uccello Ermetico una volta chiuso nella Gabbia, che è la Fornace, deve essere eccitato gradatamente dal calore continuato del nostro fuoco denso di vapori, finché non si schiuda e risani ognuno col suo parto.
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Come d'altra parte nella preparazione dei tre Principi di quest'Acqua - che ha sofferto pazientemente - non aggiungiamo nulla alla Materia sostanziale, e niente sottraiamo alle tre proprietà sussistenti, ma rimuoviamo piuttosto dalla sola preparazione le cose superflue, cioè eterogenee, come la Terra inaridita e l'acqua insipida, così l'opera Ermetica viene intrapresa grazie alla congiunzione dei tre Principi preparati in una certa proporzione. Naturalmente, il peso del corpo corrisponde quasi alla sesquialtera parte dello Spirito e dell'Anima.
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Dopo di ciò tutte le cose devono essere rette da un calore continuo, affinché la Natura, come Agente più profondo, non si arresti né patisca un eccesso. Al principio si faccia dunque un fuoco mite, inizialmente di quasi 4 gocce ovvero fili, finché la Materia annerisca. Poi aumenta fino ad arrivare quasi a 14 fili, finché la Materia si purifichi e l'Iride che appare finisca in colore Grigio. Quindi persevera fino a quasi 24 fili, fino alla perfetta Albedo, superiore alla Neve, fluente, fissa, che è la Luna del Microcosmo.
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Perciò se vuoi procedere verso la perfetta Rubedo, continuerai il fuoco per 70 giorni, finché il Lapis si muti in Rubino trasparente, massiccio e pesante, che è proprio il Sole del Microcosmo, che deve essere aumentato nello stesso modo in cui fu incominciato. Un grano di questo equivale a seimila grani, per cui deve essere amministrato in dosi piccolissime.
domenica 16 giugno 2013
Louis Claude De Saint Martin aforismi tratti dalle 10 Preghiere
Louis Claude De Saint Martin
aforismi tratti dalle 10 Preghiere
Sorgente eterna di tutto ciò che è, Tu che invii ai prevaricatori gli spiriti di errore e di tenebre che li separano dal Tuo amore, invia a colui che ti cerca uno spirito di verità che lo avvicini a Te per sempre. Che il fuoco di questo spirito consumi in me perfino le più piccole tracce del vecchio uomo e che dopo averlo consumato, faccia nascere da questo ammasso di ceneri un nuovo uomo sul quale la Tua mano sacra non disdegni di versare più l'unzione santa.
Verrò verso di Te, Dio del mio essere; verrò verso di Te, per quanto sozzo io sia; mi presenterò davanti a Te con fiducia. Mi ci presenterò in nome della Tua eterna esistenza, in nome della mia vita, in nome della Tua santa alleanza con l'uomo; e questa tripla offerta sarà per Te un olocausto di gradevole odore sul quale il Tuo spirito farà discendere il suo fuoco divino per consumarlo e ritornare poi verso la Tua dimora santa, carico e interamente pieno dei desideri di un'anima indigente che sospira solamente dietro a Te.
Sposo della mia anima, tu per il quale essa ha concepito il santo desiderio della saggezza, vieni ad aiutarmi Tu stesso a dare la nascita a questo figlio benamato che io non potrò mai troppo prediligere. Dacchè egli avrà visto la luce, immergilo nelle acque pure del battesimo del Tuo spirito vivificante, affinché sia iscritto sul libro della vita e sia riconosciuto per sempre, come essente nel numero dei fedeli membri della Chiesa dell’Altissimo.
Signore, come oserei guardarmi un istante senza rabbrividire d’orrore sulla mia miseria! Io abito in mezzo alle mie proprie iniquità che sono i frutti dei miei abusi in tutti i generi, e che sono diventati come la mia veste; ho abusato di tutte le mie leggi, ho abusato della mia anima, ho abusato del mio spirito, ho abusato ed abuso quotidianamente di tutte le grazie che il Tuo amore non cessa quotidianamente di spandere sulla Tua ingrata ed infedele creatura
Toglimi la mia volontà, Signore, toglimi la mia volontà: perché se posso un solo istante sospendere la mia volontà davanti a Te, i torrenti della Tua vita e della Tua luce entreranno in me con impetuosità, non essendovi più alcun ostacolo che li fermi. Vieni ad aiutarmi Tu stesso a rompere queste funeste barriere che mi separano da Te; armati contro me stesso, affinché in me nulla resista alla Tua potenza e che Tu trionfi in me di tutti i Tuoi nemici e di tutti i miei, trionfando sulla mia volontà.
Ascolta anima mia, ascolta e consolati nella tua miseria; vi è un Dio potente che vuole incaricarsi della cura di guarire tutte le piaghe. Egli è il solo, sì, è il solo che abbia questo supremo potere e lo esercita solamente verso coloro che lo riconoscono come il possessore e come il geloso amministratore di esso
Io mi presento alle porte del tempio del mio Dio, e non abbandonerò quest’umile posto dell’indigente, che il Padre della mia vita non mi abbia distribuito il mio pane d’ogni giorno. Eccolo che si fa avanti questo pane d’ogni giorno; io l’ho ricevuto, l’ho gustato e voglio annunciare la sua dolcezza alle generazioni future.
Uniamoci, uomini di pace, uomini di desiderio: uniamoci per contemplare in un santo tremore l’estensione delle misericordie del nostro Dio, e diciamogli in comune, che tutti i pensieri degli uomini, tutti i loro desideri più puri, tutte le loro azioni più regolari, non potrebbero insieme accostarsi al più piccolo atto del Suo amore
Signore, come ci sarebbe possibile quaggiù cantare i cantici della Città santa? E’ dal centro dei torrenti delle nostre lacrime, che noi possiamo far sentire i canti della gioia e del giubilo? Se apro la bocca per formarne i primi suoni, i singhiozzi mi opprimono e non posso lasciar sfuggire che dei sospiri e gli accenti del dolore; e spesso anche questi singhiozzi si soffocano nel mio seno, o nessun orecchio caritatevole è vicino a me per sentirli e portarmi del conforto.
Avrai tu la forza, o anima mia, di contemplare l’enormità del debito che l’uomo colpevole ha contratto verso la Divinità? Ma se hai avuta quella di abbandonarti al crimine, puoi ben considerarne tutto l’orrore.
martedì 4 giugno 2013
Meister Eckhart Pensieri, Massime e Aforismi
Prego Iddio che mi liberi di
Dio
Per una mente serena, tutto è possibile
Per una mente serena, tutto è possibile
Dovrai conoscere Dio
direttamente, senza ricorrere ad alcuna immagine e senza attribuirgli sembianza
alcuna. Finché l'io ed Egli, vale a dire, Dio e l'anima, non costituiscono un
solo qui ed un solo ora, l'Io non può operare, né essere una cosa sola, con Lui.
La gente pensa troppo a ciò che deve fare
e troppo poco a quel che deve essere
Se l'amore di Dio ci è nascosto, noi soli ne abbiamo colpa.
Noi siamo la causa di tutti i nostri ostacoli.
Guardati da te stesso e avrai fatto buona guardia
Dio non cerca il proprio utile;
in tutte le sue opere è puro e libero e le compie per vero amore.
Lo stesso fa l'uomo che è unito a Dio,
e che sta puro e libero in tutte le sue opere,
compiendole solo per onore di Dio,
senza cercare utile proprio. In lui è Dio che opera.
Il giusto non cerca niente con le sue opere.
Sono servi e mercenari quelli che cercano qualcosa con le loro opere,
o che agiscono in vista di qualche perché.
Dunque, se vuoi essere formato e trasformato nella giustizia,
non cercare e non aver di mira nelle tue opere alcun perché,
né nel tempo né nell'eternità,
né ricompensa né beatitudine,
né questo né quello,
perché tali opere sono morte davvero.
Perché tutte le cose siano nostre,
bisogna che accogliamo Dio ugualmente in tutte le cose,
non più in una che in un'altra,
giacché egli è uguale in tutte le cose.
Quando è la pienezza del tempo?
Quando non c'è più il tempo.
La pienezza del tempo è per chi, nel tempo,
ha posto il suo cuore nell'eterno,
e per cui sono morte tutte le cose temporali.
L'amore non vuole essere in nessun altro luogo,
se non dove è eguaglianza e unità.
Fra il signore e il servo non vi è pace,
perché non vi è uguaglianza.
L'uomo e la donna sono diversi l'uno dall'altra,
ma nell'amore sono del tutto uguali.
Se l'amore di Dio ci è nascosto, noi soli ne abbiamo colpa.
Noi siamo la causa di tutti i nostri ostacoli.
Guardati da te stesso e avrai fatto buona guardia
Dio non cerca il proprio utile;
in tutte le sue opere è puro e libero e le compie per vero amore.
Lo stesso fa l'uomo che è unito a Dio,
e che sta puro e libero in tutte le sue opere,
compiendole solo per onore di Dio,
senza cercare utile proprio. In lui è Dio che opera.
Il giusto non cerca niente con le sue opere.
Sono servi e mercenari quelli che cercano qualcosa con le loro opere,
o che agiscono in vista di qualche perché.
Dunque, se vuoi essere formato e trasformato nella giustizia,
non cercare e non aver di mira nelle tue opere alcun perché,
né nel tempo né nell'eternità,
né ricompensa né beatitudine,
né questo né quello,
perché tali opere sono morte davvero.
Perché tutte le cose siano nostre,
bisogna che accogliamo Dio ugualmente in tutte le cose,
non più in una che in un'altra,
giacché egli è uguale in tutte le cose.
Se si domandasse a un uomo vero,
che opera dal suo fondo proprio,
perché compie le sue opere,
questi, per rispondere giustamente,
non direbbe altro che:
"Io opero perché opero."
Se l'uomo si mette in rapporto o prende qualcosa
al di fuori di se stesso, non va bene.
Non si deve considerare Dio come esterno a noi stessi,
ma come nostro proprio essere.
Se vuoi vivere e vuoi che le tue opere vivano,
devi essere morto a tutte le cose e diventato nulla.
Della creatura è proprio far qualcosa a partire da qualcosa,
ma di Dio è proprio far qualcosa a partire dal nulla.
Tuttavia, dunque, nel tuo fondo agisci là:
le opere che compi là sono tutte vive.
L'uomo che si è distaccato da se stesso e da tutte le cose,
che non cerca in niente il suo utile e
che compie tutte le opere senza perché e solo per amore -
un tale uomo è morto al mondo e vive in Dio,
e Dio in lui.
Dio è un permanere nella purezza della propria essenza,
nella quale non vi sono attributi.
Deve andarsene tutto ciò che è contingente.
Egli è puro dimorare in se stesso,
dove non c'è il questo e il quello:
infatti quel che è in Dio è Dio.
Ho detto una volta:
chi cerca il nulla trova il nulla.
Perché si lamenta?
Ha trovato quello che cercava.
Chi cerca e desidera qualcosa,
cerca e desidera il nulla,
e a chi chiede qualcosa,
il nulla viene dato.
Sappi che se cerci in qualche modo il tuo utile,
non troverai mai Dio,
perché non cerchi soltanto lui.
Tu cerchi qualcosa insieme a Dio,
proprio come se facessi di Dio una candela con cui cercare qualcosa
- quando si è trovata la cosa, si getta via la candela.
Quel che cerchi insieme a Dio è il nulla,
qualsiasi cosa sia - utile, ricompensa, interiorità,
o che altro: tu cerchi il nulla, e perciò trovi il nulla.
Che tu trovi il nulla, dipende solo da questo:
che tu cerchi il nulla.
Se Maria non avesse prima generato Dio nello spirito, egli non sarebbe mai nato da lei nel corpo.
Per Dio vale di più essere generato spiritualmente da ogni vergine
- ovvero da ogni anima buona -
che essere nato corporalmente da Maria.
Tutto quello che il Padre ha dato al Figlio suo unigenito
lo ha dato altrettanto pienamente a me,
senza nulla di meno.
Ora potreste chiedermi:
se io ho in questa natura tutto quel che
Cristo può offrire secondo la sua umanità,
perché lo esaltiamo e veneriamo
come nostro Signore e nostro Dio?
Questo accade perché è stato un messaggero di Dio a noi,
e ci ha portato la nostra beatitudine.
Ma la beatitudine che ci ha portato era nostra.
La prima cosa che Dio dona è se stesso.
Se hai Dio, con lui hai tutte le cose.
A volte dico:
chi ha Dio e anche tutte le cose
non ha più di chi ha Dio soltanto.
Chi pensa di ricevere Dio nella interiorità,
nella devozione,
in un dolce rapimento o in una grazia particolare
più che presso il focolare o nella stalla,
non fa altro che prendere Dio,
avvolgergli un mantello intorno al capo
e cacciarlo sotto una panca.
Perché chi cerca Dio secondo un modo,
prende il modo e perde Dio,
che nel modo è nascosto.
Ma chi cerca Dio senza modo,
lo prende come è in se stesso;
vive nel Figlio ed è la vita stessa.
Dio opera maggiormente in un cuore umile, perché è là che trova la maggiore possibilità di operare, trovandovi la maggiore somiglianza con se stesso.
L’anima è fatta per un bene così grande ed alto, che essa non può in alcun modo trovare riposo, ed è sempre infelice, finché non giunge, sopra ogni modo, a quel bene eterno che è Dio, per il quale essa è fatta.
L’occhio nel quale io vedo Dio è lo stesso occhio in cui Dio mi vede.
L’uomo che si è distaccato da se stesso, è così puro che il mondo non può sopportarlo.
Non si deve cercare niente, né conoscenza né scienza, né interiorità né devozione né pace, ma soltanto la volontà di Dio.
Per una mente serena tutto è possibile.
Quando l’uomo compie buone opere mentre si trova in peccato mortale, non le compie a partire dal peccato mortale, ma piuttosto a partire dal fondo del suo spirito, che è buono in se stesso per natura, anche se egli non si trova nella grazia.
Se avviene un’opera buona attraverso un uomo, l’uomo si libera con questa opera e diviene più vicino al suo principio di quanto lo fosse prima e pertanto è migliore e più beato.
Tutto sarebbe donato a chi rinunciasse a se stesso assolutamente, anche per un solo istante.
Volontà e amore si dirigono verso Dio in quanto è buono e, se non fosse buono, non lo degnerebbero di attenzione.
lunedì 20 maggio 2013
Estratti dalle Dieci Preghiere di Louis Cloude de Saint Martin
Verrò verso di Te, Dio del mio essere; verrò verso di Te, per quanto sozzo io sia; mi presenterò davanti a Te con fiducia. Mi ci presenterò in nome della Tua eterna esistenza, in nome della mia vita, in nome della Tua santa alleanza con l'uomo; e questa tripla offerta sarà per Te un olocausto di gradevole odore sul quale il Tuo spirito farà discendere il suo fuoco divino per consumarlo e ritornare poi verso la Tua dimora santa, carico e interamente pieno dei desideri di un'anima indigente che sospira solamente dietro a Te.
Sorgente eterna di tutto ciò che è, Tu che invii ai prevaricatori gli spiriti di errore e di tenebre che li separano dal Tuo amore, invia a colui che ti cerca uno spirito di verità che lo avvicini a Te per sempre. Che il fuoco di questo spirito consumi in me perfino le più piccole tracce del vecchio uomo e che dopo averlo consumato, faccia nascere da questo ammasso di ceneri un nuovo uomo sul quale la Tua mano sacra non disdegni di versare più l'unzione santa.
Sposo della mia anima, tu per il quale essa ha concepito il santo desiderio della saggezza, vieni ad aiutarmi Tu stesso a dare la nascita a questo figlio benamato che io non potrò mai troppo prediligere
Signore, come oserei guardarmi un istante senza rabbrividire d’orrore sulla mia miseria! Io abito in mezzo alle mie proprie iniquità che sono i frutti dei miei abusi in tutti i generi, e che sono diventati come la mia veste; ho abusato di tutte le mie leggi, ho abusato della mia anima, ho abusato del mio spirito, ho abusato ed abuso quotidianamente di tutte le grazie che il Tuo amore non cessa quotidianamente di spandere sulla Tua ingrata ed infedele creatura: è a Te che io dovevo tutto offrire e tutto sacrificare, e non dovevo nulla offrire al tempo che è davanti ai Tuoi occhi, come gl’idoli, senza vita e senza intelligenza e tuttavia, non cesso di offrire tutto al tempo e niente a Te; e con questo mi precipito anticipatamente nell’orribile abisso
Toglimi la mia volontà, Signore, toglimi la mia volontà: perché se posso un solo istante sospendere la mia volontà davanti a Te, i torrenti della Tua vita e della Tua luce entreranno in me con impetuosità, non essendovi più alcun ostacolo che li fermi. Vieni ad aiutarmi Tu stesso a rompere queste funeste barriere che mi separano da Te; armati contro me stesso, affinché in me nulla resista alla Tua potenza e che Tu trionfi in me di tutti i Tuoi nemici e di tutti i miei, trionfando sulla mia volontà.
Di questo fuoco sacro, Egli invia in tutte le facoltà del nostro essere simili emanazioni che a loro volta, ripetendo incessantemente la loro azione in tutto ciò che ci compone, moltiplicano così continuamente la nostra attività spirituale, le nostre virtù e le nostre luci. Ecco perché è così utile elevarGli un tempio nel nostro cuore. Oh uomini di desiderio! Uniamoci per contemplare in un santo tremore l’estensione dell’amore, delle misericordie e delle potenze del nostro Dio.
Signore, come ci sarebbe possibile quaggiù cantare i cantici della Città santa? E’ dal centro dei torrenti delle nostre lacrime, che noi possiamo far sentire i canti della gioia e del giubilo? Se apro la bocca per formarne i primi suoni, i singhiozzi mi opprimono e non posso lasciar sfuggire che dei sospiri e gli accenti del dolore; e spesso anche questi singhiozzi si soffocano nel mio seno, o nessun orecchio caritatevole è vicino a me per sentirli e portarmi del conforto.
Avrai tu la forza, o anima mia, di contemplare l’enormità del debito che l’uomo colpevole ha contratto verso la Divinità? Ma se hai avuta quella di abbandonarti al crimine, puoi ben considerarne tutto l’orrore.
Sorgente eterna di tutto ciò che è, Tu che invii ai prevaricatori gli spiriti di errore e di tenebre che li separano dal Tuo amore, invia a colui che ti cerca uno spirito di verità che lo avvicini a Te per sempre. Che il fuoco di questo spirito consumi in me perfino le più piccole tracce del vecchio uomo e che dopo averlo consumato, faccia nascere da questo ammasso di ceneri un nuovo uomo sul quale la Tua mano sacra non disdegni di versare più l'unzione santa.
Sposo della mia anima, tu per il quale essa ha concepito il santo desiderio della saggezza, vieni ad aiutarmi Tu stesso a dare la nascita a questo figlio benamato che io non potrò mai troppo prediligere
Signore, come oserei guardarmi un istante senza rabbrividire d’orrore sulla mia miseria! Io abito in mezzo alle mie proprie iniquità che sono i frutti dei miei abusi in tutti i generi, e che sono diventati come la mia veste; ho abusato di tutte le mie leggi, ho abusato della mia anima, ho abusato del mio spirito, ho abusato ed abuso quotidianamente di tutte le grazie che il Tuo amore non cessa quotidianamente di spandere sulla Tua ingrata ed infedele creatura: è a Te che io dovevo tutto offrire e tutto sacrificare, e non dovevo nulla offrire al tempo che è davanti ai Tuoi occhi, come gl’idoli, senza vita e senza intelligenza e tuttavia, non cesso di offrire tutto al tempo e niente a Te; e con questo mi precipito anticipatamente nell’orribile abisso
Toglimi la mia volontà, Signore, toglimi la mia volontà: perché se posso un solo istante sospendere la mia volontà davanti a Te, i torrenti della Tua vita e della Tua luce entreranno in me con impetuosità, non essendovi più alcun ostacolo che li fermi. Vieni ad aiutarmi Tu stesso a rompere queste funeste barriere che mi separano da Te; armati contro me stesso, affinché in me nulla resista alla Tua potenza e che Tu trionfi in me di tutti i Tuoi nemici e di tutti i miei, trionfando sulla mia volontà.
Di questo fuoco sacro, Egli invia in tutte le facoltà del nostro essere simili emanazioni che a loro volta, ripetendo incessantemente la loro azione in tutto ciò che ci compone, moltiplicano così continuamente la nostra attività spirituale, le nostre virtù e le nostre luci. Ecco perché è così utile elevarGli un tempio nel nostro cuore. Oh uomini di desiderio! Uniamoci per contemplare in un santo tremore l’estensione dell’amore, delle misericordie e delle potenze del nostro Dio.
Signore, come ci sarebbe possibile quaggiù cantare i cantici della Città santa? E’ dal centro dei torrenti delle nostre lacrime, che noi possiamo far sentire i canti della gioia e del giubilo? Se apro la bocca per formarne i primi suoni, i singhiozzi mi opprimono e non posso lasciar sfuggire che dei sospiri e gli accenti del dolore; e spesso anche questi singhiozzi si soffocano nel mio seno, o nessun orecchio caritatevole è vicino a me per sentirli e portarmi del conforto.
Avrai tu la forza, o anima mia, di contemplare l’enormità del debito che l’uomo colpevole ha contratto verso la Divinità? Ma se hai avuta quella di abbandonarti al crimine, puoi ben considerarne tutto l’orrore.
giovedì 16 maggio 2013
Aforismi di Jakob Böhme
Riportiamo qui alcuni aforismi illuminanti del pensiero mistico di Jakob Böhme, la cui figura molto influenzò Louis Cloude de Saint Martin
«La nostra conoscenza deve essere completa nell'amore di Cristo (amore divino), in modo da amarci reciprocamente. Senza di ciò, la nostra conoscenza non servirà a nulla. Se non introduco la mia conoscenza, insieme al mio desiderio, nell'amore di Dio, in cui Egli ci ha amato in Cristo, e se non amo il mio prossimo nell'amore di Dio nel Cristo, nell'amore con cui Dio ci ama e con cui egli ci amò sebbene fossimo suoi nemici, non possiedo la luce di Dio dimorante in me stesso».
«Non acquisisco la mia conoscenza dalle lettere e dai libri, ma la posseggo entro me stesso, poiché il cielo e la terra con tutti i loro abitanti, e inoltre Dio stesso, sono nell'uomo».
«Il tuo stesso udito, la tua stessa volontà e la tua stessa vista ti impediscono di vedere e udire Dio. Esercitando la tua volontà, ti separi da quella di Dio e impiegando la tua vista, tu vedi solo entro i tuoi desideri, mentre tali desideri ostruiscono il tuo stesso senso dell'udito, chiudendoti le orecchie con ciò che appartiene alle cose terrene e materiali. Ciò ti mette a tal punto in ombra che non puoi scorgere ciò che è supersensoriale e al di là della tua natura umana. Ma se rimani tranquillo, e ti trattiene dal pensare e dal sentire con il tuo sé personale, allora ti verranno rivelati l'udito, la vista e la parola eterni, e Dio vedrà, sentirà e udrà attraverso di te».
«Colui che legge questi scritti e non riesce a comprenderli, non dovrebbe metterli da parte, immaginando che non possano mai essere afferrati. Dovrebbe cercare di mutare la sua volontà ed elevare la propria anima a Dio, chiedendogli la grazia e la comprensione, e quindi potrebbe riprendere la lettura. Troverà allora maggiori verità di quanto aveva potuto fare precedentemente, finché il potere di Dio finalmente si manifesterà in lui ed egli verrà tratto nelle massime profondità, nei fondamenti soprannaturali, cioè nell'unità eterna di Dio. Allora udrà parole di Dio reali ma inesprimibili, che lo condurranno attraverso la radiazione divina della luce celeste, perfino entro le forme più rozze della materia terrestre, e da questa risalirà a Dio; e lo Spirito di Dio investigherà ogni cosa in lui e con lui».
«Non devi fare nulla, ma abbandonare la tua volontà alla propria disposizione. Le tue cattive qualità si indeboliranno e ti tufferai con la tua volontà nell'Uno dal quale uscisti in principio. Tu giaci prigioniera delle creature: abbandona la tua stessa volontà e morranno in te le creature e le loro cattive inclinazioni, che ti trattengono perché tu non vada a Dio»
« L'Uno, il "Sì", è puro potere, è la vita e la verità di Dio, o Dio stesso. Dio però sarebbe inconoscibile a Se stesso e in Lui non vi sarebbe alcuna gioia o percezione, se non fosse per la presenza del "No". Quest'ultimo è l'antitesi, o l'opposto, del positivo o verità; esso consente che questa divenga manifesta, e ciò è possibile solo perché è l'opposto in cui l'amore eterno può divenire attivo e percepibile. »
"Il regno di Dio è nella nostra interiorità."
«Non si tratta in nessun modo di distoglierci da noi stessi e di guardare altrove in maniera puramente formale, negando semplicemente "noi-stessi" e tuffandoci in un aldilà vuoto. È impossibile, dunque, immaginare di essere ciò che non siamo. Che cosa potremmo pensare di diverso, se non la nostra stessa morte - e questo con la folle pretesa di considerarla come la nostra vita? "Perdere" se stessi non significa assolutamente trovare se stessi. È impossibile - fortunatamente, per la nostra salvezza - essere in grado di pensare questo e, peggio ancora, di rendere reale il contenuto di un tale pensiero - cioè la negazione e la perdita di noi stessi. Nessun mistico è riuscito ancora in modo puramente formale a distogliersi veramente da se stesso e fissare l'aldilà - meno ancora a uscire da sé e superarsi mediante una negazione pienamente formale del suo io. Chi cerca di guardare nell'aldilà vuoto, ancora una volta, non fa che trovare se stesso, benché pretenda il contrario. Perché possiamo distoglierci veramente da noi stessi e guardare all'aldilà, occorre che il nostro sguardo sia irresistibilmente attratto da un oggetto, che sia uno sguardo materialmente pieno. Occorre, di conseguenza, che ciò che noi riteniamo essere il nostro aldilà non sia il vuoto, il niente, ma qualche cosa, o piuttosto qualcuno... Questo "qualcuno", questo "altro" è Gesù Cristo».
«Dio - ed è l'errore di molti misticismi - non è né oggetto di contemplazione né di meditazione fra tanti altri. Anzi, Dio si sottrae a ogni contemplazione. Perché Dio agisce e lo fa mediante la sua Parola. Parla e vuole farsi ascoltare».
«Il Padre, che governa il primo principio, il fuoco, genera eternamente il Figlio, la luce, mediante le sette forme della natura eterna; e il Figlio, rivelandosi nel secondo principio come luce, per sempre glorifica il Padre. La volontà eterna, il Padre, conduce il Suo cuore, il Suo Figlio Eterno, mediante il fuoco fino al grande trionfo nel suo regno di gioia. Quando il Padre pronuncia la Sua Parola, cioè quando genera il Figlio, il che viene compiuto eternamente e continuamente, tale Parola prima di tutto assume la sua origine nella prima e aspra qualità, dove diviene concepita. Nella seconda o dolce qualità riceve la sua attività; nella terza si muove; nel calore sorge e accende il dolce flusso del potere e del fuoco. Ora tutte le qualità sono fatte ardere dal fuoco acceso, e il fuoco viene alimentato da esse; ma questo fuoco è uno solo e non molti. Questo fuoco è il vero Figlio di Dio Stesso, che continua a nascere dall'eternità all'eternità. Il Padre è il primo di tutti gli esseri concepibili, ma se il secondo principio non divenisse manifesto nella nascita del Figlio, Egli non verrebbe rivelato. Lo Spirito Santo, manifestando Se stesso nel terzo principio, deriva eternamente dal Padre e dal Figlio, e in Lui e con Lui emana lo splendore della maestà di Dio».
«Non acquisisco la mia conoscenza dalle lettere e dai libri, ma la posseggo entro me stesso, poiché il cielo e la terra con tutti i loro abitanti, e inoltre Dio stesso, sono nell'uomo».
«Il tuo stesso udito, la tua stessa volontà e la tua stessa vista ti impediscono di vedere e udire Dio. Esercitando la tua volontà, ti separi da quella di Dio e impiegando la tua vista, tu vedi solo entro i tuoi desideri, mentre tali desideri ostruiscono il tuo stesso senso dell'udito, chiudendoti le orecchie con ciò che appartiene alle cose terrene e materiali. Ciò ti mette a tal punto in ombra che non puoi scorgere ciò che è supersensoriale e al di là della tua natura umana. Ma se rimani tranquillo, e ti trattiene dal pensare e dal sentire con il tuo sé personale, allora ti verranno rivelati l'udito, la vista e la parola eterni, e Dio vedrà, sentirà e udrà attraverso di te».
«Colui che legge questi scritti e non riesce a comprenderli, non dovrebbe metterli da parte, immaginando che non possano mai essere afferrati. Dovrebbe cercare di mutare la sua volontà ed elevare la propria anima a Dio, chiedendogli la grazia e la comprensione, e quindi potrebbe riprendere la lettura. Troverà allora maggiori verità di quanto aveva potuto fare precedentemente, finché il potere di Dio finalmente si manifesterà in lui ed egli verrà tratto nelle massime profondità, nei fondamenti soprannaturali, cioè nell'unità eterna di Dio. Allora udrà parole di Dio reali ma inesprimibili, che lo condurranno attraverso la radiazione divina della luce celeste, perfino entro le forme più rozze della materia terrestre, e da questa risalirà a Dio; e lo Spirito di Dio investigherà ogni cosa in lui e con lui».
«Non devi fare nulla, ma abbandonare la tua volontà alla propria disposizione. Le tue cattive qualità si indeboliranno e ti tufferai con la tua volontà nell'Uno dal quale uscisti in principio. Tu giaci prigioniera delle creature: abbandona la tua stessa volontà e morranno in te le creature e le loro cattive inclinazioni, che ti trattengono perché tu non vada a Dio»
« L'Uno, il "Sì", è puro potere, è la vita e la verità di Dio, o Dio stesso. Dio però sarebbe inconoscibile a Se stesso e in Lui non vi sarebbe alcuna gioia o percezione, se non fosse per la presenza del "No". Quest'ultimo è l'antitesi, o l'opposto, del positivo o verità; esso consente che questa divenga manifesta, e ciò è possibile solo perché è l'opposto in cui l'amore eterno può divenire attivo e percepibile. »
"Il regno di Dio è nella nostra interiorità."
«Non si tratta in nessun modo di distoglierci da noi stessi e di guardare altrove in maniera puramente formale, negando semplicemente "noi-stessi" e tuffandoci in un aldilà vuoto. È impossibile, dunque, immaginare di essere ciò che non siamo. Che cosa potremmo pensare di diverso, se non la nostra stessa morte - e questo con la folle pretesa di considerarla come la nostra vita? "Perdere" se stessi non significa assolutamente trovare se stessi. È impossibile - fortunatamente, per la nostra salvezza - essere in grado di pensare questo e, peggio ancora, di rendere reale il contenuto di un tale pensiero - cioè la negazione e la perdita di noi stessi. Nessun mistico è riuscito ancora in modo puramente formale a distogliersi veramente da se stesso e fissare l'aldilà - meno ancora a uscire da sé e superarsi mediante una negazione pienamente formale del suo io. Chi cerca di guardare nell'aldilà vuoto, ancora una volta, non fa che trovare se stesso, benché pretenda il contrario. Perché possiamo distoglierci veramente da noi stessi e guardare all'aldilà, occorre che il nostro sguardo sia irresistibilmente attratto da un oggetto, che sia uno sguardo materialmente pieno. Occorre, di conseguenza, che ciò che noi riteniamo essere il nostro aldilà non sia il vuoto, il niente, ma qualche cosa, o piuttosto qualcuno... Questo "qualcuno", questo "altro" è Gesù Cristo».
«Dio - ed è l'errore di molti misticismi - non è né oggetto di contemplazione né di meditazione fra tanti altri. Anzi, Dio si sottrae a ogni contemplazione. Perché Dio agisce e lo fa mediante la sua Parola. Parla e vuole farsi ascoltare».
«Il Padre, che governa il primo principio, il fuoco, genera eternamente il Figlio, la luce, mediante le sette forme della natura eterna; e il Figlio, rivelandosi nel secondo principio come luce, per sempre glorifica il Padre. La volontà eterna, il Padre, conduce il Suo cuore, il Suo Figlio Eterno, mediante il fuoco fino al grande trionfo nel suo regno di gioia. Quando il Padre pronuncia la Sua Parola, cioè quando genera il Figlio, il che viene compiuto eternamente e continuamente, tale Parola prima di tutto assume la sua origine nella prima e aspra qualità, dove diviene concepita. Nella seconda o dolce qualità riceve la sua attività; nella terza si muove; nel calore sorge e accende il dolce flusso del potere e del fuoco. Ora tutte le qualità sono fatte ardere dal fuoco acceso, e il fuoco viene alimentato da esse; ma questo fuoco è uno solo e non molti. Questo fuoco è il vero Figlio di Dio Stesso, che continua a nascere dall'eternità all'eternità. Il Padre è il primo di tutti gli esseri concepibili, ma se il secondo principio non divenisse manifesto nella nascita del Figlio, Egli non verrebbe rivelato. Lo Spirito Santo, manifestando Se stesso nel terzo principio, deriva eternamente dal Padre e dal Figlio, e in Lui e con Lui emana lo splendore della maestà di Dio».
martedì 9 aprile 2013
Massime e Pensieri - Louis Claude de Saint Martin
Il più grande peccato che noi possiamo commetere contro Dio è quello di dubitare del Suo amore e della Sua misericordia, perchè è mettere in dubbio l'universalità del Suo potere che costituisce il persistente peccato del principe delle tenebre. (da Opere Postume)
Ciò che non è saggezza ostacola l'uomo. Con la saggezza egli è idoneo ad ogni cosa, ai sentimenti della natura, ai piaceri legittimi, ad ogni virtù; in sua assenza il cuore è pietrificato. (da Opere Postume)
Per dimostrare che il principio di una qualsiasi azione è legittimo, occorre considerare le sue conseguenze; se chi agisce è infelice egli è sicuramente colpevole, perchè egli non può essere infelice a meno che non sia libero. (da Degli Errori e della Verità)
Le verità e le preghiere che ci sono insegnate quaggiù sono troppo misere per i nostri bisogni; sono le preghiere e le verità del tempo e noi sentiamo essere stati fatti per altre preghiere e altre verità. (da Il Ministero dell'Uomo Spirito)
Se l'uomo evita di guardare a se stesso come il re dell'universo, è perchè gli manca il coraggio di riconquistare i suoi titoli in merito, perchè i doveri relativi sembrano troppo faticosi e perchè egli teme meno di rinunciare al suo stato ed ai suoi frutti che di intraprendere la reintegrazione del loro valore. (da Degli Errori e della Verità)
L'universo può essere anche paragonato ad un grande tempio; le stelle sono le sue luci, la terra il suo altare, e l'uomo, il prete dell'Eterno, offre i sacrifici. (da Quadro Naturale...)
Io lascio mormorare gli uomini non illuminati e superficiali riguardo a quella giustizia che punisce i figli per le colpe dei genitori. E non mi richiamerò a quella legge fisica in base alla quale una fonte inquinata trasmette le sue impurità ai suoi prodotti, perchè l'analogia sarebbe falsa e odiosa se applicata a ciò che non è fisico. Ma, se la giustizia può affliggere i figli a causa dei padri, essa può anche purificare i padri per mezzo dei figli; ed anche se ciò supera la capacità di comprensione degli stolti, dovrebbe consentirci di sospendere il nostro giudicare fino a che non saremo ammessi nel concilio dei saggi. (da Degli Errori e della Verità)
La localizzazione dell'anima è stata soggetto di frequenti dispute; da alcuni è stata situata nella testa, da altri nel cuore, da altri ancora nel plesso solare. Se l'anima fosse una particella organica e materiale vi sarebbe una ragione di assegnarle un posto, e sarebbe possibile per essa di occuparne uno. Ma essendo una entità metafisica, come può essere localizzata fisicamente? Solo le sue facoltà sembrerebbero avere una sede determinata, la testa per le funzioni del pensare, meditare, giudicare ed il cuore per gli affetti e i sentimenti di ogni specie. Per quanto riguarda l'anima stessa poichè la sua natura trascende sia lo spazio che il tempo, le sue funzioni e la sua dimora sfuggono ad ogni calcolo spaziale. (da Opere Postume)
Non crediate che le gioie dell'anima siano una chimera, e che ciò che di buono acquisiamo in questa vita sia perduto totalmente. L'anima non muta in nessun modo la sua natura lasciando questo corpo mortale. Se lasciata al male riceve la punizione per questo affondandovi ulteriormente. Ma se ha amato la bontà, ed ha a volte sperimentato la segreta gioia della virtù, parteciperà ad esse in un'estasi crescente. Essa ha conosciuto quaggiù le estasi causate dalla contemplazione delle cose che la trascendono. Sembra che nulla sulla terra possa meritarla come la felicità, sembra persino che i piaceri terreni non abbiano esistenza. Essa può fare affidamento sulle stesse estasi nella regione superiore, ancor di più, può contare su gioie oltre misura e su ininterrotte delizie quando questa parte grossolanamente materiale non ne contaminerà più la purezza. Se è così non trascuriamo la vita; tanto più grande sarà la nostra cura per l'anima ora, migliore sarà il nostro stato nell'esistenza futura. (da Opere Postume)
Se fossimo rimasti fedeli alla nostra santa destinazione, avremmo dovuto manifestare tutti, ciascuno secondo il proprio dono, la gloria del Principio eterno. Ma senza possibilità di dubbio, dobbiamo ritenere di non aver osservato la legge suprema, considerando la nostra attuale miseria e contemporaneamente il fatto che l'Autore della giustizia non potrebbe abbandonarci ingiustamente in uno stato di sofferenza e di privazioni. L'abuso dei nostri privilegi ci ha indotti ad una manifestazione opposta a quella richiestaci, ne deriva pertanto che invece di essere testimoni di gloria e di verità, siamo solo testimoni di obbrobrio e di menzogna. (da Ecce Homo)
Non conosci forse la più semplice e la più sublime delle figure? E non sai che ne occupi il centro? Confidaci, studiala tutti i giorni della tua vita, ma non al modo degli uomini; essi ne fanno la morte della scienza. Ecco cosa essa ti dirà: "di tutti gli esseri, dopo Dio, rispetta soprattutto te stesso; lo spirito si è riposato sulle acque, ma Dio stesso si è riposato sull'uomo". Come potrebbe allora l'uomo perire? Egli è il pensiero di Dio. Come potrebbe perire? Forse che il pensiero di Dio è un errore e una illusione passeggera? (da L'uomo di Desiderio)
Indipendentemente dai mezzi generali e comuni di cui si servono quotidianamente l'errore e la menzogna per ottenere lo sguardo sul nostro stato di miseria, e per illuderci con inutili speranze, lo spirito delle tenebre ha scoperto altri strumenti molto più devianti e funesti. Infatti, gli errori ricadono più sull'aspetto esteriore dell'uomo e sulle sue caratteristiche visibili, che su quello interiore e spirituale. La semplice morale allora sarà sufficiente a tenerlo lontano da tali errori; essi quindi, pur essendo causa di errori, potranno rendergli al massimo più faticoso il cammino della vita. Invece gli strumenti di debolezza hanno il tremendo potere di sconvolgere l'uomo, tanto da non permettergli di ritrovare la giusta via; qui il senso della frase ecce homo si rivela in un tragico pianto. (da Ecce Homo)
Ciechi mortali, potreste forse attribuire a Dio le vostre sofferenze e le vostre privazioni in questa terra straniera? Dio non ha come nome la santità? La sua legge non ha come nome la carità? E il suo scettro non ha come nome la giustizia? Osservate la natura e non crediate ch'ella sia più saggia e più giusta di Lui. Eppure tutti gli esseri che produce li pone in grembo ai loro rapporti naturali, e negli elementi a loro analoghi. Tu solo, misero uomo, vieni a trovarti, per il tuo pensiero, così staccato dalle tue relazioni, che un abitatore delle acque che ne fosse gettato fuori, in secco, ansimante sulla riva, non ti parrebbe soffrire più di te. Non dire allora che è stato Dio a separarti dal fiume della vita; egli te lo aveva dato come tua dimora e la sua legge e il suo amore non cessano di richiamarti ad esso. Tu temi di limitare la gloria di Dio, negando di essere l'autore del male! Rifletti che il male non è una potenza; rifletti che è una impotenza e una debolezza, poichè non fa che cercare di impadronirsi del bene che gli manca. (da L'uomo di Desiderio)
"La Misura di un errore è al tempo stesso la misura della verità corrispondente"
" Tutti gli uomini possono essermi utili, ma non ce n'è alcuno che mi possa bastare. Mi occorre Dio.
" Di tutte le vie spirituali che ho sperimentato, non ne ho trovato di più dolci, più sicure, più ricche, più feconde, più durevoli, della penitenza e dell'umiltà.
" È stato chiaramente dimostrato che ci sono due vie: in una ci si intende senza parlare, e nell'altra ci si parla senza intendersi.
" L'uomo sarà veramente rigenerato, quando non lo sarà in un solo pensiero, ma nel suo pensiero in generale, nelle sue parola, nelle sue opere, quando lo Spirito penetrerà ogni goccia del suo sangue, e l'uomo si rivestirà di LUI, si trasformerà in sostanza spirituale ed angelica. Soltanto allora l'uomo sarà, in spirito e verità, un Sacerdote del Signore.
"L’uomo ha in sé qualcosa in grado di elevare al di sopra delle potenze astrali tutto ciò che appartiene al suo essere e a ciò che gli è associato"
" La speranza della morte è la consolazione dei miei giorni; così vorrei che non si dicesse mai: "l'altra vita"; perché non ce n'è che una.
" Che cosa è l'uomo se non ha la chiave della sua prigione?
" Le nostre opere sono il prezzo delle nostre L I nostri S?uvres? è la moneta delle nostre luci.
" Quando ho amato qualcosa che non era Dio più di Dio, ero sofferente ed infelice. Quando sono tornato ad amare Dio più di ogni altra cosa, mi sono sentito rinascere, e la gioia è subito tornata.
" Ho visto che gli uomini si sorprendono della morte ma non di esser nati. Tuttavia è la nascita ad essere più sorprendente ed ammirevole.
" Il numero di quelli che ingannano gli altri è certamente considerevole; ma quelli che ingannano sé stessi è infinitamente maggiore.
" La preghiera è il respiro dell'anima
" Il segreto dell'evoluzione dell'uomo è nella preghiera; il segreto della preghiera nella preparazione, il segreto della preparazione nella condotta pura, il segreto della condotta pura nel 'timor di Dio', il segreto del 'timor di Dio' è nell'Amore, perché l'Amore è il principio e l'ingresso di tutti i segreti, di tutte le preghiere e di tutte le virtù.
" Nel mondo, si fanno avanti quelli che non conoscono la Verità, sono i più vogliosi di dirla.
" C'è più pace nella pazienza che nel giudizio; perciò è meglio essere accusati ingiustamente che accusare altri, anche se giustamente.
" Odio la guerra, ma adoro la morte.
" L'unica differenza che c'è tra gli uomini, è che alcuni sono nell'altro mondo e lo sanno, mentre gli altri lo sono senza saperlo.
" Temiamo ciò che è male, ma temiamo solo quello; così avremo il cuore sempre nella gioia.
" Non basta dire a Dio: Che sia fatta la Tua Volontà! Bisogna cercarla senza tregua e conoscerla, perché se non la conosciamo, cosa siamo? Cosa possiamo fare?
" Gioisci quando Dio ti mette alla prova; è un segno evidente che non si è dimenticato di te.
" Le circostanze della mia vita sono state i gradini che Dio ha predisposto per farmi salire fino a Lui; perché non vuole che io abbia gioie, consolazioni, Luci e vera fortuna da altra mano che non sia la Sua. Il Suo unico obiettivo è che io viva e dimori sempre con Lui. Questa è una Verità scritta nel mio destino, fin dalla più tenera età, si è sempre realizzata in ogni periodo della mia vita.
" L'unico vantaggio delle fortune e delle gioie di questo mondo, è che non possono farci evitare la morte.
" Il più difficile per noi, non è conoscerci, ma correggerci. Abbiamo molta più intelligenza che coraggio.
" Ho desiderato fare del bene, ma non ho voluto fare rumore; perché il rumore non fa il bene, ed il bene non fa rumore.
" Non desidero affatto dimostrare l'esistenza di Dio attraverso la natura. Ma come ammirare la natura senza riportarsi al suo Autore?
" Vorrei che tutti gli insegnamenti dei Dotti di Sapienza cominciassero con le parole: "Amate Dio, sarete dei veri Sapienti".
" Dite in voi stessi: "Sono figlio del Signore". Ditelo, finché queste parole escono dal vostro essere più profondo; vedrete le tenebre dileguarsi intorno a voi.
"I poteri divini dell'Azione vivente in noi, tendono niente meno che ad aprire il nostro centro interiore della nostra anima a tutti i "fratelli" passati, presenti e futuri, per stringere, tutti insieme, il Patto col Divino, e finalmente schiuderci tutti i tesori spirituali e naturali sparsi in ogni regione; e restituirci, per così dire, l'Azione delle cose. In questo mondo ci sono tanti uomini senza intelligenza, proprio perché ce n'è sono pochi che lavorano a diventare realmente capaci d'Azione. Con l'irrompere dello Spirito Universale in noi, e con lo slancio del nostro Spirito, che possiamo arrivare ad essere capaci d'Azione. Con questo slancio abbandoniamo ogni principio dei gusci, quelli che ci permettono di manifestare le sue proprietà, slancio che opera in noi quello che il 'soffio' opera negli animali, o quello che l'aria opera nella natura."
Ciò che non è saggezza ostacola l'uomo. Con la saggezza egli è idoneo ad ogni cosa, ai sentimenti della natura, ai piaceri legittimi, ad ogni virtù; in sua assenza il cuore è pietrificato. (da Opere Postume)
Per dimostrare che il principio di una qualsiasi azione è legittimo, occorre considerare le sue conseguenze; se chi agisce è infelice egli è sicuramente colpevole, perchè egli non può essere infelice a meno che non sia libero. (da Degli Errori e della Verità)
Le verità e le preghiere che ci sono insegnate quaggiù sono troppo misere per i nostri bisogni; sono le preghiere e le verità del tempo e noi sentiamo essere stati fatti per altre preghiere e altre verità. (da Il Ministero dell'Uomo Spirito)
Se l'uomo evita di guardare a se stesso come il re dell'universo, è perchè gli manca il coraggio di riconquistare i suoi titoli in merito, perchè i doveri relativi sembrano troppo faticosi e perchè egli teme meno di rinunciare al suo stato ed ai suoi frutti che di intraprendere la reintegrazione del loro valore. (da Degli Errori e della Verità)
L'universo può essere anche paragonato ad un grande tempio; le stelle sono le sue luci, la terra il suo altare, e l'uomo, il prete dell'Eterno, offre i sacrifici. (da Quadro Naturale...)
Io lascio mormorare gli uomini non illuminati e superficiali riguardo a quella giustizia che punisce i figli per le colpe dei genitori. E non mi richiamerò a quella legge fisica in base alla quale una fonte inquinata trasmette le sue impurità ai suoi prodotti, perchè l'analogia sarebbe falsa e odiosa se applicata a ciò che non è fisico. Ma, se la giustizia può affliggere i figli a causa dei padri, essa può anche purificare i padri per mezzo dei figli; ed anche se ciò supera la capacità di comprensione degli stolti, dovrebbe consentirci di sospendere il nostro giudicare fino a che non saremo ammessi nel concilio dei saggi. (da Degli Errori e della Verità)
La localizzazione dell'anima è stata soggetto di frequenti dispute; da alcuni è stata situata nella testa, da altri nel cuore, da altri ancora nel plesso solare. Se l'anima fosse una particella organica e materiale vi sarebbe una ragione di assegnarle un posto, e sarebbe possibile per essa di occuparne uno. Ma essendo una entità metafisica, come può essere localizzata fisicamente? Solo le sue facoltà sembrerebbero avere una sede determinata, la testa per le funzioni del pensare, meditare, giudicare ed il cuore per gli affetti e i sentimenti di ogni specie. Per quanto riguarda l'anima stessa poichè la sua natura trascende sia lo spazio che il tempo, le sue funzioni e la sua dimora sfuggono ad ogni calcolo spaziale. (da Opere Postume)
Non crediate che le gioie dell'anima siano una chimera, e che ciò che di buono acquisiamo in questa vita sia perduto totalmente. L'anima non muta in nessun modo la sua natura lasciando questo corpo mortale. Se lasciata al male riceve la punizione per questo affondandovi ulteriormente. Ma se ha amato la bontà, ed ha a volte sperimentato la segreta gioia della virtù, parteciperà ad esse in un'estasi crescente. Essa ha conosciuto quaggiù le estasi causate dalla contemplazione delle cose che la trascendono. Sembra che nulla sulla terra possa meritarla come la felicità, sembra persino che i piaceri terreni non abbiano esistenza. Essa può fare affidamento sulle stesse estasi nella regione superiore, ancor di più, può contare su gioie oltre misura e su ininterrotte delizie quando questa parte grossolanamente materiale non ne contaminerà più la purezza. Se è così non trascuriamo la vita; tanto più grande sarà la nostra cura per l'anima ora, migliore sarà il nostro stato nell'esistenza futura. (da Opere Postume)
Se fossimo rimasti fedeli alla nostra santa destinazione, avremmo dovuto manifestare tutti, ciascuno secondo il proprio dono, la gloria del Principio eterno. Ma senza possibilità di dubbio, dobbiamo ritenere di non aver osservato la legge suprema, considerando la nostra attuale miseria e contemporaneamente il fatto che l'Autore della giustizia non potrebbe abbandonarci ingiustamente in uno stato di sofferenza e di privazioni. L'abuso dei nostri privilegi ci ha indotti ad una manifestazione opposta a quella richiestaci, ne deriva pertanto che invece di essere testimoni di gloria e di verità, siamo solo testimoni di obbrobrio e di menzogna. (da Ecce Homo)
Non conosci forse la più semplice e la più sublime delle figure? E non sai che ne occupi il centro? Confidaci, studiala tutti i giorni della tua vita, ma non al modo degli uomini; essi ne fanno la morte della scienza. Ecco cosa essa ti dirà: "di tutti gli esseri, dopo Dio, rispetta soprattutto te stesso; lo spirito si è riposato sulle acque, ma Dio stesso si è riposato sull'uomo". Come potrebbe allora l'uomo perire? Egli è il pensiero di Dio. Come potrebbe perire? Forse che il pensiero di Dio è un errore e una illusione passeggera? (da L'uomo di Desiderio)
Indipendentemente dai mezzi generali e comuni di cui si servono quotidianamente l'errore e la menzogna per ottenere lo sguardo sul nostro stato di miseria, e per illuderci con inutili speranze, lo spirito delle tenebre ha scoperto altri strumenti molto più devianti e funesti. Infatti, gli errori ricadono più sull'aspetto esteriore dell'uomo e sulle sue caratteristiche visibili, che su quello interiore e spirituale. La semplice morale allora sarà sufficiente a tenerlo lontano da tali errori; essi quindi, pur essendo causa di errori, potranno rendergli al massimo più faticoso il cammino della vita. Invece gli strumenti di debolezza hanno il tremendo potere di sconvolgere l'uomo, tanto da non permettergli di ritrovare la giusta via; qui il senso della frase ecce homo si rivela in un tragico pianto. (da Ecce Homo)
Ciechi mortali, potreste forse attribuire a Dio le vostre sofferenze e le vostre privazioni in questa terra straniera? Dio non ha come nome la santità? La sua legge non ha come nome la carità? E il suo scettro non ha come nome la giustizia? Osservate la natura e non crediate ch'ella sia più saggia e più giusta di Lui. Eppure tutti gli esseri che produce li pone in grembo ai loro rapporti naturali, e negli elementi a loro analoghi. Tu solo, misero uomo, vieni a trovarti, per il tuo pensiero, così staccato dalle tue relazioni, che un abitatore delle acque che ne fosse gettato fuori, in secco, ansimante sulla riva, non ti parrebbe soffrire più di te. Non dire allora che è stato Dio a separarti dal fiume della vita; egli te lo aveva dato come tua dimora e la sua legge e il suo amore non cessano di richiamarti ad esso. Tu temi di limitare la gloria di Dio, negando di essere l'autore del male! Rifletti che il male non è una potenza; rifletti che è una impotenza e una debolezza, poichè non fa che cercare di impadronirsi del bene che gli manca. (da L'uomo di Desiderio)
"La Misura di un errore è al tempo stesso la misura della verità corrispondente"
" Tutti gli uomini possono essermi utili, ma non ce n'è alcuno che mi possa bastare. Mi occorre Dio.
" Di tutte le vie spirituali che ho sperimentato, non ne ho trovato di più dolci, più sicure, più ricche, più feconde, più durevoli, della penitenza e dell'umiltà.
" È stato chiaramente dimostrato che ci sono due vie: in una ci si intende senza parlare, e nell'altra ci si parla senza intendersi.
" L'uomo sarà veramente rigenerato, quando non lo sarà in un solo pensiero, ma nel suo pensiero in generale, nelle sue parola, nelle sue opere, quando lo Spirito penetrerà ogni goccia del suo sangue, e l'uomo si rivestirà di LUI, si trasformerà in sostanza spirituale ed angelica. Soltanto allora l'uomo sarà, in spirito e verità, un Sacerdote del Signore.
"L’uomo ha in sé qualcosa in grado di elevare al di sopra delle potenze astrali tutto ciò che appartiene al suo essere e a ciò che gli è associato"
" La speranza della morte è la consolazione dei miei giorni; così vorrei che non si dicesse mai: "l'altra vita"; perché non ce n'è che una.
" Che cosa è l'uomo se non ha la chiave della sua prigione?
" Le nostre opere sono il prezzo delle nostre L I nostri S?uvres? è la moneta delle nostre luci.
" Quando ho amato qualcosa che non era Dio più di Dio, ero sofferente ed infelice. Quando sono tornato ad amare Dio più di ogni altra cosa, mi sono sentito rinascere, e la gioia è subito tornata.
" Ho visto che gli uomini si sorprendono della morte ma non di esser nati. Tuttavia è la nascita ad essere più sorprendente ed ammirevole.
" Il numero di quelli che ingannano gli altri è certamente considerevole; ma quelli che ingannano sé stessi è infinitamente maggiore.
" La preghiera è il respiro dell'anima
" Il segreto dell'evoluzione dell'uomo è nella preghiera; il segreto della preghiera nella preparazione, il segreto della preparazione nella condotta pura, il segreto della condotta pura nel 'timor di Dio', il segreto del 'timor di Dio' è nell'Amore, perché l'Amore è il principio e l'ingresso di tutti i segreti, di tutte le preghiere e di tutte le virtù.
" Nel mondo, si fanno avanti quelli che non conoscono la Verità, sono i più vogliosi di dirla.
" C'è più pace nella pazienza che nel giudizio; perciò è meglio essere accusati ingiustamente che accusare altri, anche se giustamente.
" Odio la guerra, ma adoro la morte.
" L'unica differenza che c'è tra gli uomini, è che alcuni sono nell'altro mondo e lo sanno, mentre gli altri lo sono senza saperlo.
" Temiamo ciò che è male, ma temiamo solo quello; così avremo il cuore sempre nella gioia.
" Non basta dire a Dio: Che sia fatta la Tua Volontà! Bisogna cercarla senza tregua e conoscerla, perché se non la conosciamo, cosa siamo? Cosa possiamo fare?
" Gioisci quando Dio ti mette alla prova; è un segno evidente che non si è dimenticato di te.
" Le circostanze della mia vita sono state i gradini che Dio ha predisposto per farmi salire fino a Lui; perché non vuole che io abbia gioie, consolazioni, Luci e vera fortuna da altra mano che non sia la Sua. Il Suo unico obiettivo è che io viva e dimori sempre con Lui. Questa è una Verità scritta nel mio destino, fin dalla più tenera età, si è sempre realizzata in ogni periodo della mia vita.
" L'unico vantaggio delle fortune e delle gioie di questo mondo, è che non possono farci evitare la morte.
" Il più difficile per noi, non è conoscerci, ma correggerci. Abbiamo molta più intelligenza che coraggio.
" Ho desiderato fare del bene, ma non ho voluto fare rumore; perché il rumore non fa il bene, ed il bene non fa rumore.
" Non desidero affatto dimostrare l'esistenza di Dio attraverso la natura. Ma come ammirare la natura senza riportarsi al suo Autore?
" Vorrei che tutti gli insegnamenti dei Dotti di Sapienza cominciassero con le parole: "Amate Dio, sarete dei veri Sapienti".
" Dite in voi stessi: "Sono figlio del Signore". Ditelo, finché queste parole escono dal vostro essere più profondo; vedrete le tenebre dileguarsi intorno a voi.
"I poteri divini dell'Azione vivente in noi, tendono niente meno che ad aprire il nostro centro interiore della nostra anima a tutti i "fratelli" passati, presenti e futuri, per stringere, tutti insieme, il Patto col Divino, e finalmente schiuderci tutti i tesori spirituali e naturali sparsi in ogni regione; e restituirci, per così dire, l'Azione delle cose. In questo mondo ci sono tanti uomini senza intelligenza, proprio perché ce n'è sono pochi che lavorano a diventare realmente capaci d'Azione. Con l'irrompere dello Spirito Universale in noi, e con lo slancio del nostro Spirito, che possiamo arrivare ad essere capaci d'Azione. Con questo slancio abbandoniamo ogni principio dei gusci, quelli che ci permettono di manifestare le sue proprietà, slancio che opera in noi quello che il 'soffio' opera negli animali, o quello che l'aria opera nella natura."
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