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martedì 18 ottobre 2016

L'ELEVAZIONE DEL NOME DIVINO




§ XL – Complément du grand nom
La loi et l'élection des Juifs ont été dirigées par le grand nom divin composé de 4 lettres et ces lettres sont toutes des voyelles.
Or, les voyelles ne sont que l'expression des sensations. Voilà pourquoi la loi des Hébreux fut toute sensible, et pourquoi le peuple fut si souvent sans intelligence et d'une tête dure.
Cependant ce grand nom était composé de quatre lettres parce qu'il était tout spirituel divin et qu'il influait sur le sensible méta-physique et moral, et non sur le sensible matériel qui a ses agents particuliers.
Mais lorsque le temps de l'intelligence arriva, alors une lettre puissante descendit et vint s'incorporer au grand nom pour en compléter le prix et la valeur.
Cette lettre porte 21 dans les alphabets elle est triple dans sa forme.
On pourrait même lui trouver une sorte de ressemblance avec une langue et sentir pourquoi l'Esprit-Saint descendit comme en forme de langue de feu sur les apôtres. Elle est sifflante. Aussi se fit-il alors un grand bruit comme d'un vent violent et impétueux qui venait du ciel.
Voilà bien des caractères qui la rendent importante.
Le nombre 21 divisible par 3, offre les trois actions spirituelles universelles.
La forme ternaire de la lettre présente les trois unités éternelles.
Elle est sifflante comme ROUACH ou l'esprit.
Elle est donc venue joindre l'intelligence supérieure à la loi sensible dont avait joui les Hébreux, et par là elle a fait le complément de toutes choses et elle a tout spiritualisé, parce que soit qu'on la considère comme 21, soit qu'on la considère comme 3, elle a manifesté pleinement la puissance septenaire en s'unissant doublement au quartenaire.
 (scritto del Filosofo Incognito: Louis Claude de Saint-Martin)

Traduzione:

La legge e l'elezione degli ebrei erano governate per mezzo del grande nome di Dio composto da quattro lettere, e queste lettere sono tutte le vocali.
Ma le vocali sono solo l'espressione dei sentimenti. Ecco perché la legge degli Ebrei era tutta sensibile, e perché le persone erano sovente senza intelligenza, e di testa dura.
Tuttavia questo grande nome era composto da quattro lettere perché era tutto spirituale divino e influenzava l’aspetto sensibile e morale del metafisico, e non il sensibile materiale che ha i suoi specifici agenti.
Ma quando venne il momento dell’intellegenza, un potente lettera è discesa per incorporarsi nel grande nome, completandone sostanza e valore.


Questa lettera è la 21° dell’alfabeto, ed è tripla nella forma  .
Potremmo trovare una sorta di somiglianza con una lingua, e comprendere perché lo Spirito Santo scese come lingua a forma di di fuoco sugli apostoli.
Essa è sibilante; perciò, si fece allora un gran rombo come di un vento violento ed impetuoso che veniva dal cielo (cfr. Atti 2: 1-3).
Esistono molte caratteristiche che la rendono importante.
Il numero 21 è divisibile per 3, dispone di tre azioni spirituali universali.
Forma ternaria della lettera presenta le tre unità eterne.
 E’ il respiro sibilante come Rouach o spirito.
Così lei è venuta per unire l’intelligenza superiore alla legge sensibile di cui avevano beneficiato gli Ebrei, e quindi ha determinato il complemento di tutte le cose e ha tutto spiritualizzato. Perché sia considerata come 21, o sia considerata 3, essa manifesta pienamente il potere settenario unendosi doppiamente al quaternario.
Dopo la lettura di questo estratto del pensiero del Filosofo Incognito, ritengo conclusa ogni questione attorno al significato e centralità della Scin, e quindi della Formula Pentagrammatica, all’interno dei rituali e della docetica martinista. La SHIN rappresenta il completamento del Nome Divino, il quale in sua assenza non sarebbe tale, e non permetterebbe ai suoi adepti di procedere lungo la via della rettificazione/reintegrazione/trascendenza. Filosofo incognito che chiamava, il  Nome Sacro, RIPARATORE.
Seppur possiamo mostrare compassione vero i profani che hanno livore verso questa nostra radice, non possiamo che chiederci se quei fratelli ottusi, nei confronti di quanto sopra esposto hanno ben compreso la natura spirituale del martinismo. In appendice, senza sviluppare eccessivamente tale pensiero, mi permetto di far notare come uno dei significati attribuiti alla lettera SCHIN è שינוי cambiamento. La sua inclusione all’interno della Formula Tetragrammatica porta un cambiamento sul piano del dispiegamento polare della manifestazione: la spiritualizzazione degli elementi che compongono il nostro piano di azione.


www.martinismo.net


venerdì 7 agosto 2015

Martinismo e Via Martinista


Il martinismo è una libera associazione di uomini e donne che si riconoscono attorno ad un ideale di reintegrazione spirituale, e perseguono questo obiettivo tramite gli strumenti e gli insegnamenti propri della struttura in cui operano. Questo ideale, seppur in forme e contenuti peculiari, è presente in ogni tradizione e cultura iniziatica; ed assume nel martinismo veste simbolica, esoterica, ed operativa cristiana. In quanto il martinismo è Ordine Cristiano, ed è quindi nei suoi simboli, narrazioni, miti, e corrente spirituale che trova impianto, fisionomia e linfa vitale la propria docetica e ritualità. In questo libro cercherò di mostrare l'essenza del martinismo, attraverso riflessioni e pensieri dei Maestri Passati, gli scontri docetici, le relazioni con le altre strutture iniziatiche. In modo da comprendere gli elementi caratterizzanti del Nostro Venerabile Ordine, e la sua capacità di rispondere alle esigenze spirituali dell'Uomo del Terzo Millennio. 
INDICE: 
Introduzione - Cos’è il martinismo - La natura del rapporto iniziatico martinista - Chi ha fondato il martinismo - Il martinismo è ordine cristiano - Martinismo e massoneria - L’archetipo sacerdotale martinista - Le donne iniziatrici - La formula pentagrammatica - Chiesa gnostica e martinismo - L’ermetismo kremmerziano e il martinismo - La questione Eletti Cohen - I colori del martinismo - Eggregore martinista - Conclusioni

Lo potete trovare su: MARTINISMO E VIA MARTINISTA

mercoledì 22 gennaio 2014

Manifesto Convivium Gnostico Martinista


1. Chi siamo



Il Convivium Gnostico Martinista è una realtà iniziatica, manifesta sul piano quaternario e operativa, composta da uomini e donne autenticamente animati dal desiderio di riconoscersi in una visione tradizionale della ricerca e del lavoro spirituale.

E’ realtà iniziatica, in quanto si accede agli insegnamenti e agli strumenti che il Convivum pone a disposizione tramite una regolare e tradizionale associazione.

E’ realtà manifesta sul piano quaternario, perchè il Convivium è dotato di strutture ed articolazioni territoriali.

E’ realtà operativa, in quanto agli associati al Convivium è richiesta una laboriosa Opera Interiore tramite strumenti formativi ed informativi.

Quanto sopra evidenziato, risulta dal nostro assoluto convincimento che il martinismo sia una forma aggregativa tradizionale: un perimetro energetico ed iniziatico. Riteniamo che solamente l'aderenza di tale forma alla tradizione cristiana possa permettere di sviluppare dei lavori individuali e collettivi che abbiano sostanza di realtà. Ecco quindi come il Convivium Gnostico Martinista trae la propria linfa vitale dal Cristianesimo, attraverso le nostre radici iniziatiche ed operative che si riconoscono: nello Gnosticismo Alessandrino, nella Cabala Cristiana, in Martinez de Pasqually, in Louis Claude de Saint Martin, e nell'Ordine Martinista del Papus.

Per questi motivi, seppur nel rispetto delle altrui scelte, guardiamo con diffidenza la deriva teosofica e relativista che sembra aver investito tante altre istituzioni iniziatiche, dando vita ad una serie di formali distinzioni basate più su personalismi che non su una reale distinzione operativa e docetica.



2. Obiettivi



La finalità che persegue il Convivium Gnostico Martinista è quella della reintegrazione dell'uomo nell'uomo e dell'uomo nel Divino Immanifesto, condizione necessaria che deve essere acquisita da ogni uomo e donna di Conoscenza, per poter compiere il ritorno alla Dimora Celeste. Il Convivium mette quindi a disposizione dei fratelli e sorelle regolarmente e tradizionalmente associati un piano di studi e una formazione costante sotto gli influssi spirituali della Santa Gnosi, dei Maestri Passati, e l'assistenza dei fratelli e sorelle esperti.

E' intendimento del Convivium formare degli uomini di Conoscenza che siano filosofi, in quanto padroneggiano la scienza tradizionale, maghi, in quanto capaci di realizzare mutamenti interiori, e sacerdoti, in quanto capaci di amministrare il rapporto con il divino interiore.

Per questo il percorso è informativo, formativo e graduale.

Suddiviso in:

1. Grado Probatorio o Uditore, dove l'individuo verrà posto nella condizione di valutarsi ed essere valutato.

2. Grado di Associato Incognito

3. Grado di Iniziato Incognito

4. Grado di Superiore Incognito

5. Grado di Superiore Iniziatore Incognito



3. Strumenti dell'Opera



L'opera del Convivium Gnostico Martinista trova la propria identità e centralità nella formula pentagrammatica. E' attraverso il laborioso mistero di questa parola di potere che è perseguito il lavoro di reintegrazione individuale e collettiva. Tale Opera è posta in essere attraverso i seguenti strumenti:

1. Rituale Giornaliero Individuale

2. Rituale di Purificazione Mensile Individuale

3. Rituale di Loggia Collettivo

4. Rituale Eucaristico Collettivo

5. Rituale Solstiziale, Equinoziale, e di Plenilunio.

6. Pratica di meditazione a distanza



I lavori sono modulati in virtù del grado ricoperto e delle attitudini individuali, e hanno natura sia cardiaca che teurgica, in quanto consideriamo ogni tentativo di porre l'una innanzi all'altra solamente una speculazione accademica priva di sostanza e discernimento.





4. Articolazione



Il Convivium Martinista è retto da un Reggente che ha il compito di coordinare i lavori dei fratelli e delle sorelle, di promuovere la revisione periodica dei rituali, di vigilare sul rispetto delle norme di fratellanza e sulla coesione eggregorica. Esso è il primo servitore di tutti i fratelli e le sorelle. Tale incarico è a vita.

I fratelli e le sorelle sono raccolti in Logge sotto la guida dei rispettivi Filosofi. Il Filosofo non è necessariamente un Superiore Incognito Iniziatore, ma deve avere in sé i requisiti formali e sostanziali di Fratello Maggiore che umilmente e pazientemente si pone al servizio degli altri fratelli.

Sono inoltre esistenti Logge affiliate al Convivium Gnostico Martinista, che accettano di utilizzare durante i loro lavori collettivi il Pantacolo del Convivium; altresì i loro membri accettano di includere durante i loro lavori giornalieri il Pantacolo del Convivium e il Salmo della Fratellanza del Convivium.



5. Associazione al Convivium Gnostico Martinista



Il Convivium Martinista non pone nessuna esclusione basata sul sesso o sulla razza, ma pretende che i suoi associati abbiano ricevuto un sigillo cristiano. In quanto riteniamo che questa forma di martinismo sia un rito di perfezionamento in ambito cristiano, e come tale necessita la presenza, nell’associato, di quel patrimonio culturale, psicologico ed iniziatico proprio del cristianesimo.

Nessuna esclusione in base a requisiti formali quali il sesso o la razza è prevista per i gradi superiori.

E’ possibile accedere al Convivium Gnostico Martinista a seguito di una preventiva verifica dei requisiti formali e sostanziali del bussante, a cui seguirà l’esercizio in una pratica meditativa preparatoria all’associazione, che può avvenire da uomo ad uomo oppure in loggia.

E’ richiesto da parte degli associati un costante lavoro filosofico ed operativo, e quindi tendiamo a sconsigliare la semplice richiesta di informazioni a coloro che non sono in grado di gestire minimamente la propria vita quotidiana.

sabato 4 gennaio 2014

IOD HE SCHIN VAU HE - Papus



IOD HE SCHIN VAU HE

"Quando il Cristo è venuto, ha reso la pronuncia di questa parola più centrale e più interiore, poiché il gran nome che queste quattro lettere esprimevano è l'esplosione quaternaria o il segnale cruciale di ogni vita; mentre Gesù Cristo portando dall'alto la W degli ebrei, o la lettera S, ha unito il santo ternario al gran nome quaternario, di cui tre è il principio. Ora, se il quaternario doveva trovare in noi la propria fonte nelle ordinazioni antiche, a maggior ragione il nome di Cristo deve pure attendere da lui esclusivamente tutta l'efficacia e la luce. Perciò ci ha detto di chiuderci nella nostra stanza, quando vorremo pregare: mentre nell'antica legge, occorreva assolutamente andare a pregare nel Tempio di Gerusalemme; e qui, vi rimanderò ai trattatelli del vostro amico sulla penitenza, la santa preghiera, il vero abbandono, intitolati: De Weg zu Christ, vi vedrete, ad ogni passo, se tutti i mezzi umani non sono scomparsi e se è possibile che qualcosa vi sia trasmessa veramente, se lo spirito non si crea in noi, come si crea eternamente nel principio della natura universale dove si trova in permanenza l'immagine da cui abbiamo estratto la nostra origine e che è servita da quadro al Mensebwerdung. Senza dubbio, c'è una grande virtù in questa vera pronuncia, tanto centrale che orale, di questo gran nome e di quello di Gesù Cristo che ne è il fiore. La vibrazione della nostra aria elementare è cosa molto secondaria nell'operazione con cui questi nomi rendono sensibili le cose che non lo sono. La loro virtù sta nel fare oggi e in ogni momento ciò che hanno fatto all'inizio delle cose per dare origine ad esse; e poiché esse hanno prodotto ogni cosa prima che esistesse l'aria, senza dubbio sono ancora al di sopra dell'aria, quando adempiono le stesse funzioni; e non è impossibile a questa divina parola farsi sentire, anche da un sordo e in un luogo privo d'aria, come non è difficile alla luce spirituale rendersi sensibile ai nostri occhi anche fisici, quand'anche fossimo ciechi e sprofondati nella prigione più tenebrosa. Quando gli uomini fanno sentire le parole fuori del loro vero posto e che consegnano per ignoranza, imprudenza o empietà, alle regioni esteriori o a disposizione degli uomini del torrente, esse conservano sempre senza dubbio la loro virtù, ma ne trattengono sempre in quantità, perché non si adattano alle combinazioni umane; perciò questi tesori tanto rispettabili non hanno fatto altro che provare diminuzione passando per le mani dell'uomo; senza contare che non han cessato d'essere sostituiti da ingredienti o nulli o pericolosi, che, producendo pure degli effetti, hanno finito per riempire di idoli il mondo intero, perché è il tempio del vero Dio, che è il centro della parola."
Non termineremo questo estratto senza far notare che l'Ordine è debitore a Saint-Martin stesso, non solo del sigillo, ma anche del nome mistico del Cristo, che orna tutti i documenti ufficiali del Martinismo.
Ci vuole proprio la malafede d'un clericale per pretendere che questo sacro nome si riferisca ad altra persona che non a N.S. Gesù Cristo, il Verbo divino creatore. Antonini che nel suo libro Dottrina del Male pretende che la shin ebraica satanizza tutte le parole dove entra, dimostra semplicemente d'essere incapace di comprendere alcunchè di simbolismo.
Il Martinismo è cristiano, ma il suo spirito è nettamente anticlericale…


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venerdì 29 novembre 2013

Preghiera a Iod-He-Shin-Vav-He




Martinismo Russo 1758

Preghiera a Iod-He-Shin-Vav-He

Grande Artefice dei Mondi, ascoltaci!
Noi commettiamo errori con il pensiero, con la parola, con le azioni, perdonaci!
Abbiamo cuore, mente e anima deboli, fortificaci!
Insegnaci a pregare con la preghiera che ci unisce con la Divinità,
Insegnaci la fede che può fare miracoli,
Insegnaci l’amore che abbraccia tutto ciò che esiste,
Insegnaci un sacrificio gioioso nel Tuo Nome,
Infondi la pace nell’animo di tutti i nostri Fratelli,
Illumina con il Tuo Amore, tutte le creature della terra.
Raggio di Sole della Divinità, Iod-He-Vav-He, illumina con la Tua
Benedizione tutte le creature esistenti nei diversi piani e sfere dell’universo.
Illumina con la Tua Benedizione tutti i piani della scala mistica, Dal piano
degli Angeli Caduti, al piano dei Maestri Splendenti.
Signore Nostro Iod-He-Shin-Vav-He sia fatta la Tua Volontà su di noi.


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sabato 1 giugno 2013

Rosa Cosmica AMPHITHEATRUM SAPIENTIAE AETERNAE di Heinrich Khunrath - Elenandro



Il  Pentagrammaton di Khunrath , dove per pentagrammaton intendiamo la forma grafica con cui viene tracciata la Iod He Scin Vau He, troviamo una corona esterna con la seguente dicitura:


kadosh kadosh kadosh adonai yhvh ts’va-ot

Qui erat; qui est; qui erit;
pleni sunt caeli, plena est omnis terra,
maiestate gloriae eius:
haleluyah haleluyah haleluyah

E' evidente il carattere invocativo delle parole ripotate, come altrettanto evidente che queste rappresentano la parte esterna o iniziale,da fuori a dentro, di un percorso alchimico spirituale che trova nel proprio centro l'uomo-Cristo dove il quaternario tetragrammatico, e mondato e purificato dalla forza della Scin.  Tutto questo ricordo che risale al 1595.

 

Il Pentagrammaton di Heinrich Khunrath- Elenandro XI

Heinrich Khunrath nacque a Lipsia nell'anno 1560, di famiglia benestante studiò medicina, all'università di Lipsia, poi a quella di Basilea, laureandosi nel 1588. Esercitò la professione medica ad Amburgo e a Dresda, dove morì il 9 settembre 1605, fu fedele allievo di Paracelso, apprendendo oltre all'arte della medicina anche i rudimenti per la cabala, l'alchimia, e il misticismo.

La su più famosa opera fu l'Amphitheatrum sapientiae aeternae, (1595) un testo di alchimia e di cabala cristiana, scritto nel 1595, che venne condannato dall'università parigina della Sorbona nel 1625 come contrario alla scienza medica. Heinrich Khunrath era un convinto assertore dell'alchimia spirituale, e riteneva che l'uomo potesse ricongiungersi a Dio tramite la preghiera, la meditazione, le purificazioni, e l'utilizzo dei nomi divini.

Ai fini dei nostri studi attorno alle origini del martinismo, e della forumula pentagrammatica, riportiamo in apertura di questo breve ed incompleto lavoro il Pentacolo utilizzato da Heinrich Khunrath, dove compare la IOD HE SCIN VAU HE, come elemento centrale dell'Opera di Alchimia Spirituale perseguita dal seguace di Paracelso.

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Heinrich Khunrath, Amphitheatrum sapientiae aeternae [Hamburg: s.n., 1595] is an alchemical classic, the best known of Heinrich Khunrath's works. The work is infused with a strange combination of Christianity and magic, illustrated with elaborate, hand-colored, engraved plates heightened with gold and silver. The tension between spirituality and experiment, and the rich symbolism of Khunrath's writings and their engravings brought condemnation of the book by the Sorbonne in 1625, and now attracts attention from scholars.

Located in the Duveen Collection in the Department of Special Collections, University of Wisconsin-Madison, this is a rare copy of the first edition of this work, published probably in Hamburg in 1595. There are several other editions, some with additional plates, though lacking in general the generous margins and hand-coloring of the copy in Madison. Only two other copies of this first edition, described by Denis Duveen as "one of the most important books in the whole literature of theosophical alchemy and the occult sciences," are known to exist.

With funding generously provided by the Brittingham Fund, the Department of Special Collections has undertaken the construction of this Web-based introduction to Heinrich Khunrath's Amphitheatrum sapientiae aeternae (1595). Because the engraved illustrations are packed with symbolic as well as textual information arrayed either on radii or concentric circles, we have provided for close-up examination of important iconographic features, and also transcribed the engraved text surrounding the circular images. A version of the text on all four engraved plates, encoded according to TEI (Text Encoding Initiative) standards, is forthcoming.

(fonte http://specialcollections.library.wisc.edu/khunrath/ )



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venerdì 31 maggio 2013

Abate Julio e il Pentagrammaton - Elenandro

Colui che passerà alla storia dell'esoterismo come l'Abate Julio, al secolo Julien Ernest Houssay, nacque nel 1844 a Cosse'-le-Vivien in Bretagna.
Di umili origini, il padre era operaio, entra nel seminario cattolico dove dimostra immediatamente una naturale inclinazione allo studio del latino e delle sacre scritture. Le origini modeste gli avrebbero riservato un percorso di curato di campagna, ed infatti  e' nominato vicario ad Juvigne', ed in seguito a Javron, ma il fato aveva disposto diversamente. Allo scoppio della guerra nel 1870 è cappellano militare al seguito del generale Cathelineau. A fine della guerra, e dopo un periodo passato in ospedale a causa di una grave malattia, viene viene avanzato a vicario della chiesa di Saint Joseph in Parigi. Frequentanto la capitale inizia a maturare un profondo dissenso e travaglio personale nei confronti della decadenza della Chiesa, e dei suoi superiori molto più intenti a gestire questioni politiche ed economiche piuttosto che a tutelare i deboli. Questa sua visione lo porta nel 1885 a rompere con la Chiesa di Roma ed entrare nella Chiesa Gallicana (La Chiesa Gallicana è una chiesa francese che è stata fondata da un ex prete cattolico romano, Hyacinthe Loyson. Essa riconosce al Papa un primato Onorifico, ma la sua organizzazione è strettamente territoriale ed autonoma. Non riconoscendo al Papa un potere assoluto in veste giurisdizionale per le questioni religiose). Nell'ambito della Chiesa Gallicana  l'Abate Julio conosce Jean Sempe', grande veggente, mistico e guaritore, che alla morte, 1892, gli trasmette i suoi poteri. Da questo momento diviene l'Abate Julio i suoi contemporanei ci narrano come avesse la facoltà di alleviare gli animi, curare, e consolare i malati. Utilizzasse la prghiera e i talismani, e la liturgia, per ottenere l’assistenza degli Spiriti Buoni, degli Angeli e della Trinità per liberare dal male fisico e spirituale.
Nel 1904 viene consacrato vescovo, continuando ad esercitare il magistero religiose e terapeutico, trovando pace su questa terrna  nel 1912 a Ginevra.

Operatività

Come abbiamo accennato l'Abate Julio operava tramite il messale liturgico, la lettura dei salmi, e l'utilizzo di talismani personali i quali racchiudevano elementi della tradizione teurgica salomonica e cabalistica.Attraverso queste operazioni ricercava l'influsso delle potenze celesti, quando non della trinità divina, per operare guarigioni, protezioni, e bandi di potenze malvagie. I talismani, come detto in precedenza, racchiudono un complesso simbolico le cui origini sono sicuramente da ricercare nella teurgia salomonica e cabalistica, scontando anche elementi che rimandano alla cultura personale dell'Abate. Quest'ultimi potrebbero lasciare perplessi, ma sono a mio avviso indicativi di una grande verità. Un talismano per operare correttamente, e dispiegare i propri effetti, deve essere comunque personale. Significa che l'operatore deve avvalersi della scienza tradizionale in guisa del proprio genio ed arte, e non lasciarsi sottometere dalla stessa. 

Pentagrammaton 




Per quanto concerne la nostra scienza, alla perenne ricerca di indizi attorno alla radice cristiana gnostica del martinismo riporto due talismani dell'Abate Julio. Talismani la cui centralità è rappresentata dal Pentagrammaton, l'elemento distintivo attorno a cui è costruita tutta l'operatività martinista.

Il primo (Le Strade) rappresenta una montagna dominata dal Pentagrammaton (da notare la centralità e sovranità della Scin sulle altre 4 lettere).
 Notam fac mihi viam in qua ambulem: Signore, indicatemi la via che devo seguire. (epigrafe) E' chiaramente da utilizzare nei momenti di profonda indecisione, in cui è necessario ricorrere all'intercessione divina, tramite un'illuminazione superiore che ci giunga in aiuto. Le tre vie (postivia, negativa, neutra) ricordano da un lato le tre forze alchemiche, ma dall'altro la stessa scin, con solamente una di esse che giunge al cielo.


Interessante è il secondo talismano dell'Abate Julio dove abbiamo un triangolo posto al centro di un cerchio. All'interno del triangolo troviamo la formula tetragrammatica sormontata dalla Scin. Il triangolo ovviamente rappresenta la trinità divina, il cerchio la completezza e l'unione del tutto. Nell'epigrafe Dominus Custodit Te. Che indica la funzione di protezione che questo talismane riveste.


Afferire che l'Abate Julio era martinista è sicuramente una forzatura, considerare che l'operatività promossa e professata dall'Abate Julio avesse molto in comune con gli strumenti martinisti è invece appropriato. 

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domenica 26 maggio 2013

Forumula Pentagrammatica - Pico della Mirandola - Elenandro


Quanto sopra riportato sono estratti da testi di Cabala Cristiana ad opera di Pico della Mirandola e Francesco Giorgi .

La Cabala Cristiana, arte mistica e filosofica che nacqua all'interno dei circoli neoplatonici rinascimentali, si pose come obiettivo quello di svelare i segreti del Nuovo e dell'Antico Testaento attraverso lo studio, in chiave cristiana, della Cabala Ebraica. Per i neoplatonici i cabalisti ebrei altro non erano che dei cristiani "inconsapevoli" in quanto tutta la loro scienza e ricerca si muoveva attraverso la rivelazione del dio fattosi uomo.

Ai fini delle nostre ricerche filosofiche ed operatve è senza ombra di dubbio fondamentale conoscere l'origine della formula pentagrammatica
e di come il cuore dell'operatività martinista non può che risiedere all'interno di un paradigma cristiano esoterico.